San Giorgio del Sannio, pericolo amianto nell’edificio ex Poste in demolizione

24.09.2011 15:16

Un edificio contenente amianto sventrato con una demolizione criminale e alla chetichella e poi lasciato lì a disperdere amianto nei polmoni dei cittadini...Committente il Comune di San Giorgio del Sannio (BN) ! 

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La responsabile campana della Rete Rose Rosse, Elvira Santaniello, candidata al consiglio comunale nella scorsa tornata elettorale, ha lanciato una grave segnalazione per la presunta presenza di amianto nella struttura dell’ex edificio Poste Italiane in Via Aldo Moro a San Giorgio del Sannio. L’edificio è in fase di demolizione, ma molteplici sono i dubbi di regolarità delle operazioni in corso per varie ragioni esplicitate dalla Santaniello in una nota che abbiamo ricevuto poche ore fa.

“L’edificio delle ex Poste di Via Aldo Moro a San Giorgio del Sannio – scrive la Santaniello in una nota – contiene notoriamente amianto, tant’è che gli impiegati che hanno prestato servizio lì dentro hanno beneficiato del prepensionamento proprio per questo motivo. Secondo il Capo UTC Ing Fusco, l’ARPAC avrebbe fatto dei sopralluoghi già nel 2002 e nel 2004 e gli esami sarebbero stati negativi per ‘fibre minerali’. Tuttavia, la dott.ssa Ilenia Barricelli dirigente dell’ARPAC, contattata da alcuni cittadini, sostiene che le analisi fatte non escludono che in alcune parti della struttura ci sia amianto e che sicuramente c’è amanto nella pensilina e molto probabilmente nelle tubature. L’altro ieri – riporta ancora Elvira Santaniello – hanno cominciato a buttare giù l’edificio. I Carabinieri di San Giorgio del Sannio, interpellati da alcuni cittadini, hanno riferito che il lavori di smantellamento sono stati commissionati dal Comune. Alcuni cittadini si sono rivolti all’ASL e l’ASL, di rimando si è rivolta al Comune. Il responsabile del Dipartimento di Prevenzione collettiva dell’Asl, dott. Zucaro, ha poi riferito ai cittadini interpellanti che al Comune gli hanno confermato che l’amianto sta nella pensilina che al momento è ancora integra. Ma tornando all’edificio – scrive Santaniello – nell’area non esiste alcun cartello identificativo del cantiere e, di conseguenza, non si sa quale sia la ditta che sta svolgendo i lavori. Quel che è certo è che nell’avvenuta demolizione non sono stati applicate metodologie di sicurezza per gli operatori e per le persone che vivono nell’area circostante”. Nella nota si riporta inoltre che nella giornata di ieri, 23 settembre, dopo le ore 12 qualcuno, presumibilmente addetti comunali, ha appeso presso l’area un cartello giallo recante la scritta “Attenzione, pericolo amianto”.

Anche il comitato “Cittadini per la Trasparenza e la Democrazia” di San Giorgio del Sannio, guidato da Rosanna Carpentieri, è intervenuto sulla faccenda inviando una nota all’amministrazione comunale di San Giorgio e alla stampa locale. Il comitato ha richiesto, ai sensi della legge n. 241/1990, il rilascio immediato entro e non oltre le prossime 24 ore (a decorrere dalle 19 e 30 di ieri) di copia integrale deella “pratica edilizia inerente la costruzione dell’edificio aperto al pubblico da parte di Poste Italiane s.p.a. comprensiva di tutti gli allegati, dei rapporti tecnico-scientifici di sopralluogo e di prova dell’ARPAC inviati all’Ente nel 2002, nel 2004 e in anni successivi, attestanti la presenza di amianto particolarmente nella pensilina e nelle tubature dell’immobile, della delibera di giunta o altro atto provvedimentale con cui è stato conferito l’incarico di demolizione della struttura ad una ditta non specializzata nella rimozione e nello smaltimento di rifiuti tossici speciali”.

Il comitato ha richiesto inoltre “le motivazioni a causa delle quali il cantiere non è stato neppure opportunamente allestito in vista della demolizione e non è stata osservata l’esposizione della cartellonistica di cantiere con tutte le indicazioni obbligatorie per legge (comittente, ditta, inizio e fine lavori, etc.), le motivazioni per cui il sito potenzialmente pericoloso non è stato interdetto al pubblico e/o non si è data pubblicità sul sito stesso alla interdizione per il pericolo con cartelloni idonei, e le motivazioni per cui sul sito, malgrado l’attuale sospensione dei lavori, non vi è ancora traccia dei provvedimenti dell’autorità di polizia o dell’autorità giudiziaria, con cui è stata lo scorso 22 settembre ordinata l’immediata sospensione della pericolosa demolizione”.

Il caso è senz’altro grave, anche se per ora non si hanno informazioni ufficiali da parte del Comune. Non resta infatti che aspettare che l’amministrazione guidata dal sindaco Ricci faccia chiarezza e informi i cittadini su quanto sta accadendo.



 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
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