Tutte le bugie sul nucleare che ci hanno raccontato

15.03.2011 10:16

 Nonostante quello che sta avvenendo in Giappone il governo Berlusconi insiste nel voler trascinare l’Italia sulla pazza, pazza strada del nucleare. Gli antinuclearisti vengono spesso tacciati di scarsa razionalità. Ma vediamo, razionalmente, tutte le balle che ci hanno raccontato per convincerci.

1) “Il nucleare è sicuro”. Questo non lo sa ancora nessuno (anzi, quello che sta accadendo in queste ora sembrerebbe mostrare il contrario: ricordiamo che il nucleare richiederebbe sicurezza assoluta,quindi i paragoni con centrali di altro tipo, che possono produrre danni all’ambiente ma non del livello di quello di una centrale nucleare non valgono). Chi ha giurato e spergiurato di aver trovato una soluzione ai vari problemi che il nucleare pone, incluso quello delle scorie, è sempre stato smentito. L’Italia ha ancora da smaltire le scorie di Montalto di Castro: come si può minimamente pensare che un Paese che non riesce nemmeno a smaltire la propria spazzatura normale sia in grado di trattare rifiuti speciali pericolosissimi, specie con la corruzione, il malaffare e l’impunità che la fanno da padrone dalle nostre parti, molto più che altrove?

Ancora, siamo un Paese ad alto rischio sismico, in cui notoriamente non si costruisce nulla a norma (ma ve l’immaginate se i lavori delle centrali fossero affidati alla Impregilo?)

2) “Il nucleare è economico”. È vero l’esatto contrario. Senza sussidi statali non le fa nessuno. Infatti negli Stati Uniti, nonostante gli incentivi proposti da Bush dieci anni fa e da Obama recentemente, industrie socie di Edf hanno rinunciato a miliardi di dollari di fondi statali pur di non costruirle. Il costo per kilowttora del nucleare italiano sarebbe superiore a qualunque fonte alternativa, perfino a quello dei combustibili fossili.

3) “Il nucleare è moderno”. Il livello di aggiornamento tecnologico delle centrali nucleari è a dir poco ridicolo, tra dieci anni avremmo centrali nucleari di una generazione e mezza fa. Inoltre, in tutto il mondo stanno abbandonando il tipo di nucleare che vogliamo fare noi, il cosiddetto EPR.

4) “Il nucleare è utile”. In realtà l’Italia dispone già di 105 GW di installato contro un picco massimo di richiesta di 60 GW: non ci serve a nulla produrre una base notturna che possiamo comprare a prezzi di saldo dai francesi, quel che ci serve è tagliare i “picchi” di prelievo che oggi ci costringono a usare massicciamente i turbogas (quindi vai di risparmio energetico – un tipo di cultura che manca completamente in Italia e che invece sarebbe necessario sostenere -, cogenerazione ed energia pulita, come quella che le fonti rinnovabili possono fornirci, senza devastare l’ambiente).

5) “Il nucleare ci rende indipendenti”. L’uranio costa, sta costando già sempre di più, si sposterebbe la dipendenza ai paesi produttori di petrolio a quelli estrattori di uranio (Canada, Australi, Paesi dell’Africa centrale). La verità è che un Paese ormai abituato a ragionare con la pancia necessita di argomenti come il disastro nucleare per ottenere una scelta razionale. Sembra paradossale, ma è l’amara verità.

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