Sui festeggiamenti demenziali per i 150 anni dell'unità nazionale.Nota del Comitato Cittadini per la Trasparenza e la Democrazia

18.03.2011 12:00

Un profondo disagio di fronte a questa improvvisa e grottesca riscoperta di inno e di bandiera e proviamo, molto in breve , a chiarire perchè .

Viviamo un momento di acutissima crisi economica e sociale che sta comportando chiusura e dislocazione di fabbriche al nord ed ulteriore collasso economico al sud. 

Disoccupazione, sottocupazione , lavoro nero, approfondimento delle disuguaglianze sociali e territoriali dilagano. Sono a rischio i già precari presidi di welfare, scolarizzazione, salute, pensioni....
A fronte di questo, in totale mancanza di un programma di rilancio dell'economia e del lavoro , si assiste invece alla persistenza di livelli di sprechi, previlegi di casta, di clientele e di corporazioni , di evasione, malaffare e criminalità organizzata particolarmente acuti. 
Bene:su questo palese sfacelo viene a calarsi dall'alto l'operazione 150 anni. Il tutto - senza alcun riferimento alla situazione drammatica che stiamo vivendo, all'individuazione di responsabilità e cecità politiche, economiche e culturali - viene ad essere riportato, con vuoto simbolismo, alla Patria. Ma i simboli privi di contenuto sono sempre regressivi! Se dovessimo accontentarci di questi,come popolo siamo messi proprio male.
Ci si rifugia nel vuoto dei gusci per sfuggire all'angoscia della mancanza delle risposte e delle proposte. 
Può essere consolatorio per tanti ma rischia solo di farci fare un ulteriore passo avanti verso il vuoto di progettualità che condanna all'inappartenenza e alla mancanza di futuro le nostre comunità , locali e nazionale.
Quanto all'incapacità sbalorditiva dell'intera dirigenza politica, molto più che sulla scelta delle date, la cui ingiustificabile ignoranza accomuna politici di destra e di sinistra, dovremmo vagliarla sui programmi.
Ma ci si limita alle chiacchiere estemporanee con risuonar di trombe ed apposizioni di coccarde e bandiere in uno stato che non sbagliamo a definire "demenziale-criminale".
Per partire e soprattutto arrivare "da qualche parte" (ed è obbligato il riferimento alla ripresa economica) è da tempo che si sarebbe dovuta indicare una strada dicendo su quali settori puntare, con quali risorse, con quali tagli. E invece, tutti muti su tutta la linea. Allora, coprire questa assoluta mancanza di prospettive con  chiacchiere generiche e retoriche non fa altro che portare acqua al mulino di chi macina soldi sullo sfacelo economico e sociale del paese.
Come Comitato civico ci rifiutiamo di  arruolarci come tanti nel patriottismo festante intorno ai tromboni istituzionali per ridar fiato al niente. 
Riteniamo che occorra ben altro, altrimenti c'è solo il vuoto retorico a copertura degli affaracci sporchi dei soliti "campioni nazionali".

La Coordinatrice del Comitato Cittadini per la Trasparenza e la Democrazia
Rosanna Carpentieri
 

P.S. 
Non siete Stato voi che parlate di libertà come si parla di una notte brava dentro i lupanari. Non siete Stato voi che trascinate la nazione dentro il buio ma vi divertite a fare i luminari...e ciascuno di voi, implicato in ogni sorta di reato fissa il magistrato e poi giura su Dio: "Non sono stato io"...
 
 

TESTO: Non siete Stato voi che parlate di libertà come si parla di una notte brava dentro i lupanari.
Non siete Stato voi che trascinate la nazione dentro il buio ma vi divertite a fare i luminari.
Non siete Stato voi che siete uomini di polso forse perché circondati da una manica di idioti.
Non siete Stato voi che sventolate il tricolore come in curva e tanto basta per sentirvi patrioti.
Non siete Stato voi né il vostro parlamento di idolatri pronti a tutto per ricevere un'udienza.
Non siete Stato voi che comprate voti con la propaganda ma non ne pagate mai la conseguenza.
Non siete Stato voi che stringete tra le dita il rosario dei sondaggi sperando che vi rinfranchi.
Non siete Stato voi che risolvete il dramma dei disoccupati andando nei salotti a fare i saltimbanchi.
Non siete Stato voi. Non siete Stato, voi.

Non siete Stato voi, uomini boia con la divisa che ammazzate di percosse i detenuti.
Non siete Stato voi con gli anfibi sulle facce disarmate prese a calci come sacchi di rifiuti.
Non siete Stato voi che mandate i vostri figli al fronte come una carogna da una iena che la spolpa.
Non siete Stato voi che rimboccate le bandiere sulle bare per addormentare ogni senso di colpa.
Non siete Stato voi maledetti forcaioli impreparati, sempre in cerca di un nemico per la lotta.
Non siete Stato voi che brucereste come streghe gli immigrati salvo venerare quello nella grotta.
Non siete Stato voi col busto del duce sugli scrittoi e la costituzione sotto i piedi.
Non siete Stato voi che meritereste d'essere estripati come la malerba dalle vostre sedi.
Non siete Stato voi. Non siete Stato, voi.

Non siete Stato voi che brindate con il sangue di chi tenta di far luce sulle vostre vite oscure.
Non siete Stato voi che vorreste dare voce a quotidiani di partito muti come sepolture.
Non siete Stato voi che fate leggi su misura come un paio di mutande a seconda dei genitali.
Non siete Stato voi che trattate chi vi critica come un randagio a cui tagliare le corde vocali.
Non siete Stato voi, servi, che avete noleggiato costumi da sovrani con soldi immeritati,
siete voi confratelli di una loggia che poggia sul valore dei privilegiati
come voi che i mafiosi li chiamate eroi e che il corrotto lo chiamate pio
e ciascuno di voi, implicato in ogni sorta di reato fissa il magistrato e poi giura su Dio:
'Non sono stato io'.

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