Qual è il reale scopo del fallimento della Grecia : anch'esso "serve" alla dittatura europea...

12.11.2011 19:49

Henry Makow spiega il reale scopo del fallimento della Grecia


I Greci sono in sommossa da due anni ed ora che si è fatto un “affare sul
debito” , il Primo Ministro Georges Papanadreou improvvisamente decide di
fare un referendum. Che gioco sta facendo?

L'articolo che segue è stato postato (in originale ndr) il 18 febbraio 2010 e fa
riferimento ad un piano, quello di far precipitare in una crisi sempre più
grande, che richiederà una soluzione globale: la conversione di una unione
monetaria in un megalite politico ed economico.

Ed ora il referendum in Grecia è stato cancellato??...Tra moneta unica e democrazia

esiste un conflitto innegabile !

(Il referendum greco scuote i "confusi" europei)


Un  disilluso membro di alto grado della Massoneria Ebrea
di Budapest, ha detto cosa è in arrivo in merito alla crisi greca.

La Grecia è stata scelta per svolgere il ruolo del membro in bancarotta
della EU, per poter cosi creare il “grande problema” al quale la EU andrà a
trovare presto una soluzione.

La Grecia è stata scelta perché simboleggia l’Europa (a nessuno in Europa
interessa di paesi come l’Estonia o la Ungheria) e perché è stato
relativamente facile devastare la sua economia dopo che aveva rinunciato
alla sua valuta.

Le élites europee stanno usando la Grecia per persuadere il gregge che se il
problema della Grecia non viene risolto, l’Europa del Sud andrà in
bancarotta, cosa che scatenerà il collasso di tutto il sistema finanziario
europeo e quindi la bancarotta di tutta l’economia europea.

Il problema è che la cosiddetta eurozona (dove l’euro ha rimpiazzato le
valute nazionali) è condannata al crollo, poiché gli stati dell’Europa del
Sud (come quelli dell’Europa dell’Est), non possono sostenere la loro
economia se non svalutano la loro moneta per poter stimolare l’export e il
turismo (ora risucchiati dall’euro)

La “sola soluzione” che verrà presto proposta dalla EU è di sopprimere le
politiche fiscali e di bilancio in Europa per centralizzarle in un bilancio
europeo. Quindi tutti i Paesi EU dovranno mandare la più parte delle loro
tassazioni al governo centrale europeo e anche i bilanci nazionali saranno
stabiliti da questo governo centrale.

Sarà un po' più complicato ma significherà che i governi nazionali europei,
cesseranno di esistere. In parallelo, la EU (Unione Europea) sta già
annunciando la “creazione necessaria” di un Grande Esercito Europeo per far
fronte al predominante potere militare degli USA e della NATO.

Come già sapete, i banchieri internazionali sono infatti soprattutto europei
(Rothschild & co.) e questi sono i veri cervelli dietro la recessione
globale causata dall’uomo (cosi come sono loro quelli dietro la bufala del
global warming)

Quindi le élites europee stanno per diventare più potenti di quelle
tradizionali degli USA. Tutto quel che hanno bisogno di fare è di creare un
superstato (tassazione centralizzata e politica di bilancio) con un vero
superesercito, quindi le élites USA saranno costrette a fondersi in quelle
europee e non invece il contrario come gradirebbero.¨

L’Unione che ne risulta quindi, sarebbe un impero governato dai poteri
monetari che per antenato hanno colui che governò l’impero Khazaro. Se
qualcuno ancora crede che “I Protocolli dei Savi Anziani di Sion” siano una
bufala, aspetti allora che il succitato piano sia realizzato ed allora si
sveglierà nel mondo dei Savi di Sion. A meno che ovviamente, la Russia, la
Cina e L’America possano fermare l’ascesa dell'impero khazaro.

Fonte originale: henrymakow.com
Traduzione a cura di: Cristina Bassi
Fonte: cafedehumanite.blogspot.com

 

Referendum greco: un primo passo della democrazia

L'irrisolvibile tensione tra democrazia ed economia liberale sembra giungere ad un confronto decisivo.

L'inaspettata mossa dello sbiadito George Papandreu, indire per gennaio 2012 un referendumconfermativo o abrogativo dell'intera politica seguita sino a qui da un Governo greco ostaggio dei diktat franco tedeschi, sta alzando la temperatura della già febbricitante crisi dell'Eurozona.

Angela Merkel e Nicolas Sarkozy reagiscono come indemoniati sottoposti al rito esorcista, rito che non prevede l'acqua santa, ma il voto popolare delle persone soggette alle misure draconiane imposte dalle élite che governano l'econo-finanza europea. 

La mossa greca, se confermata e portata in atto, potrebbe rappresentare un precedente che diventa norma.

Una norma che restituisce alla sovranità popolare il governo dell'economia ovvero la fine di un sistema innaturale, immorale ed anche disfunzionale. Uno spettro si aggira per l'Europa - lo spettro di Pericle.

L’annuncio (anche troppo tardivo) di Papandreu dell’organizzazione di un referendum sul piano europeo di “aiuti” alla Grecia è un primo passo della democrazia nei confronti dei piani di austerità che si abbattono ovunque in Europa.

Dipenderà dalla formulazione del quesito e dalle condizioni del dibattito perché il referendum non si traduca in una manipolazione politica. Ma è anche l’occasione per un vero dibattito di civiltà, che faccia da risonanza alle rivendicazioni del popolo per una maggiore democrazia come è avvenuto in Islanda con il rifiuto del vasto piano di austerità sociale previsto.

Il piano europeo di aiuti alla Grecia, anche se organizza un’insolvenza parziale e comunque inevitabile della Grecia rispetto al proprio debito, non risolve nessuno dei problemi di fondo posti dall’incoerenza della Zona euro e dall’irresponsabilità della finanza.

Aggrava ulteriormente l’austerità e la tutela della “troika” – Commissione UE, BCE e FMI – sul popolo greco. Le oligarchie europee pensavano di poter imporre ai loro popoli le esigenze delle banche e dei fornitori di denaro, riparandosi dietro le maggioranze parlamentari.

Ma le politiche di austerità che stanno distruggendo la Grecia e che si allargano progressivamente al resto dell’Europa, suscitano resistenze sociali troppo forti!

I cittadini non si riconoscono più in una classe politica infeudata ai dogmi e agli interessi della finanza. “Voi non ci rappresentate!”: il grido degli Indignati alla classe politica ha ormai la forza dell’evidenza. La decisione di Papandreu, tipico rappresentante dell’oligarchia politica greca, di dare la parola al popolo è comunque una buona novella. Anche se Sarkozy, come la maggior parte dei dirigenti europei, è “costernato” dalla decisione in cui vede solo demagogia e irresponsabilità.

Non dubitiamo che si metterà subito in moto la macchina mediatica, in Grecia e in Europa, come avvenne in Francia nel 2005 per il referendum sul Trattato costituzionale europeo.

Le destre e una pseudo sinistra fustigheranno l’arcaismo e il nazionalismo dei Greci incolpati di voler uscire dall’Europa e affossare l’Euro. Ma è esattamente il contrario: il popolo greco, difendendo i propri diritti sociali e la propria sovranità democratica, difende i diritti di tutti i popoli europei. I movimenti sociali europei devono appoggiare il movimento greco che rifiuta le politiche devastanti e micidiali di iperausterità. La vittoria del “no” al referendum greco non basterà da sola a risolvere la crisi attuale.

Ma porrà concretamente la necessità di un’alternativa al modello neoliberale, a partire dalla denuncia del debito illegittimo, dal rifiuto di politiche di regressione sociale e dalla riconquista della sovranità democratica sulla nostra moneta comune: l’euro.

Attac impegnerà nelle prossime settimane tutte le proprie energie per costruire la solidarietà europea con il popolo greco, per far trionfare il NO all’austerità e porre le prime basi per la rifondazione di un’Europa democratica e solidale.

Attac France

Articolo originale

Traduzione dal francese di M. Rosolen

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