Questo federalismo è falso !

18.02.2011 18:09

Dunque il presidente lombardo Formigoni ha detto basta. La sua Regione è stanca di pagare al resto del Paese e vuole un federalismo vero. Risposta generica a chi gli chiedeva qua­le sia questo federalismo vero. Forse quello tipo <i soldi nostri ce li teniamo noi>. 0, come dicono i leghisti, <noi vogliamo solo portarci a casa il federalismo>.  Portarci a casa, molto chiaro. Una riforma spacciata nell’interesse di tutto il Paese. Anzi, dirò di più, soprattutto del Sud. Se la portano a casa loro.

Formigoni, che è persona ci­vile, ha spiegato l’ultimatum: per la prima volta dal 1995 è diminuito il reddito delle fami­glie in Italia. Quindi sono necessarie meno tasse, altrimenti si vivrebbe sempre peggio. Per la legge della logica, federali­smo significa quindi meno tas­se.

Vero per vero, federalismo significa invero un’altra cosa: ciascuno si tiene le sue tasse sul suo territorio, e lo Stato si prende solo la piccola parte per i servizi a suo carico, diciamo sicurezza, giustizia e dintorni. Invece questo federalismo è falso perché lo Stato rinuncia a poco del suo ma riduce di molto quanto versa ora ai territori. E i territori devono ricorrere a loro nuove tasse per avere gli stessi servizi, stante la riduzione del versamento dello Stato. Per la legge della logica, il risultato è l’aumento delle tasse.

Ma in questo federalismo fin troppo fiscale, nel senso di senza limiti per il fisco, senza risposta è la principale domanda: chi paga il debito pubblico, il terzo al mondo. Che ogni anno costa 80 miliardi in soli interessi. Ecco perché lo Stato non può rinunciare al suo. Ma quelli che vogliono portare <il federalismo a casa> hanno sempre fatto finta di niente. Anzi dicono che vogliono tenersi <i loro soldi>.

Allora, visto quanto ci tengono al federalismo (ma nell’interesse del Sud, sia chiaro) facciamo una proposta. Loro che lo spasimano, insomma il Nord, si paghino una tassa pa­trimoniale con la quale si dimezza il debito. Dopo di che tutte le Regioni siano a statuto speciale, tipo Sicilia e Val d’Aosta, che trattengono quasi tutte le loro tasse. Così lo Stato non avrà più bisogno di conservare le sue, almeno all’attuale livello, cioè il più alto d’Eu­ropa. Solo così il federalismo sarà più vero. E Ovvio che ci vorrà sempre il fondo di pe­requazione a favore delle regioni che partono in svantaggio. Quel fondo del quale i prodi Bossi e compagni non parlano. E sul quale un Sud con gli attributi non dovrebbe farsi beffare. Perché è troppo comodo aver creato in 150 anni gli attuali divari e poi dire: bene, da ora in poi chi ha avuto ha avuto, chi ha dato ha dato, facciamo il federalismo e ciascuno per conto suo.                  

Graziamo Formigoni di qualche cifra inte­ressante, ma già nota a queste colonne. Se dai più ricchi ai meno ricchi scendono ogni anno 50 miliardi, dai meno ricchi ai più ricchi salgono ogni anno 70 miliardi in loro prodotti e servizi acquistati. Ecco perché vogliono il federalismo e non la secessione, mica fessi. E lasciamo stare anche il dato della Banca d’Italia (prego ac­cedere in Internet) sul debito delle ammini­strazioni locali nel novembre 2010: Nord 48 milioni di euro, Sud più isole 34 milioni. Ma a responsabilizzarsi a spendere meno deve essere il Sud. E lasciamo stare i soldi della sanità, che vanno più al Nord che al Sud perché lassù hanno più vecchi: i giovani sono pregati di non prendersi mai il raffreddore. E lasciamo stare la spesa dello Stato, sorpresa: maggiore al Nord che al Sud, cioè di più dove serve meno (prego accedere in Internet, ministero di Tremonti).

E però, federalismo o no, non può continuare così. Con l’Italia unita ma mai disunita da un divario simile. Allora c’è il piano per il Sud. Non il primo e chissà se l’ultimo. Centomila miliardi, diventati 70 mila perché una fetta se ne è già andata al Nord per le multe dei lattai leghisti e compagnia bella. Soldi non nuovi ma messi insieme perché non spesi, soprattutto perché comparivano e scomparivano, il Sud li chiedeva e il governo non li dava. E ora da spendere come dice il governo, perché voi Regioni meridionali non ne siete capaci. Federalismo statale. E per grandi progetti, basta con queste spese un po’ qui un po’ lì e alla fine non cambia niente.

Mettiamo: l’alta velocità ferroviaria Napoli – Bari. Mettiamo la superstrada jonica che unisca finalmente Puglia, Basilicata e Calabria, scientificamente divise dovesse funzionare insieme un Sud i cui confini furono disegnati dai prefetti sabaudi soprattutto per indebolirlo. Ma se dicono che le opere sono immediatamente cantierizzabili, si aprano domani i cantieri, senza far passare l’anno e mezzo passato dall’ultima volta. E magari, un Sud con gli attributi si faccia sentire al di là di centrodestra o cen­trosinistra. Altrimenti ha ragione Formigoni: si tenga il federalismo, rimanga Sud e ora davvero basta, ché lorsignori si sono rotti.

 da “La Gazzetta del Mezzogiorno” – di  Lino Patruno

 

  

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...