Vivere nella Discarica di Roncigliano (Albano laziale).Agli amministratori che passano il tempo a pranzo e a cena con il Signor Cerroni.

20.07.2011 21:08

Articolo 32 della Costituzione Italiana ”La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività”.

 

La lettera di una mamma che dedichiamo agli amministratori incapaci del nostro territorio, ai responsabili della vergogna della discarica di Roncigliano, al Sindaco di Albano Laziale, al Sindaco di Ardea, al Presidente della Provincia di Roma, al Presidente della Regione Lazio, ai loro Assessori che passano il tempo a pranzo e a cena con il Signor Cerroni. 


Le buche di questa discarica già strapiena e mai bonificata sono 6; invece di chiudere questa bomba che inquina da 30 anni, hanno scavato, come se qui non abitasse nessuno.

Vivo di fronte a questa vergogna da quando ero bambina, dalle mie finestre vedo l’immondizia.

L’estate non posso far giocare i miei figli in giardino, l’aria è irrespirabile, la puzza ti entra dentro e non ti liberi. La notte con 40 gradi dormiamo con le finestre chiuse, tappati dentro come carcerati, non abbiamo l’acqua potabile e quella del pozzo è inquinata dal percolato che filtra dalla discarica.

D’estate le mosche invadono ogni cosa, come fossimo nell’ultimo dei peggiori paesi dimenticati.

Chi ha deciso che la vita dei nostri figli e la nostra vale così poco? 

Chi ha deciso che per l’incapacità di alcuni dobbiamo pagare noi?

Questa buca che stanno scavando è a 150 metri dalle nostre abitazioni, a 500 metri dalla scuola elementare in cui mandiamo i nostri figli. 

Questo è inaccettabile, improponibile; l’incapacità di mettere in piedi un servizio decente è pagata sempre dai cittadini, ad ogni elezione ci raccontano della bonifica della discarica, della copertura con alberi, del bosco che sorgerà sopra la discarica, ed invece, ecco che spunta una nuova buca gigantesca, che si vede dall’Ardeatina, una buca in cui verranno buttati per anni rifiuti di tutti i tipi, inquinanti, puzzolenti.

C’è qualche amministratore pronto a fare quello che è stato chiamato a fare veramente?

Tutelare i cittadini e allo stesso tempo offrire il servizio per cui è pagato.

Le soluzioni esistono, perché non vengono prese in considerazione?

La differenziata non viene fatta partire eppure è ormai dimostrato che se attuata è un guadagno per il comune e non un costo; allora che cosa o chi la impedisce?

Noi non siamo fantasmi, le tante case che sono intorno alla discarica sono abitate da famiglie vere, con bambini, anziani, gente che lavora, che paga le tasse; siamo stanchi di sopportare questa prepotenza, siamo stanchi di non essere considerati. 

Non è nostro dovere trovare la soluzione al problema rifiuti, ci sono persone pagate per fare questo e lo devono fare tenendo in considerazione la tutela delle persone, è obbligo degli amministratori gestire il servizio della raccolta rifiuti utilizzando le uniche soluzioni possibili, raccolta differenziata, riciclo, riutilizzo, riduzione rifiuti alla fonte e tutte quelle alternative che non prevedono l’aggravarsi di situazioni ambientali già compromesse da inquinamento di diverso tipo.

Anche chi abita in campagna ha diritto di vivere, anche chi abita in campagna ha diritto alla salute. 

Un fantasma del Villaggio Ardeatino

Lettera firmata

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