Rogo di rifiuti tossici ad Afragola, in Campania

L'abitudine rende sopportabili anche le cose spaventose. (Esopo)

Nel primo pomeriggio di ieri 29 agosto, nei pressi del Centro commerciale Ikea di Afragola, ho avvistato questa nube di fumo. All’inizio pensavo che fosse un semplice rogo di rifiuti solidi, come se ne vedono spesso sempre da queste parti. Solo in seguito ho scoperto che era una nube di rifiuti altamente nocivi.

Come hanno potuto accertare i vigili del fuoco che sono accorsi verso le 11:30, quando cittadini hanno segnalato l’incendio in via Berlinguer; quel rogo era altamente tossico perché ha sprigionato diossina, giacché venivano bruciati materiali di ogni tipo (pneumatici, batterie di automobili, etc.)

Ho inalato quel fumo sprigionato in una zona dedita alla coltivazione, provocando danni ai cittadini e all’ambiente.

Ma la notizia non sembra interessare né stampa né tv (neanche quella locale).

Perché ormai dell’“emergenza rifiuti” se ne parla solo in vista di qualche elezione politica, e non si capisce mai bene (da telespettatore) cosa si intende con questo slogan: rifiuti urbani, rifiuti tossici, rifiuti sversati dal nord o sacchetti di immondizia per strada?

Ma poi: come puoi definire “emergenza” una situazione allarmante che dura da decenni? E intanto i responsabili?

Sono quei soliti ignoti che magari, per pochi spicci, pagano i ragazzini rom per bruciare gommoni e altri materiali dannosi alla salute (si avvista un campo nomadi proprio al confine tra Afragola e Casoria, sempre vicino all’Ikea)?

I responsabili, sono quei soliti ignoti che hanno speculato su quei terreni, dove adesso vengono costruiti grossi megastore, quei soliti ignoti che quotidianamente inquinano il nostro ambiente, la nostra salute per i loro sporchi affari?

Ma il vero dramma non è questo. La tragedia è abituarsi a ciò. 

www.facebook.com/pages/Resistere-ad-Afragola-contro-la-camorra/159661647411113

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...