San Giorgio del Sannio, il paese delle ANOMALIE

09.10.2011 22:51

Il consigliere d’opposizione Giovino Carpenella commenta alcune stranezze di San Giorgio del Sannio. «Si continua a costruire un edificio sotto inchiesta della Procura… E non vorrei si firmassero delibere in bianco»

 

di Alessandro Paolo Lombardo

 

 

Gli argomenti dell’ultimo consiglio comunale a San Giorgio del Sannio non stupiscono. In periodo post-elettorale, con qualche gazebo che si allarga e qualche inedita invasione dei marciapiedi, è chiaro che si finisca a parlare di Tosap (tassa di occupazione spazi ed aree pubbliche). L’opposizione ha presentato un’interrogazione in merito. «L’aumento dell’occupazione del suolo pubblico da parte degli esercizi commerciali non trova riscontro nel rientro economico nelle casse comunali», afferma Giovino Carpenella, già candidato sindaco della lista Nuova San Giorgio. In consiglio comunale il sindaco Ricci risponde perentorio alla questione: «Lo dico francamente: per aiutare l’imprenditoria locale, darò sempre questa opportunità ai commercianti». «Quella di non pagare?», è la replica ironica del consigliere d’opposizione Maurizio Genito e il sindaco si altera. «Non ho detto questo». «Spiegati meglio». «Stai zitto!».

 

 

Il tema degli aiuti all’imprenditoria genera un ulteriore motivo di scontro quando il sindaco afferma di essersi preso la grossa responsabilità, «durante la Notte Bianca che ormai tutta la provincia c’invidia» (Claudio Ricci), di non ammettere la presenza di venditori ambulanti che non fossero locali. «Il sindaco – commenta Carpenella – ha ironizzato sui nomi delle più svariate sagre della provincia sostenendo la profonda diversità del nostro evento ma questo atteggiamento di chiusura rende la nostra Notte Bianca completamente in linea con un’ottica ristretta e paesana. Quando il consigliere Antonio Castaldo ha invocato la necessità di trovare un modo efficace per verificare il valore culturale ed economico della manifestazione la risposta del sindaco è stata: “Vuoi che mi faccia dare gli scontrini?”.»

 

 

A questi temi canonici se ne aggiungono alcuni più nuovi. Si parla degli immigrati libici giunti in paese a maggio. L’opposizione vuole sapere se davvero il Comune non era minimamente al corrente del loro arrivo giacché esisteva un Piano Regionale di Accoglienza Profughi con una lista dei possibili siti disposti a dare ospitalità. Il sindaco ribadisce la sua ignoranza in merito e riferisce di una sua telefonata con il responsabile regionale della Protezione Civile. Alcune affermazioni meritano attenzione: «Non vi abbiamo avvertito questa volta e non vi avvertiremo in futuro – avrebbe dichiarato il responsabile – altrimenti i pullman con gli immigrati girerebbero a vuoto per l’Italia, avendo le amministrazioni il tempo di attivarsi per scongiurarne l’ingresso. Comunque – avrebbe aggiunto – nel vostro paese esisteva una dichiarazione di disponibilità da parte del Centro Medico Padre Pio» del consigliere Maurizio Genito. Genito ha più volte negato questa circostanza. 1 -1 palla al centro.

 

 

Dopo una lode bipartisan della correttezza degli immigrati, ricominciano le baruffe. Tra gli altri argomenti trattati, abbiamo ritenuto di approfondirne tre con il consigliere Carpenella:

 

 

 

Nell’ultimo consiglio comunale Lei ha ritenuto di informare pubblicamente l’amministrazione che sono ripresi i lavori dell’edificio attualmente sotto indagine della Procura in via Manzoni, definito da alcuni “ecomostro” o “Fuenti del Sannio”… Ce ne parlerebbe?

 

L’edificio in questione è stato denunciato durante la passata legislatura da me e dall’ex consigliere comunale Quirino Mauta ed è attualmente in corso un’indagine della Procura. Esso presenta, secondo noi, alcune violazioni palesi per quanto riguarda la volumetria e l’altezza. Dai 17.000 metri cubi realizzabili secondo le prescrizioni del Puc si è passati a ben 30.000 metri cubi, quindi il volume dell’edificio è quasi doppio. L’assessore Barricella in consiglio comunale ci ha inoltre informato che è stata presentata una DIA per il recupero dei sottotetti da parte dell’imprenditore Barletta. Se ci sia dolo da parte dall’amministrazione non posso dirlo io ma si sta continuando a costruire e non è ammissibile, con un’indagine in corso, che l’amministrazione sia indifferente.

 

 

Un’altra interrogazione riguardava il depuratore di via Bosco Lucarelli, cosa intendete appurare?

Il depuratore di via Bosco Lucarelli è destinato a servire l’intero paese ma è incompleto. L’amministrazione lamenta la mancanza di fondi noi ma secondo noi la responsabilità è dell’amministrazione, che avrebbe potuto completare l’opera col secondo lotto di finanziamenti da parte della Regione. L’amministrazione ha ritenuto, non sappiamo perché, di annullare un bando cui avevano partecipato circa una ventina di studi professionali, rinunciando a quel finanziamento, che è andato perso. Inoltre, abbiamo appreso dalle delibere che sono in corso alcuni lavori ma non sappiamo chi sia la ditta che se ne sta occupando né in che modo si sia aggiudicata i lavori.

 

 

Proprio riguardo alle delibere, Lei ha dichiarato di aver rilevato alcune incongruenze…

Abbiamo riscontrato delle inspiegabili anomalie nella cronologia di delibere e determine dirigenziali. Nel caso particolare del depuratore di via Bosco Lucarelli ci troviamo addirittura dinanzi a due delibere di giunta (la 86 e la 87; la 128 e la 131) con diverso numero di protocollo e identico oggetto. Può esserci qualche semplice svista alla base del problema ma, trattandosi di atti ufficiali, la questione va approfondita. Ipotizzo che in alcuni casi la cronologia non venga rispettata perché c’è l’abitudine a firmare e protocollare delibere in bianco. Sarei felice di essere smentito, perché questo sta diventando veramente il paese delle anomalie.

 

 

Si fa un gran parlare di sviluppo, ma i temi oggetto del contendere tra maggioranza e opposizione (depuratore, tosap, abusi edilizi) sono gli stessi da trent'anni. Sentiremo mai assessori e consiglieri scontrarsi sulla possibilità di costruire una casa dell'acqua o su una norma che obblighi i costruttori a dotare i nuovi palazzi di pannelli solari? 

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