Commissione Petizioni del Parlamento Europeo sull’emergenza rifiuti in Campania. Nessuno in Italia ha saputo

Commissione Petizioni del Parlamento Europeo sull’emergenza rifiuti in Campania. Nessuno ha saputo

DATA DI PUBBLICAZIONE: 3 maggio 2010   

 

           
 
Le verifiche sulle petizioni sono compatibili con le velleità  di sblocco di fondi europei, bloccati proprio per le infrazioni e le denunce pervenute al Parlamento Europeo ?
Riteniamo di no. Ed un giornalismo critico non dovrebbe riportare asetticamente dichiarazioni di oro colato ma informare anche ponendo domande e suggerendo a chiunque spunti di criticità  sulla realtà , spesso ai limiti della farsa.
Di seguito le perplessità , medio tempore, del Comitato Cittadini per la Trasparenza e la Democrazia di San Giorgio del Sannio (BN), tanto estemporanee quanto genuine.


Sulla Missione Investigativa dal 28 al 30 aprile 2010 in Campania della Commissione Petizioni del Parlamento Europeo.

L’arrivo in Campania della Commissione Europea Petizioni sembra aver aperto uno spiraglio per quanti chiedono un ciclo dei rifiuti all’altezza degli standard europei e non basato su provvedimenti emergenziali, che rendono ‘legale’ ciò che ovunque, in Italia e in Europa, è "illegale" tout court.

Comunque, non facciamoci illusioni. La farsa, gli imbrogli, le bugie e le tragicommedie sono sempre all’ordine del giorno nella martoriata Campania .Da più parti si legge che obiettivo della visita è dimostrare che la Campania è in movimento per quanto riguarda il ciclo integrato dei rifiuti al fine di riuscire ad ottenere lo sblocco di centinaia di milioni di fondi europei. «È necessario - ha detto l’europarlamentare Erminia Mazzoni esponente del PDL - dimostrare che un ciclo integrato dei rifiuti è stato programmato e che qualche passo è già stato compiuto e soprattutto - ha proseguito - che c’è la volontà da parte delle autorità regionali di andare nella direzione che la Commissione europea indica». Una missione investigativa in cui sono in gioco 500 milioni di euro congelati per infrazioni.

Cosa vuol dire: "Dimostrare"? Quali i siti oggetto di controllo e di ispezione?

Pare che a valutare le condizioni degli impianti e delle discariche sia stato un gruppo di esperti al seguito di una delegazione composta da sette parlamentari. Auspichiamo fortemente che la commissione investigativa sia obiettiva e imparziale e sappia vedere ciò che il Parlamento italiano ha ignorato col famoso decreto legge che ha di fatto autorizzato una gestione illegale del ciclo dei rifiuti: in Campania tra le discariche aperte in aree protette come il parco Vesuvio o pericolose come Chiaiano e gli oltre duecento sforamenti di Pm10 registrati ad Acerra in un anno, siamo di fronte allo spregio assoluto delle più elementari norme di rispetto dell’ambiente e della salute. E che dire di Sant’Arcangelo Trimonte (BN) i cui lavori cominciarono prima ancora della pubblicazione dello Studio di Impatto Ambientale redatto dal commissariato per l’emergenza Rifiuti e dalla ditte costruttrici, senza alcuna consultazione democratica e malgrado i documenti di opposizione e le osservazioni critiche tempestivamente presentate, nel 2008, dall’Associazione ambientalista Altrabenevento? Di qui, l’importanza della partecipazione, del controllo e della voce dei cittadini e di tutti i comitati civici... durante e dopo la mission investigativa.

Non v’è dubbio che chiudere gli impianti illegali è il primo e fondamentale passo per avviare un ciclo dei rifiuti realmente trasparente e credibile sia agli occhi dei cittadini che dell’Unione Europea.

Non v’è dubbio, in particolare e a titolo esemplificativo, che se è stata sbagliata la scelta del sito di Sant’Arcangelo Trimonte in quanto effettuata frettolosamente, con modalità poco o nulla democratiche e trasparenti, senza una preventiva ed obbligatoria verifica delle reali caratteristiche idro-geologiche e geotecniche dell’area, non solo vanno puniti i responsabili di quel disastro ambientale tuttora in atto ma la discarica va chiusa subito ed il sito, geologicamente inidoneo, deve essere bonificato. A fronte di queste palmari evidenze, crediamo tuttavia che una cosa è la finalità di verificare di persona le denunce arrivate a Bruxelles, altra cosa è dimostrare - come da più parti si legge - che la Campania è in movimento per quanto riguarda il ciclo integrato dei rifiuti al fine di riuscire ad ottenere lo sblocco di centinaia di milioni di fondi europei. Questo modo di dire ci lascia francamente perplessi... e condiviamo in toto quanto hanno affermato il Coordinamento Regionale Rifiuti e la Rete Campana Rifiuti e Ambiente: "Non nascondiamo la preoccupazione che, come auspicato dalle istituzioni italiane e come si augura l’On. Erminia Mazzoni sulla stampa, la missione investigativa della Commissione Petizioni del Parlamento Europeo si trasformi nella raccolta di elementi atti a legittimare le scellerate scelte operate in oltre 15 anni di emergenza, l’archiviazione di procedimenti di infrazione aperti nei confronti dell’Italia ed il conseguente sblocco dei fondi UE a cui tanto ambiscono i politici che ci amministrano."

P.S. Oltre al danno evitiamo la beffa. Mentre scriviamo apprendiamo che i cittadini campani dovranno assumersi tramite la Tarsu i costi per la messa in sicurezza della discarica di Contrada Nocecchia di Sant’Arcangelo Trimonte. Uno sperpero di denaro pubblico gravissimo. Uno sperpero che si sarebbe potuto evitare attraverso scelte meno scellerate.

Che dire? Troppo semplice individuare senza criterio i siti, arrivare con le ruspe, con l’esercito, imporre un controllo strategico nazionale su di una discarica, e poi scappare via, lasciando debiti agli eredi.

Rosanna Carpentieri

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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