Vendola vergognati !

08.04.2011 12:33

La vicenda giudiziaria che riguarda il Senatore TEDESCO ed alcuni soggetti impegnati a vario titolo nel mondo della sanità pugliese ha consentito al Presidente VENDOLA non solo di prendere le distanze dalla sua stessa gestione (gli assessori, è noto e notorio, agiscono su mandato del Presidente, quali alter ego dello stesso), ma - con una forte dose di cinismo - ha scaricato ogni responsabilità sui malcapitati, onde egoisticamente apparire (perché solo di apparenza si tratta) l’unico politico pugliese pulito, onesto e al di sopra di ogni sospetto! VENDOLA, infatti, ha dimenticato (o ha finto di dimenticare) che lo stesso oggi reietto Alberto TEDESCO nel 2005 l’ha sostenuto sin dalle primarie, a fronte di un accordo politico sottoscritto dall’odierno Guru di Sel di nominarlo assessore alla Sanità. VENDOLA sapeva benissimo che TEDESCO garantiva il sostegno di buona parte degli ambienti di riferimento dell’ex PSI, nonché di buona parte degli ambienti da sempre vicini al politico socialista, specie in ambito sanitario: l’odierno intoccabile Governatore nasce da lì, da quell’ambiente che ne ha consentito l’elezione nella prima tornata elettorale, nella quale si è imposto di una incollatura sul concorrente uscente. All’epoca i voti di TEDESCO furono determinanti per sconfiggere Raffaele FITTO che aveva affrontato con serietà e responsabilità il problema della Sanità Pugliese! Al tempo, però, i voti del bubbone sanitario (che già esisteva) e dei soggetti che facevano riferimento a quell’ambito politico, lobbistico e affaristico erano puliti e tutti buoni per sconfiggere Raffaele FITTO. Oggi VENDOLA rinnega tutto questo e cinicamente si pone (o prova a porsi) al di sopra di ogni sospetto. Che ipocrita! Che utilitarista spregiudicato! Invece di tacere e conservare un minimo di dignità e decoro VENDOLA ci ha propinato una conferenza stampa che è stata una autentica vergogna. Probabilmente VENDOLA non si è mai reso conto (o ha finto di non essersi mai reso conto) che in questi sei disastrosi anni di governo esclusivamente suo (anche se per il tramite dei suoi assessori) la corruzione materiale e morale ha comportato conseguenze devastanti in tutti i settori operativi e produttivi della nostra povera Puglia. In una regione dove non si muove foglia che NICHI non voglia, non possiamo accettare l’arroganza spocchiosa di un soggetto che - unica anima pura - rinnega amici, sodali e collaboratori facendoli apparire come disonesti e traditori. Intanto, per la cronaca, riporto qui le dichiarazioni del Giudice DE BENEDICTIS inserite nell’articolo di LIBERO del 26/2/2011 - pag. 12 - ove dichiara testualmente: “… la procura fa valere per questi indagati giudizi che non valgono per Vendola. Una medesima condotta di più persone viene valutata in modo diametralmente opposto, sostanzialmente sulla base di una valutazione psicologica diversa. Per TEDESCO e SCODITTI si tratta di abuso di ufficio, per VENDOLA no. Eppure alla base della diversa valutazione ci sono le medesime indagini”. Ecco i due pesi e le due misure dei PM: “L’intento di TEDESCO sarebbe stato quello di badare ai propri interessi personali ed economici, mentre il Governatore avrebbe agito soltanto spinto dal criterio dello spoil sistem”. Come se questo fosse legale. Nelle 316 pagine, poi, una parte viene riservata al dott. Francesco SANAPO che in seguito a pronunciamenti giudiziari di 1° e 2° grado ha avuto giustizia e ottenuto l’assoluzione. VENDOLA, chiamato in procura, nega di aver parlato con SCODITTI e nega che sia stato rimosso per motivi politici. Peccato che le intercettazioni lo smentiscano insieme al suo pluripotenziario dottor MANNA, archiviato anche lui. VENDOLA nega perché quando la magistratura indaga conviene – forse - sempre negare, talvolta anche l’evidenza. Secondo la stampa (sempre fonte giornale LIBERO): TEDESCO e MANNA, suo fedelissimo referente, giocano ai soldatini questo lo mettiamo qui e l’altro lo mettiamo là (pag. 21 dell’ordinanza) e SCODITTI esegue come tutti. Diceva, però, VENDOLA: “Intendo guardare alle qualità professionali e non alle tessere di partito. Basta con le Asl dirette esclusivamente sulla base di fedeltà politiche”. Sono parole pronunciate il 29 luglio 2005, all’indomani dell’elezione dello stesso NICHI VENDOLA, o forse era un sosia. D’altra parte la sicumera orgogliosa del Presidente VENDOLA, protetto dalla magistratura, si manifesta in tutta la sua evidenza quando invia una lettera al Consiglio Superiore della Magistratura sull’operato del PM che ha osato indagare sulla sua persona immacolata. Questa è un’altra caratteristica che accomuna i sepolcri imbiancati di sinistra: colpire e attaccare i giudici che osano indagare su di loro, osannandoli quando indagano sugli altri che – a fronte di tali indagini spesso infondate – divengono inadeguati, mostri, dimissionabili. Così ha fatto D’ALEMA, così ha fatto FASSINO, così ha fatto VENDOLA. Il doppiopesismo, il garantismo a macchia di leopardo, la pagliuzza e la trave, sono questioni che hanno onestamente stancato tutti. Io sono convinto che a parti invertite, se ci fosse stato un altro Presidente, la procura avrebbe mandato un autobus a prelevare tutta la giunta regionale! Non così per l’innocente, intoccabile, casto e puro. Ricordo che nel 1982, un magistrato, oggi parlamentare perché ricompensato dalla politica, ha fatto arrestare mezza Giunta Regionale Pugliese, poi prosciolta con formula piena anche dalla Cassazione. Alcuni di quei politici ed amministratori sono deceduti per l’umiliazione e per la sofferenza e quel magistrato - su indicazione dei politici di sinistra del tempo (che poi, nella sostanza, sono gli stessi di oggi) voleva arrestare anche il Presidente di quella giunta, perché non poteva non sapere quel che i suoi assessori commettevano: evidentemente i tempi cambiano o la legge non è uguale per tutti!!! Altro che BERLUSCONI! D’altra parte anche ai tempi di tangentopoli il paladino della pseudo legalità che guida il partito dei forcaioli usava due pesi e due misure: il segretario PSI non poteva non sapere, il segretario DC non poteva non sapere, il segretario PCI poteva non sapere. A parte la vicenda giudiziaria non si può tacere sulla questione vera della sanità, la questione politica.

La corruzione ha invaso ogni angolo – anche il più nascosto - del carrozzone della sanità, che continua a incidere in maniera spropositata sulle risicate risorse regionali, senza dare servizi decorosi e decenti ai cittadini.

Questo è il vero più grande scandalo della gestione VENDOLA. E questa realtà passa dagli intrallazzi consumati con gestioni discutibili di pubblico denaro, dalle nomine lottizzate, dai primari nominati in base alle appartenenze politiche, il tutto sotto l’egida diretta dello stesso VENDOLA, perché è lui il dominus a cui tutti fanno riferimento, dagli uscieri ai direttori generali.

Concorsi bloccati da quattro anni con il mantenimento delle stesse persone a dirigere una divisione quando la legge impone incarichi semestrali e rinnovabili per altri sei mesi, liste di attese infinite, rifiuto di documenti formalmente richiesti e mai forniti ai consiglieri regionali, tutti scandali perpetrati giornalmente; perché così si continua a mantenere amici degli amici nei posti delicati e che producono voti: questa è la politica di VENDOLA.

Acquisire consensi, ricercare voti per diventare il numero uno in Italia: sull’altare di questa ambizione ogni metodo è buono, ogni compromesso è lecito, ogni scempiaggine è giustificabile. Se poi allunghiamo lo sguardo alle nomine dei dirigenti regionali, oltre quelli che non può destituire perché già inquadrati, registriamo che tutti gli pseudo avvisi pubblici emessi nel corso della gestione VENDOLA, alla base avevano già il candidato scelto “intuitu personae”. È avvenuto alla Cultura, è avvenuto ai Trasporti, è avvenuto allo Sport ove è andata la cognata di VIOLANTE, che probabilmente non aveva i requisiti in quel settore e così via discorrendo.

Se dovessimo approfondire i discorsi nel settore ambiente, certamente le indagini potrebbero portare grandissime novità, perché rimane ancora insoluto l’aspetto della delega alle Provincie con la volontà decisionale a livello di assessorato. Non si è mai compreso in questo settore come in qualche altro, perché i precedenti amministratori siano stati sostituiti, se avevano così ben operato. E come mai all’ambiente sia stato nominato il magistrato che indagava su VENDOLA e FITTO, al posto di LOSAPPIO!!!

Se la Magistratura dovesse seguire l’obbligatorietà dell’azione penale dopo le molteplici “notitie criminis” che ogni giorno denuncia la stampa, questa Giunta Regionale sarebbe già stata spazzata via. Ma forse VENDOLA può non sapere tante cose e nonostante questo ergersi a grande taumaturgo dei mali pugliesi e nazionali. La verità è che VENDOLA sa tutto e non è assolutamente l’uomo in grado di curare né i mali della Puglia né quelli dell’Italia. Certamente, sulla base di quanto accertato dai magistrati, VENDOLA può non sapere che in alcune aziende vengono liquidate fatture gonfiate, fatture pagate più di una volta, acquisti maggiorati, appalti con ribassi spaventosi, prestazioni aggiuntive inutili e superflue per garantire ritorni economici e arricchimenti più o meno leciti. Certamente, preso dal suo continuo girovagare, VENDOLA può non sapere tutto ciò che avviene nella sua disastrosa gestione. Ma se può non sapere perché non si informa? Perché non manda controlli e ispezioni per arginare lo sfascio, la corruzione, gli abusi quotidiani che sono consumati a danno del pubblico denaro? O è meglio far finta di non sapere, non vedere, non accorgersi delle rovine che lo circondano? Riteniamo che il tempo del pifferaio magico è finito e che sia evidente a tutti che vi sono due sole opzioni: LA PRIMA: VENDOLA sa tutto e quindi è in MALAFEDE; LA SECONDA: VENDOLA non sa nulla e quindi è INCAPACE

A questo punto sarebbe necessario un atto di responsabilità da parte del Presidente che dovrebbe fare un passo indietro. In qualche altre circostanze abbiamo chiesto a VENDOLA da dove arrivano gli ingenti finanziamenti per spingere la persona su tutti i sistemi di comunicazione e per costituire dal nulla un movimento presente in tutta Italia. Avendo una lunga esperienza politica, infatti, sappiamo i costi delle sedi, dei manifesti, delle televisioni ed ogni strumento che ciascuno mette in campo.

VENDOLA ha sostenuto due primarie e due campagne elettorali, ha costituito un partito, ha realizzato fabbriche, ha fittato locali nel cuore di Roma, ha un’agenzia pubblicitaria al proprio esclusivo servizio che ne cura l’immagine: ebbene nessuno sa da dove sono attinti gli ingenti fondi necessari a tenere in piedi questa enorme macchina organizzativa. Anche questo può non sapere? L’unica cosa che VENDOLA deve sapere è che non se ne può davvero più, il re è nudo ed è tempo di liberare la Puglia ed i pugliesi da questa gestione oppressiva e lottizzata che non produce altro che immagine, apparenza, debiti e non sostanza, crescita e solidità. Da quanto detto si evince chiaramente che per VENDOLA non esiste la trasparenza, tutto è sacrificabile per l’obiettivo.

Novello MACHIAVELLI giustifica ogni mezzo – anche il più nauseabondo – per arrivare al fine: l’affermazione personale a livello nazionale. Noi lotteremo con tutte le nostre forze, di casa in casa, di piazza in piazza, di città in città per urlare – anche dai tetti – la nostra verità su quanto si sta consumando nella nostra amata regione e per consentire che la politica torni alla sua naturale funzione di servizio vero, di aiuto concreto, di soluzioni praticate e non predicate, di perseguimento ostinato del bene comune, che travalica le ambizioni personali, le strumentalizzazioni passeggere, il culto narcisistico del singolo per provare a dare risposte reali e vere. 

Francesco DAMONE

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