Vendola regala 120milioni di euro pubblici a Berlusconi

03.04.2011 18:38

Taranto – In gran segreto il 27 dicembre 2010 mentre i più stavano ancora consumando il panettone natalizio in  vista del cenone di fine anno, è stato nominato il nuovo Presidente della Fondazione San Raffaele del Mediterraneo (propagazione della Fondazione San Raffaele Monte Tabor di Milano), la quale dovrà realizzare l’omonimo ospedale -con denaro pubblico e profitto privato- a Taranto, e  per la cui realizzazione i pugliesi sborseranno 120 milioni di euro (già deliberati).

In Puglia va in onda un affare di pochi (l’albero genialogico delle società coinvolte nell’affare conduce a Milano, nelle società della famiglia Berlusconi)con quattrini di tutti.
Di che si tratta? Di un ospedale a gestione privata da 570 posti letto con numerose sale operatorie, il San Raffaele del Mediterraneo, appunto, che provocherà la chiusura di due ospedali pubblici (il S.S. Annunziata, e il Moscati). A corollario il cemento in deroga urbanistica: ben 250 appartamenti (realizzati da Fintecna) all’interno di aree rurali in deroga urbanistica.

Il neo-Presidente è Vittorio Dell’Atti, preside della facoltà di Economia e Commercio. Un cognome ben ammanicato perché Dell’Atti, insieme a Massari e Girone, rappresenta l’emblema della parentopoli nell’Università pugliese, come hanno attestato le inchieste giudiziarie della Procura della Repubblica di Bari. Cinque gradi di parentele tutti assunti nell’Università e tutti nella stessa facoltà:  Economia e Commercio.

Vittorio Dell’Atti si era poi distinto, una volta diventato preside di Facoltà, per aver richiamato il padre Antonio, ultrasettantenne in pensione, ad insegnare presso la stessa facoltà di cui è padrone.

Ora Dell’Atti al San Raffaele ci arriva dopo le burrascose dimissioni dell’avvocato Paolo Ciaccia   -scaturite dalle inchieste del giornaleItalia Terra Nostra-    il quale è anche socio di studio legale di Michele Pelillo, Assessore al Bilancio della Regione Puglia, che sull’operazione san Raffaele aveva impostato la sua campagna elettorale.

Nominato il nuovo Presidente del San Raffaele, ora tocca al Presidente del collegio sindacale, che pur nominato resta innominabile. Perché? Il professor Vittorio Dell’Atti prima di essere promosso a Presidente della Fondazione era anche Presidente del Collegio Sindacale, l’organo di controllo della medesima Fondazione. Insomma: chi ieri controllava, oggi gestisce sulla carta in prima persona, ma in realtà per conto terzi.

 

CRONISTORIA DELLA VICENDA
Don Verzé comanda e Nichi Vendola ubbidisce.
Scrive don Luigi Maria Verzé: “Milano 28 gennaio 2010. Caro Presidente, ho appreso con grande piacere che il nostro progetto per il San Raffaele del Mediterraneo sta proseguendo il cammino verso la sua realizzazione e che l’impegno comune profuso nella realizzazione di questo obiettivo stia dando buoni frutti. Facendo seguito agli incontri tra i rappresentanti istituzionali della Regione Puglia e della Fondazione e alla richiesta dell’Assessore Regionale al Bilancio, Avv. Michele Pelillo, Le invio una revisione del piano finanziario del Progetto tecnico sanitario, prodotta ipotizzando un finanziamento pubblico pari a 120 milioni di Euro e il finanziamento della quota residua di fondi, necessari per il completamento dell’opera, tramite lo strumento del leasing in costruendo. Con l’auspicio che gli ulteriori passi, utili a garantire l’avvio della realizzazione dell’opera, possano essere compiuti rapidamente, Le assicuro tutta la disponibilità dei miei uffici per eventuali approfondimenti o chiarimenti si rendessero necessari. Le invio cordiali saluti. (sac. Prof. Luigi M. Verzé)”.

In tempi amministrativi fulminanti, il 9 febbraio 2010, il Governatore e gli Assessori regionali deliberano (Dgr. numero 320)  la rimodulazione del progetto per l’importo di 120 milioni di euro, prelevati dalla dote finanziaria del programma regionale attuativo del fondo aree sottoutilizzate (2007-2013).

L’ investimento piove in una località che porta il nome di Papa Paolo VI -ironia della sorte- che, nel 1964, sospese il manager ecclesiastico dal sacerdozio con l’ammonimento “occupati più dei sacramenti che degli affari”.

Il 10 febbraio 2010 la Giunta regionale (Dgr. numero 331), su relazione del Presidente Nichi Vendola, ratifica il provvedimento «Struttura ospedaliera nella città di Taranto San Raffaele del Mediterraneo».

Cinque giorni più tardi -a circa un mese dalle elezioni regionali- va in scena una conferenza stampa a cui partecipano don Verzé, Vendola e l’assessore Pelillo. Dichiara Vendola “Le parole e i sogni di iniziali di don Verzé finalmente si sono incardinati in atti amministrativi diventando quindi qualcosa di concreto. Alla fine del 2010 con don Luigi metteremo la prima pietra e nel giro di 36 mesi taglieremo il nastro per inaugurare il san Raffaele del Mediterraneo”. La posa della prima pietra, prevista per il 5 novembre, è stata rimandata al 2011.

Promesse non mantenute, atti deliberativi occultati per sette mesi e poi un’audizione secretata il 24 novembre 2010 dallo stesso Vendola presso la Commissione Parlamentare sugli “Errori sanitari”, presieduta da Leoluca Orlando. Motivo del segreto dell’ultimo aspirante premier che vanta una legge regionale sulla trasparenza? La richiesta al Governo Berlusconi di sanare il passivo di bilancio della sanità (1 miliardo di euro) in cambio dei rifiuti campani da seppellire nelle discariche della provincia di Taranto (Statte, Lizzano e Grottaglie). 

La sanità pubblica in Puglia è al collasso (il passivo ufficiale sfiora 1 miliardo di euro), il nuovo Piano sanitario ha decretato la chiusura di 22 ospedali e la soppressione di 2.200 posti letto, nonché l’introduzione di un ticket sulle ricette (per racimolare 46 milioni di euro l’anno).

La giunta regionale, il 6 agosto 2010, con atto numero 1880,  “delibera di assegnare alla Fondazione San Raffaele del Mediterraneo, per la realizzazione dell’Ospedale San Raffaele del Mediterraneo di Taranto, la prima quota di euro 60.000.000,00”. L’Assessore regionale al Bilancio, Michele Pelillo, dopo aver incentrato la sua campagna elettorale sul nosocomio di marca berlusconiana non nasconde la sua soddisfazione per i quattrini dei contribuenti elargiti in un amen al privato per eccellenza: “Si tratta di una vera svolta per questo progetto”.

Il dottor Maurizio Portaluri, direttore all’Unità Radioterapia Oncologica dell’ospedale Perrino di Brindisi, nutre dubbi: “Ma perché la regione Puglia sceglie un partner senza percorrere una procedura di evidenza pubblica, cioè una gara?”. Il Consiglio di Stato, nel 2009, aveva sentenziato che non si tratta di una ‘onlus’: “La Fondazione San Raffaele del Monte Tabor svolge attività economica, esercita dunque un’attività di carattere imprenditoriale nell’ambito sanitario” (sentenza numero 3879/2009). Infatti, l’associazione Taranto Futura, ha presentato, il 20 agosto, un ricorso al presidente della Repubblica, nel quale tra il resto si legge: “I provvedimenti impugnati sono ingiusti e altamente illegittimi, per una serie infinita di violazione di legge”.

Verzé dixit: “Vengo in Puglia per trovare un amico, Vendola. Nichi, fossero come te tutti i politici. Non dovrei parlare di politica, ma ve lo confesso: Silvio Berlusconi è entusiasta di Vendola”. 

Silvio Berlusconi, di fatto proprietario del San Raffaele del Monte Tabor di Milano, Nichi Vendola e Salvatore Ligresti, implicato nella speculazione immobiliare Fintecna (società controllata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze con la quale le società di Ligresti sono in attività), sono accomunati da uno stesso premio, consegnato da don Verzé in persona: il Cedro d’Oro. 

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