Su Italia1 il culmine dell'indecenza: pubblicità sulla intercettazione degli sms ricevuti da un altro numero

08.08.2011 23:32

Lunedì 1 agosto 2011, la temperatura non è a livelli da record, quindi ciò che segue non può essere imputato a un colpo di calore.

Al termine dell’ immancabile puntata retrò dei Simpsons su Italia 1 va in onda la pubblicità. La scritta cubitale che appare sul televisore è inequivocabile: “SPIA”; l’avete visto anche voi? Segue minuziosa descrizione di un servizio a pagamento in grado di rendere il proprio cellulare (dietro installazione dell’apposito software) capace di intercettare gli sms ricevuti da un altro numero da scegliersi a piacimento. Segue esempio di sms piccante: “quando se ne va il tuo ragazzo che non vedo l’ora di venire da te?”.

In pratica, il marito geloso che dubita della moglie iscrivendosi a questo servizio riceverà gli sms inviati e ricevuti dal numero della moglie. Rimaniamo sgomenti.

È vero, stiamo guardando proprio Italia 1, la rete che più di ogni altra ha eletto il trash e il cattivo gusto ad esempio da imitare. È vero, siamo in un paese in cui Berlusconi è presidente del Consiglio. Ma siamo davvero al punto che si possa pubblicizzare in televisione l’istigazione a delinquere?

Occorre infatti  ricordare che le intercettazioni telefoniche (contro cui, per inciso, sbraita il proprietario di Italia 1) sono regolamentate da precisi articoli del codice penale. Per la precisione: «le intercettazioni di telefonate o di comunicazioni attraverso reti telematiche e informatiche sono permesse solo per determinati e gravi reati» (artt. 266 e 266 bis c.p.p.); «il giudice autorizza le intercettazioni solo se è indispensabile per procedere con le indagini per tali reati e quindi necessarie» (art. 267 c.p.p.).
Poco importa se il programma sia un bluff o consenta veramente di fare ciò che promette (da una breve indagine, infatti, sembrerebbe che sia necessaria l’autorizzazione del numero da “spiare”); il dato innegabile è che una rete nazionale istiga pubblicamente a delinquere.

Il rischio che il programma venga usato dagli stalkers per esempio non è passato per la testa a nessuno delle “menti” che gestiscono le reti Mediaset?

Probabilmente è roba da matusa del passato, ma il tracollo del buon gusto televisivo sembra proprio destinato a non conoscere il fondo.

Alessandro Chiometti 

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