SAN GIORGIO DEL SANNIO (BN). La Cassazione nel 2006 ha confermato le condanne per il deposito abusivo di AMIANTO.Allora il Comune restò inerte, ora è attore del disastro ambientale.

26.09.2011 00:01

Anche la Cassazione conferma le condanne per il deposito abusivo di rifiuti pericolosi (tra cui amianto) gestito nel centro sannita. Dopo la sentenza dell’VIII Sezione della Corte d’Appello di Napoli, anche la III Sezione penale della Corte Suprema di Cassazione ha infatti confermato la sentenza di condanna emessa dal Giudice monocratico del Tribunale di Benevento, dott. Sergio Pezza, a carico di Martino Nardone,(fratello del sindaco p.t. Giorgio Nardone, n.d.r.) titolare dell’omonima ditta di San Giorgio del Sannio (BN) per violazione delle norme in materia di gestione rifiuti.

La ditta gestiva, in assenza di autorizzazione, un deposito incontrollato di rifiuti pericolosi e non pericolosi in locali siti a piano terra e all’aperto del condominio in via Appia del comune sannita. 
Macchinari per la panificazione dimessi e loro parti, contenenti amianto, furono lasciati per lunghi periodi nel piazzale a circa 100 metri di distanza dalla sede della ditta, provocando un grande allarme per la salute dei condomini.
L’esposto dei condomini, affiancato successivamente dal WWF, portò all’avvio delle indagini da parte del P.M. Francesco De Falco che accertò la presenza di amianto, lana di vetro e lana di roccia, tutte fibre altamente nocive che provocano irritazioni e sono provati agenti cancerogeni.
Il WWF ha partecipato a tutti i gradi di giudizio: dopo essersi costituito parte civile con il patrocinio dell’Avv. Maurizio Balletta innanzi al Tribunale di Benevento, si è anche costituito innanzi alla Corte Suprema di Cassazione con il patrocinio dell’Avv. Alessio Petretti.
Questa sentenza, di cui ancora non sono note le motivazioni, è di estremo interesse in quanto conferma un principio giuridico molto importante per la tutela dell’ambiente e della salute, affermato per la prima volta in Italia dal giudice Pezza e già ripreso in molte riviste specializzate di settore: “l’amianto è un rifiuto sempre pericoloso”, sia che si tratti di amianto da costruzione, sia che si tratti di amianto isolante.
La sentenza, inoltre, conferma l’efficacia del sistema risarcitorio  del danno ambientale antecedente al Testo Unico Ambientale approvato nell’aprile 2006 dal Governo Berlusconi. 
Infatti, proprio sulla base delle norme previgenti, il WWF ha potuto sostituirsi in giudizio al Comune di S. Giorgio del Sannio, rimasto inerte. Con le nuove norme tutto ciò non sarebbe stato possibile in quanto la legge in vigore da aprile 2006 non consente più ai Comuni di chiedere il risarcimento del danno ambientale, né alle associazioni di sostituirsi ai Comuni inerti.
Il WWF Sannio rivolge quindi un appello al Ministro della Giustizia, On. Clemente Mastella, perché, anche prendendo spunto da questa vicenda, consideri la possibilità di proporre il ripristino delle precedenti norme in materia di danno ambientale.
 
 

Allora il Comune restò inerte non costituendosi in giudizio. Ora l'Ente è attore del disastro ambientale ! 

NOTIZIA CORRELATA

Il WWF chiede che si faccia luce sull’attività della ditta Nardone.

11/14/2001

Con un esposto indirizzato al Sindaco di S. Giorgio Del Sannio, all’Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente (ARPAC) di Benevento, All’A.S.L. Distretto 24 di S. Giorgio Del Sannio, all’ARPA Campania di Napoli, al Comando Carabinieri per la tutela dell’Ambiente di Napoli e al Procuratore della Repubblica di Benevento, il WWF ha chiesto che si faccia luce sull’attività della ditta Nardone che ha sede a S. Giorgio del Sannio, in provincia di Benevento.
La ditta Nardone Martino, infatti, effettua lavorazioni a cielo aperto in un locale sito in via Appia, smontando attrezzature dimesse (per la maggior parte forni industriali), ed estraendone il materiale termoisolante. Trattandosi di macchinari obsoleti ed in disuso, il materiale isolante asportato potrebbe contenere amianto, lana di vetro e lana di roccia.
Queste sostanze provocano irritazioni e sono provati agenti cancerogeni, e perciò costituiscono una vera minaccia per la salute, tanto da essere classificate come rifiuti speciali pericolosi (Amianto: CER 17.06.01, lane minerali: R40 ed R38, fibre ceramiche refrattarie: R49 ed R38).
A S. Giorgio i residui delle lavorazioni sono stati lasciati esposti per lunghi periodi all’aria nel piazzale sede della ditta, forse mettendo a repentaglio la salute gli abitanti degli edifici circostanti, che si trovano a pochi metri dallo stabilimento Nardone. Il problema fu anche segnalato all’ASL Distretto 24 da un condomino di un edificio confinante, già nel febbraio 2000, ma senza esito.
Nei giorni scorsi, invece, il materiale è stato sostituito, nello stesso piazzale, da numerosi sacchetti in plastica, presumibilmente di identico contenuto, alcuni dei quali evidentemente lacerati.

Il WWF ha chiesto allora copia di tutti i documenti sulla vicenda in possesso dell’Amministrazione comunale, sollecitando inoltre i controlli per verificare se effettivamente esistano pericoli per la salute pubblica e siano stati violati il Decreto Ronchi o la legge speciale sull’amianto, e se siano stati omessi i dovuti controlli e provvedimenti da parte dei funzionari pubblici. 

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