L’Asia condannata ad assumere gli interinali

(di Ciro Crescentini da Cronache di Napoli) La sezione lavoro del tribunale di Napoli ha condannato l’Asia, l’azienda partecipata per la raccolta dei rifiuti del comune di Napoli ad assumere a tempo indeterminato 15 lavoratori interinali e a risarcirli di 3 anni di stipendi arretrati. La sentenza n.8151 è stata emessa il 19 gennaio 2010 dal giudice del lavoro Linda D’Ancona.

Secondo il dispositivo, la partecipata comunale ha effettuato interposizione di manodopera legittimato da un contratto di somministrazione (interinale) stipulato con l’agenzia Articolo 1 Spa. Il dispositivo è immediatamente esecutivo ma fino ad oggi è stato ignorato dall’azienda costringendo i lavoratori ad attuare ulteriori azioni legali: l’ufficiale giudiziario ha pignorato 1 milione di euro alle casse di Asia per garantire il pagamento dei salari arretrati riconosciuti dal giudice del lavoro. Una sentenza che farà sicuramente discutere. I lavoratori ricorrenti Siciliano Salvatore, Troise Pasquale, Astuto Giuseppe, Miraglia Antonio, Piccirillo Daniele, Tuzzoli Ciro, Manna Emilio, Di Francia Salvatore, Buonpietro Carlo, Vivolo Mariano, Petrosino Francesco, Gaeta Gaetano, Di Stasio Angelo, Di Napoli Carmine, Rocco Daniele rappresentati e difesi dal giuslavorista napoletano Giuseppe Marziale presentarono il ricorso in Tribunale il 22 aprile del 2008 dichiarando di avere prestato attività lavorative per Asia pur essendo stati assunti dall’agenzia interinale con contratto a tempo determinato. Svolgevano le mansioni di spazzamento delle strade cittadine e di autisti dei veicoli per la raccolta dei rifiuti. Nelle lettere di assunzione inviate ai lavoratori non erano indicati gli estremi dell’autorizzazione rilasciata al somministratore; non era specificato il numero dei lavoratori assunti con contratto di somministrazione; non era indicato il documento di rilevazione dei rischi, che non era mai stato consegnato ai ricorrenti. L’agenzia interinale Articolo 1 non aveva mai esercitato alcun potere gerarchico e disciplinare nei confronti dei ricorrenti, i quali sono sempre stati sottoposti e comandati soltanto da Asìa. Nel ricorso, l’avvocato Marziale ha evidenziato una violazione delle normative vigenti e in particolare la mancanze delle indicazioni e delle ragioni che avevano indotto all’assunzione dei lavoratori in regime di somministrazioni. Emergeva l’insussistenza dei motivi di carattere tecnico, organizzativo che in genere vengono indicati nei contratti di somministrazione. I ricorrenti avevano offerto alla società convenuta le loro prestazioni lavorative, con offerte formali, invitando la società a ricevere le loro prestazioni ed a riconoscere la sussistenza di rapporti di lavoro subordinato a tempo pieno ed indeterminato. Le mansioni espletate dai ricorrenti, nel corso dei periodi di assunzione in somministrazione, sono state svolte per ragioni diverse da quelle indicate nei contratti di lavoro e con mansioni diverse dalle indicazioni contrattuali. Il giudice Linda D’Ancona ha accolto il ricorso dei lavoratori “dichiarando la nullità del contratto di somministrazione tra le società Art. 1 spa e Asia Spa e per l’effetto dichiara la sussistenza di rapporti di lavoro subordinato a tempo indeterminato tra Asia e ciascuno dei ricorrenti, dalle date di stipula della prima assunzione in somministrazione, condannando la società a ripristinare i predetti rapporti di lavoro subordinato e al pagamento delle retribuzioni maturate, da ciascun ricorrente, a decorrere dal 21 novembre del 2007”.

 

 

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