Se non ora, quando?- grida un gruppo di donne. "Prima, anni e anni fa"- rispondo io - "quando sostenevate il contrario..."

05.02.2011 11:43

 

Se non ora, quando? - grida un gruppo di donne.

"Prima, anni e anni fa" - rispondo io - "quando sostenevate il contrario..."

 "Se non ora, quando?" è lo slogan scelto da un gruppo di donne per far sentire l'indignazione contro Berlusconi e company. Lo slogan è il titolo di un romanzo di Primo Levi del 1982, che racconta la vicenda di soldati russi ebrei durante la seconda guerra mondiale. Una storia di emarginazione e razzismo.

Una scelta di nome poco felice, direi: "Cessate di uccidere i morti non gridate più,non gridate se li volete ancora udire, se sperate di non perire." implorava Giuseppe Ungaretti alla fine della guerra, quando iniziavano le vendette e la spartizione.

 

Solo intellettuali di maniera potevano non trovare uno slogan di oggi, che rappresentasse la donna di oggi, che non è martire e perseguitata come gli ebrei, di cui scrive Primo Levi.

Ritornando alla questione:

- anch'io sono indignata, ma da 20 anni, da quando mi sono accorta verso dove si indirizzava l'emancipazione femminile...

- anch'io sono indignata ed ho dovuto sostenere su fb - l'anno scorso!! - il fuoco delle battute di chi mi considerava reazionaria allorchè mettevo in guardia circa l'esposizione del nudo femminile come merce, come gadget promozionale, quando facevo notare l'eccessiva presenza nelle trasmissioni televisive di donne semivestite e nullaparlanti e la rarità delle conduttrici di trasmissioni culturali...

Allora, proprio queste donne, sostenevano la libertà di esporre il corpo di contro alla morale bigotta... non capendo che un soggetto, finchè è 'debole' economicamente e culturalmente, verrà sempre usato e sfruttato...Io me lo porto dietro dagli anni '80, dai tempi del socialismo rampante, della Milano da bere e delle prime trasmissioni televisive dall'erotismo pecoreccio.

 

 

La cultura latina mi ha insegnato che bisogna pensare, ipotizzare sempre le conseguenze di un' azione: ora l'esposizione delle nudità, essendo molto ben pagata, è diventata - e non poteva che essere così! -  un allettamento, una lusinga per tante, troppe ragazze, illuse di far soldi e diventare celebrità facendo leva solo sulla bellezza del corpo.

 

Anche perchè i lavori 'per donne' sono sottopagati... indignamoci di questo, anche!!

 

L.Marano

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