RIFIUTI: A SETTEMBRE LA RIVOLUZIONE DI DE MAGISTRIS

05.08.2011 22:55

 

Non riveliamo quali sono i Paesi stranieri in cui smaltiremo i rifiuti per non compromettere le operazioni. In questi anni è mancata la pianificazione e la realizzazione degli impianti, ma da Settembre partirà il nostro Piano, con l'avvio della raccolta differenziata porta a porta

Il sindaco De Magistris ha annunciato accordi con altri Paesi europei per lo smaltimento dei rifiuti di Napoli. Quali sono questi Paesi? Fanno parte del bacino del Mediterraneo? 

"Su questo c'è uno stretto riserbo, non facciamo alcun cenno a questi Paesi per evitarepossibili interferenze che possano compromettere le operazioni. Quindi su questo non diciamo nulla fin quando non partiranno le prime tonnellate di rifiuti." 

L'emergenza rifiuti a Napoli prosegue da oltre 15 anni. Perché solo a Napoli e non in altre città? Cosa impedisce la risoluzione del problema? 

"In verità non riguarda solo Napoli, ma riguarda la Regione Campania nel suo complesso, anche se Napoli fa più notizia per la rilevanza e l'importanza che ha la città. Oggi, pur nella criticità che ci siamo trovati ad affrontare quando ci siamo insediati, siamo a mille tonnellate di rifiuti a terra, quindi siamo scesi a un livello molto basso rispetto alle 2700 che abbiamo trovato. Ci sono molti comuni dell'hinterland che hanno vissuto e vivono una situazione anche di maggiore difficoltà. La difficoltà a Napoli e nella Provincia di Napoli è dovuta al fatto che in questo territorio c'è un'altissima urbanizzazione, e una popolazione in termini di residenti di un milione di abitanti. Quindi c'è una sua complessità ed è chiaro che la città è quella che maggiormente patisce durante i momenti di criticità. 
Per quanto riguarda invece il tema dell'emergenza che dura da oltre 17 anni, si rileva il fatto che è mancata una pianificazione adeguata e sono mancati tutti gli impianti necessari per poter applicare anche in Campania una gestione corretta dei rifiuti nel rispetto degli obiettivi europei che prevedono una gerarchia negli interventi, la riduzione delle quantità di rifiuti, la raccolta differenziata, il riciclaggio, gli impianti di compostaggio. Il fatto che oggi ancora non ci siano ancora impianti di compostaggio in Campania è la dimostrazione degli errori sono stati commessi, soprattutto nella gestione commissariale in cui pur avendo ingenti risorse, poteri straordinari, come anche nell'ultima fase del commissario Bertolaso, non si è messa mano seriamente alla revisione degli impianti, quelli indispensabili per poter gestire correttamente il ciclo virtuoso dei rifiuti." 

De Magistris ha detto che le ecomafie stanno contrastando l'attuazione del Piano di gestione del ciclo dei rifiuti a Napoli. Può darci delle tempistiche? In quanto tempo prevedete di rendere operativo il Piano? Sarà una soluzione definitiva? 

"Il tema delle ecomafie è un tema di cui mi occupo da anni con circostanziali denunce di quali sono i settori in cui queste si sono sempre inserite nella filiera dei rifiuti. Le ecomafie hanno sempre assunto la parte più ricca, che è quella dei trasporti, dei mezzi speciali, dell'individuazione dei buchi per organizzare e gestire gli scarichi, quindi nel momento in cui un Piano come quello del Comune di Napoli prevede una raccolta differenziata molto spinta, un alto utilizzo di personale per il porta a porta ed impianti di compostaggio, si esclude chiaramente la possibilità di molti settori, quelli dei trasporti, dei rifiuti meccanici, della messa a disposizione di nuove cave per discariche, quelli del business delle grandi opere delle lobby dell' inceneritore, di poter mettere le mani su un affare milionario. A questo, si aggiunge anche un sistema di gestione clientelare di alcuni settori del personale, e si intuisce che in questa nuova amministrazione, i cui punti d'ispirazione massima sono i temi della legalità e della trasparenza, diventa difficile per questi settori trovare spazi. 
Circa il nostro Piano, a parte alcune cose che abbiamo già realizzato come i siti di trasferenza in città, che servono a sopportare anche momenti di criticità come quelli che abbiamo vissuto in queste settimane, a Settembre partiamo con l'estensione della raccolta differenziata porta a porta che arriverà a 325 mila abitanti e dal gennaio 2012 raggiungerà i 500 mila abitanti, quindi superare il 50% di popolazione servita direttamente dal porta a porta è il segnale più importante; stiamo trattando per acquisire e realizzare impianti di compostaggio, ma chiaramente questo è collegato alla disponibilità di fondi. Complessivamente, per quanto riguarda i fondi FAS e POR che sono centinaia di milioni di euro, i soldi ci sono, ma non sono immediatamente nella disponibilità del Comune, purtroppo sono ancora bloccati per il patto di stabilitàche impedisce alla Regione Campania di poter mettere mano seriamente a questi impianti che sono indispensabili." 

Perché incenerite all'estero? Il Governo non vi ha aiutato? 

"Non scegliamo noi l'incenerimento, non è la nostra linea, non è la nostra strategia, siamo contrari all'incenerimento dei rifiuti, all'inceneritore nella Città di Napoli, ma c'è una fase di transizione che dobbiamo governare con i miliardi di tonnellate di rifiuti che vengono prodotte ogni anno con un'assenza totale di qualsiasi impianto.
Per poter allestire gli impianti c'è bisogno di tempo, che potrà essere un anno o più di un anno, nell'attesa siamo costretti a affidarci al sistema impiantistico che non dipende dal Comune ma dipende dalla Provincia e Regione. 
In Campania in questo momento c'è un inceneritore, ci sono delle discariche in cui va la stragrande maggioranza dei rifiuti prodotti in Campania, la scelta dell'estero è per avere tempi certi e evitare di portare di nuovo Napoli nella condizione che per troppi anni ha già visto, quella delle strade sommerse di rifiuti e quella delle mafie che su questi cumuli di immondizia si sono arricchiti, la transizione serve per questo, quindi in questa fase non c'è alcuna contraddizione rispetto al nostro pensiero perché noi non abbiamo alternative perché non sono state costruite volutamente alternative nel corso di questi anni. Dunque si tratta solo di una fase transitoria, il nostro piano prevede invece una organizzazione tale del sistema, per cui non ci sarà bisogno né di inceneritore, né di discariche almeno in queste proporzioni. Ci sarà bisogno di qualche piccola discarica di supporto, con materiali che sono sostanzialmente inertizzati e quindi danno ulteriori garanzie dal punto di vista ambientale." 

La posizione della Lega, per quanto individualista, non è condivisibile?

"Francamente sono anche stanco di rispondere ad atteggiamenti di ignoranza e mancanza di senso istituzionale, perché la Lega dovrebbe, forse ha la memoria corta, ricordarsi dei milioni di tonnellate di rifiuti tossici nocivi che hanno inquinato le nostre terre, le nostre acque, i nostri suoli. Basta andarsi a leggere i rapporti sulle ecomafie degli ultimi 20 anni per capire da dove partivano i rifiuti, per vedere quali sono le imprese, a cominciare dall'Impregilo e dalle grandi imprese del Nord, che sono venute a saccheggiare il nostro territorio e si sono arricchite sulla pelle dei cittadini campani. Prima di parlare forse i leghisti dovrebbero andare a leggere."

Tommaso Sodano

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