San Giorgio del Sannio, Carpentieri: “No all’antimafia dei sepolcri imbiancati , per giunta usata come arma di distrazione di massa”

20.10.2012 17:32

 

San Giorgio del Sannio, Carpentieri: “No all’antimafia dei sepolcri imbiancati , per giunta usata come arma di distrazione di massa”

20.10.2012 17:28

 

 

Dunque…uno dei tanti “dis-onorevoli” (ex democristiano rifugiatosi nel PD dopo tangentopoli) ci parlerà della trattativa stato-mafia, del suo amico Mancino inquisito, della non-serenità di Sua Maesta’ Re Giorgio Banalitano, sovrano d’Italia per volonta’ di Washington e Wall Street il quale usa le lettere con il suo consigliere giuridico per bloccare in ogni modo la pubblicazione delle sue telefonate con Nicola Mancino….?

Ci parlerà dello scippo dell e indagini Why Not e Poseidone al Pm che se ne era occupato e della corruzione in atti giudiziari? Etc. et cetera? Ne dubitiamo. Certo, ci vuole coraggio perchè l’amministrazione comunale di San Giorgio del Sannio scelga di passare dalla sagra della salsiccia all’antimafia dei sepolcri imbiancati! Ma,ancora più grave è che questo tipo di antimafia venga usato come arma di distrazione di massa dalla vera mafia gestionale della res publica nel feudo di San Giorgio del Sannio e dal terremoto giudiziario che ha coinvolto con rinvii a giudizio di inaudita gravità il pubblico amministratore ex sindaco Giorgio NARDONE , i pubblici ufficiali dei VV. del Fuoco, oltre al mercante Barletta (rectius, Immobiliare Sannita s.r.l., la spregiudicata società dell’ecomostro in via Manzoni, per intenderci) .

PER ME E’ COME SE FALCONE E BORSELLINO FOSSERO SALTATI IN ARIA UNA SECONDA , una terza, una ennesima VOLTA! Anzi, chiediamocelo, quante volte al giorno vengono riassassinati Falcone e Borsellino a San Giorgio del Sannio? PER MANTENERE SALDA LA ALLEANZA TRA Comune e i metodi camorristici dell’impresa del clan Barletta NON HANNO ESITATO NEANCHE UN SECONDO A SACRIFICARE una centinaia di lavoratori dipendenti inermi e una famiglia dirimpettaia: PER CONTINUARE A LUCRARE SULLA NOSTRA PELLE, SULLA NOSTRA SICUREZZA, SUI NOSTRI DIRITTI !

NO, NON POSSO STARE A GUARDARE PASSIVA ED IMMOBILE! Sono oltre vent’anni che la famiglia Carpentieri pur reclamando con determinazione legalità, è vittima a Cesine di questa alleanza “stragista” tra sindaco Nardone, U.T.C., Polizia municipale e Carabinieri con lo spregiudicato clan della Barletta family !

E come altrimenti definire se non “stragista” il pactum sceleris tra sindaco e Barletta, considerando la portata criminale delle omissioni, degli abusi edilizi, dei falsi ideologici, della latitanza di chi dovrebbe assicurare la legalità e tutelare la pubblica incolumità ?

E il nuovo sindaco Ricci solo in apparenza lascia intendere di cambiare il pelo con la famigerata e scandalosa ordinanza n. 32/2012 ma in verità, proprio con la stessa, per quanto alla luce del sole, dimostra di raddoppiare il vizio ! Ricci ha infatti concesso con un proprio atto discrezionale e d’imperio l’arbitrio del monopolio nella raccolta dei rifiuti tessili e affini al privato Barletta.

Ma l’onorevole Pepe che ruolo, che influenza ha avuto in merito al sistema criminale e alle condotte illecite prima, dopo e durante il maxi incendio del capannone Barletta, sulla sua camarilla , sul suo summit o parlamentino sangiorgese ?

Una influenza per il ripristino della legalità pari al nulla, allo zero, visto che i suoi nipotini sono diventati soci in affari con i Barletta per l’edificazione dell’ecomostro abusivo in via Manzoni?

Non è la prima volta caro Giudice Paolo che ti usino strumentalmente come foglia di fico della vera mafia “personaggi la cui condotta di vita sembra essere la negazione stessa di quei valori di giustizia e di legalità per i quali tu ti sei fatto uccidere; personaggi dal passato e dal presente equivoco le cui vite – per usare le tue parole – emanano quel puzzo del compromesso morale che tu tanto aborrivi e che si contrappone al fresco profumo della libertà. Piccoli e grandi maggiordomi del potere, di questuanti pronti a piegare la schiena e a barattare l’anima in cambio di promozioni in carriera o dell’accesso al mondo dorato dei facili privilegi. Verrebbe da chiedere che almeno ci facessero la grazia di tacere, perché pronunciate da loro, parole come Stato, legalità, giustizia, perdono senso, si riducono a retorica stantia, a gusci vuoti e rinsecchiti.”

Non si rendono conto che sono i meno autorevoli per parlare di un uomo che sacrificò la propria vita perché parole come Stato, come Giustizia, come Legge acquistassero finalmente un significato e un valore nuovo in questo nostro povero e disgraziato paese. Un paese nel quale per troppo tempo la legge è stata solo la voce del padrone, la voce di un potere forte con i deboli e debole con i forti in violazione del dettato costituzionale di cui all’ art.3. Come quel giudice beneventano che ha ignorato del tutto l’intercettazione del colloquio telefonico tra l’ex sindaco Nardone e il mercante Barletta, nel corso del quale il sindaco istigava a delinquere e ad eludere una ordinanza sindacale l’imprenditore, dicendogli addirittura come fare e assicurandogli l’impunità (“ti straccio tutto, me la vedo io, me la piango io; tu però non dire che è stato il sindaco!”).

Oppure, come un altro giudice beneventano che ha qualificato come “violenza” l’ottemperanza di onesti cittadini ad una sequela persecutoria e vessatoria di ordinanze sindacali ed ha disposto un’archiviazione a favore di Barletta invocando per la sua impunità e la persistenza negli abusi la causa di giustificazione: Vim vi repellere licet ? (Sic !!!).

O come chi prende senza verifiche per oro colato le “false informazioni” alla Procura del Ten.Imbelli della Polizia Municipale, allo scopo di non toccare l’intoccabile Barletta e far condannare invece degli innocenti ?

Ed ora che verrà a raccontarci il parlamentare sangiorgese del Piddì ? Ci racconterà ancora la favola che la mafia è solo quella delle estorsioni e del traffico di stupefacenti? Oppure ci parlerà di quella vera: quella di ex villici titolari di un infame potere economico che tengono in scacco la comunità ma che non sarebbero nessuno senza la protezione delle istituzioni con rappresentanti indegni: avidi, famelici, corrotti? Mentre nel Paese infuria la corruzione sistemica e i sistemi criminali si integrano e si rafforzano, grazie alla compenetrazione con le amministrazioni locali e la classe dirigente, è ora di svegliarsi dal torpore, altrimenti il risveglio sarà brusco e soprattutto, tardivo.

 

Agenda Rossa  - Rosanna Carpentieri

Per il Movimento Agende Rosse Benevento-Avellino

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Incendio del capannone Barletta, rinviati a giudizio il titolare della società, l’ex sindaco di San Giorgio del Sannio ed altri quattro.

 

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