Rimborsi elettorali: dovete indagare anche su Di Pietro!

21.04.2012 19:04

dipietro Rimborsi elettorali: dovete indagare anche su Di Pietro!

 

Indagini sulla Margherita, sulla Lega sui rimborsi elettorali. Ma il partito di cui si vocifera di più da anni è quello di Di Pietro che, guarda caso, viene costantemente protetto dagli amici giudici.

Strani acquisti immobiliari e tante persone, formazioni politiche, partiti più o meno grandi, che dopo essersi alleati con lui per il voto amministrativo, politico o europeo, alla fine lo trascinano in tribunale accusandolo di non aver diviso equamente i soldi. Ma poi finisce tutto nel nulla perchè le toghe rosse non vogliono andare oltre.

Antonio Di Pietro, oltre al partito che lui chiama Movimento politico, ha costituito un’Associazione composta da lui stesso, dalla moglie Susanna Mazzoleni e dall’onorevole Silvana Mura, tenuta celata sino a poco tempo fa. Il 26 luglio 2004, un giorno prima dell’approvazione del piano di ripartizione dei rimborsi da parte della Camera, questa Associazione nomina quale rappresentante legale la stessa Mura. La particolarità di questo soggetto associativo è che, nella sua intestazione, ricalca alla lettera il nome del partito-movimento: c’è dunque l’«Associazione Italia dei valori» e c’è il «Movimento Italia dei valori». A forza di spulciare tra gli incartamenti di alcuni procedimenti si scopre un suggestivo gioco degli specchi che sembrerebbe far confluire i risarcimenti elettorali in conti correnti strani. A richiedere, incassare e gestire i rimborsi del «Movimento politico» (e sostituendosi a esso) sarebbe in via di fatto l’«Associazione» di famiglia, attraverso la deputata-rappresentante legale Silvana Mura.

Per esempio dalla contabilità del 2004, si scopre che Di Pietro si è autoaccreditato la modica cifra di 432mila euro col generico titolo di «rimborsi spese», decine di migliaia di euro risulta essersi autoaccreditata Silvana Mura, e questo senza contare il milione e passa di euro che i partiti (e non le associazioni di famiglia che si sostituiscono) possono indicare in modo forfettario pari al 30 per cento delle spese supportate da documenti. Tutto senza nessun controllo sostanziale.

E cosa dire dei 600mila euro formalmente iscritti come fondi per le pari opportunità, e che proprio la responsabile delle donne dell’Idv afferma di non avere mai visto.

Allora vogliamo indagare o no, seriamente per una volta, sugli strani giochetti contabili di Di Pietro? O è l’unico intoccabile?

https://www.ilfazioso.com/sui-rimborsi-elettorali-dovete-indagare-anche-su-di-pietro.html

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