Scandaloso! Il Nuovissimo Testamento (non biologico!) : la lettera di Radio Maria e le tecniche selvagge del business e del battere cassa dell'emittente

13.06.2013 08:05

Come non potrebbe destare stupore la pubblicazione della lettera inviata da Radio Maria ai suoi ascoltatori, in cui si invitava a fare testamento in favore dell’emittente ?

Dobbiamo ringraziare il quotidiano Repubblica che ha dato spazio al caso.

La radio cattolica ha inviato a migliaia di persone anziane una lettera con annesso questionario da compilare e rispedire, per essere contattati e assistiti nel redigere il testamento olografo o fare una donazione. Il direttore della radio, don Livio Fanzaga, nega che sia una sua iniziativa, anche se poi queste comunicazioni deve firmarle lui. Il sito ufficiale di Radio Maria riportava una pagina apposita per il sostegno tramite successioni e legati che, come riporta Il Post, venerdì è stata prontamente svuotata.

Di per sé, non c’è niente di illegittimo nello spam clericale. E nello spiegare, sia via etere sia via posta, come testare a proprio favore e riceve erogazioni liberali.

E non è nemmeno niente di nuovo: fin dagli inizi della sua storia la Chiesa ha prosperato blandendo ricchissimi sponsor e facendosi intestare i loro beni, ingigantendo le finalità caritatevoli e puntando piuttosto ad avere risorse per potenziare l’evangelizzazione e l’influenza sociale e politica. Esemplare è la storia, dei facoltosi coniugi Aquila e Priscilla che avrebbero fornito supporto a Paolo. Esemplare in senso inverso è quella di Anania e Saffira, raccontata negli Atti degli Apostoli: due coniugi che cadono stecchiti per non aver lasciato tutto il guadagno dalla vendita di un loro appezzamento alla cassa della comunità. Sebbene proprio i padri della Chiesa fossero molto critici nei confronti della ricchezza, condannandola talvolta come immorale rifacendosi ai principi pauperisti del cristianesimo, i loro colleghi più mondani erano molto attivi nel procacciarsi risorse, specie tra matrone e peccatori pentiti: papa Damaso fu persino soprannominato “titillatore delle signore romane”, tanto erano efficaci le sue public relation. Così, lascito dopo lascito, è diventata il maggior proprietario terriero e immobiliare d’Europa. D’altronde si sa, anche Radio Maria come la Chiesa e lo Ior non si governa solo con le Ave Maria.

Discutibili sono piuttosto i modi con cui si fa cassa: per qualcuno si tratta di circonvenzione di incapaci, visto che l’attenzione è rivolta ad anziani soli che sentono spesso l’emittente e sono convinti di contribuire a un piano divino di evangelizzazione. Le modalità somigliano a quelle aggressive dei telepredicatori evangelici Usa, che accumulano enormi ricchezze e costruiscono faraoniche chiese. E sono tutti ateofobi come Fanzaga, il quale in passato non si è lasciato sfuggire dichiarazioni ricolme di amore cristiano nei nostri confronti: come sul caso degli ateobus nel 2009, o quando augurava il cancro o l’influenza suina, oppure quando ci attribuiva il marchio della bestia.

Si parla tanto del volontariato cattolico, della forza del Verbo e del suo radicamento nella società, ma ancora una volta vien fuori che le realtà cattoliche più incisive e diffuse non fanno né gran volontariato né esprimono grandi argomentazioni, ma si affidano a tecniche selvagge di marketing mirate a colpire le fasce più deboli e indifese della società.

La grande Chiesa non ne prende nettamente le distanze, anzi, blandisce queste realtà, sebbene ci siano talvolta degli attriti (come nel caso della Radio Maria polacca, dai forti accenti antisemiti). Tra gli opinionisti della nostrana Radio Maria ci sono e ci sono stati alcuni maître à penser cattolici quali Gianfranco Ravasi e Vittorio Messori.

Nel terzo millennio, il cattolicesimo che funziona è ancora quello di stampo padrepiesco che marcia a colpi di messaggi da Medjugorie (cavallo di battaglia proprio dell’emittente ultracattolica) ? Quando la Chiesa  si è  pronuncerà ufficialmente pro o contro tale business ???

Come se non bastasse di aver domandato agli ascoltatori di “adottare cento trasmettitori per sostenere l’Africa” (i.e. : "per adottare un popolo", secondo i portavoce, azione misericordiosa che consentirà al continente di ricevere meglio il segnale e, dunque, di risolvere ogni problema…due milioni e mezzo di euro :il costo di ciascun apparato tecnico  venticinquemila euro,  sfilza di appelli alla ricerca di quattrini in nome della Madonna) e l’agghiacciante proposta di destinare il 5 per mille all’Associazione Radio Maria !

 

Mediante un atto di vera e propria ipoteca sulla morte, gli ascoltatori possono (testuali frasi) “compiere uno smisurato atto d’amore con il proprio lascito testamentario a beneficio dell’emittente”.

Il lascito Testamentario, un gesto d’amore: si può sostenere il progetto e l’attività evangelica di Radio Maria attraverso il Lascito Testamentario, atto d’amore e generosità. Per maggiori informazioni sulle modalità di inserimento nel proprio testamento di un Lascito da destinare all’Associazione Radio Maria, potete scriverci o telefonare al numero xxxxxxx chiedendo di xxxxxxx”.

Gesto d’amore nei riguardi di chi?

Della Madonna, naturalmente…

E che dire, della nuovissima sede di Erba che Radio Maria ha recentemente inaugurato? A novembre, sono partite le trasmissioni dalla lussuosissima palazzina che ora è il quartier generale dell’emittente.

Anche quello, a detta dei portavoce della stazione, è un dono della Vergine Maria.

Nelle immagini pubblicate dall’organo di stampa, vi commuoveranno gli austeri ambienti esterni, la misera regia, la pidocchiosa sala convegni, lo spartano ufficio informazioni…

Affrettatevi pseudoreligiosi cattolici, il quaranta per cento dei costi deve essere ancora saldato e, immancabilmente, dal quartier generale della radio è già partito lo slogan: “Confidiamo nella generosità di tutti, per continuare il lungo cammino”.

 

Ma non era la Madonna a provvedere?
Smettetela, Padre Livio e soci, di nominarla a sproposito!

Così siete vicini ai poveri ? Depauperandoli ?

Inutile dire che lo sconcerto è infinito quanto la sfacciataggine degli astuti contabili di Radio Maria: a seguire la stazione censita come comunitaria (e che dunque non versa un solo centesimo in tasse, a differenza di chi ha una concessione ministeriale commerciale) sono prevalentemente anziani e ammalati che di legislazione radiofonica ben poco conoscono.

Un settantenne che non si addentra nelle normative, giuste o meno, che regolano il settore delle comunicazioni è a conoscenza del fatto che Radio Maria ottiene sostanziosi finanziamenti statali ed è agevolata dalla legge firmata dal deputato leghista Davide Caparini?

No!

È molto più probabile che lo stesso settantenne, magari allettato, si faccia cogliere dalla paura di perdere la “voce amica” che sopperisce alla solitudine.

 

Ma il tariffario è salato.Si va dai 15 mila euro per la cappella (ogni sede periferica di Radio Maria ne è dotata), ai 7 milacinquecento per l’altare ai 12 mila per tre postazioni pc, un server, un pc portatile e il cablaggio.

A salire: 80 mila euro per l’allestimento di uno studio per la messa in onda delle trasmissioni (non specificato dove) 50 mila euro per la ristrutturazione della sede.Aggiungendo mezzi per supportare le attività della radio, un furgone da adibire a regia esterna, un mixer, una parabolica, un trasmettitore, il passo ai quasi trecentomila euro è breve.

Dal quartier generale di Erba tengono anche a precisare che sono gradite offerte per l’acquisto di radioline da donare ai carcerati (sic!).

Udite, udite, però: da qualche tempo, per chi sgancia a favore di Radio Maria è possibile fruire delle detrazioni fiscali.

Sia lodata la Madonna. Anzi, il nostro inetto governo!

 

 

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...