Benevento. Bye bye scuola di magistratura

Qualcuno l’avrà forse dimenticata, ma la questione della Scuola di Magistratura sta lasciando ancora qualche strascico. Non a Catanzaro, dove tutto tace oramai (fatta eccezione per il tentativo di revocazione della sentenza emanata dal Consiglio di Stato), ma nella città di Benevento in cui nessuno ha ancora digerito il fatto che la scuola sia stata definitivamente indirizzata verso Scandicci, piccolo comune alle porte di Firenze. Ed è anche grazie alla stampa sannita, da cui attingo a piene mani, che ripercorro nuovamente la storia della Scuola di Magistratura per confermare l’esclusiva responsabilità politica di questo pasticcio in salsa calabro-campana. Una politica che, pur di vincere nei vari territori, è disposta a promettere tutto e il suo contrario, tentando di ubriacare la moglie catanzarese e mantenere piene le botti (elettorali) di Benevento, piuttosto che ragionare in maniera strategica e pragmatica nei confronti delle realtà locali. Partiamo dal 2009, anno in cui il Tar decideva favorevolmente nei confronti di Catanzaro destinando la scuola nella città dei tre colli. Il sito di informazione sannita “Ntr 24” pubblicava la notizia di un compromessosancito tra le due città contendenti, ottenuto grazie alla “lungimiranza” dell’allora ministro della Giustizia, Angelino Alfano, il quale salomonicamente decideva di assegnare sia a Catanzaro che a Benevento la propria scuola di Magistratura. “Cchiu scuole di magistratura ppe' tutti” avrebbe detto il sempre attuale Cetto Laqualunque. Ma l’accordo piacque tantissimo alla delegazione sannita che in quei giorni riceveva le garanzie del Ministro, restando in attesa del provvedimento normativo e finanziarioche legittimasse tali parole. Passa un anno abbondante,  ma di scuole non se ne vede manco l’ombra e allora tocca alla parlamentare Pdl campana, Nunzia De Girolamo, tranquillizzare gli animi dubbiosi dei sanniti con le seguenti dichiarazioni , del 25 febbraio 2011, rilasciate alla testata on-line Ntr24 : "Le rassicurazioni fornitemi questa mattina dal ministro Alfano sull'impegno assunto a ottobre scorso in occasione della Festa del Pdl a Benevento, su quale sarà la sede della futura Scuola di Magistratura, testimonia la grande attenzione del Governo Berlusconi, e in particolare del ministro stesso, per il Sud e, nello specifico, per il Sannio". Parole che suggeriscono e anticipano  (per tempistica e contenuto) una nuova e più importante competizione rispetto alla scuola di Magistratura: le elezioni amministrative. E più si entrava nel vivo della tornata elettorale e più si tiravano in ballo promesse a destra e a manca. 10 maggio 2011 (fonte Ntr24), il Ministro Alfano arriva a Catanzaro per sostenere la candidatura di Michele Traversa e sulla scuola si esprime così “Come potete immaginare che a questa città venga sottratta la scuola di magistratura?" Se sarà possibile farla allo stato delle carte la faremo allo stato della carte  e se sarà necessario un intervento legislativo che, definitivamente, chiarisca il tutto, lo faremo e non sarà fatto in contrasto con Benevento”. La stessa frase il Ministro Alfano la ripeterà il giorno dopo proprio nella città di Benevento aggiungendo, oltre allo stato delle carte, anche quello dell’arte (con tanto di video intervista) avventurandosi in una lettura post-moderna della famosa supercazzola prematurata con scapellamento a destra di mascettiana memoria (spero che il grande Ugo Tognazzi non si rivolti nella tomba per il paragone). Ma la neo-zingarata non provoca risate, bensì applausi a scena aperta e a città unificate, da Catanzaro e Benevento. Intanto le elezioni passano, i ministri si avvicendano e con l'avvento di Nitto Palma alla giustizia le cose si avviano verso una soluzione "definitiva", con l'annuncio di una imminente firma su un nuovo decreto che possa assegnare  a Benevento quanto meno la sede amministrativa della Scuola di Magistratura. E' il Sannio Quotidiano (04 novembre 2011) questa volta, a riportare la notizia, concludendo il pezzo con questa frase "Del resto recuperare Benevento è un risultato politico perché le sentenze hanno comunque dato ragione a Catanzaro". Evidentemente, lo stesso Ministro Palma, eletto in Parlamento nel collegio calabrese, non godeva di buona memoria, dimenticando l'annuncio fatto solo qualche mese prima (03 agosto 2011) nella città di Catanzaro, inviando addirittura come suo tramite il direttore generale del Ministero di Giustizia per passare alla fase esecutiva della scuola di Magistratura. Nessun cenno viene effettuato nel comunicato (tratto da Newz.it) riguardo l'eventuale divisione di competenze con Benevento. Arriviamo finalmente ai giorni nostri e, visti gli esiti infelici sia per Catanzaro che per Benevento, nel capoluogo sannita è il momento della resa dei conti. Nitto Palma, tramite un'intervista al Sannio Quotidiano,  se la prende con Cimitile e Pepe, rispettivamente presidente di provincia e sindaco di Benevento, entrambi di centrosinistra, rei di non aver voluto accettare "il compromesso storico". Un compromesso tra le due città (forse sarebbe meglio dire tra le rappresentanze politiche) confermato anche da Michele Traversa in persona, che sempre sul Sannio Quotidiano descrive la beffa oltre che il danno economico sia per l'una che per l'altra parte. Catanzaro, infatti, spese due milioni di euro per ristrutturare Palazzo Doria e renderlo adeguato ad accogliere i magistrati in formazione. Ovviamente, anche per l'ex sindaco del fare, ora solamente parlamentare, le colpe di tutto ciò erano da ricercare in Aniello Cimitile e Fausto Pepe, i quali, però, non rimasero a guardare e replicarono alle accuse sulle colonne della Gazzetta di Benevento,  in un rimpallo di responsabilità e di scarica barile come solo Pd e Pdl riescono a fare. Un clima avvelenato e di stracci volanti che non sembra minimamente toccare la città di Catanzaro, dove l'attuale leader (si fa per dire) del centro-destra, Angelino Alfano, è tornato di recente per sostenere la candidatura di Sergio Abramo, omettendo ovviamente la questione della scuola di magistratura e preferendo il più nobile tema del  bene comune. Applausi a scena aperta e appuntamento alle prossime elezioni politiche, quando tutti i segretari di partito scenderanno nuovamente in Calabria per garantire il loro vivo e vibrante interesse, giurando amore eterno nei confronti di un terra che (a seconda di chi sarà lo schieramento vincente) sarà pronta a voltare definitivamente pagina.Quasi quasi preferivo la supercazzola!

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