Presidio di solidarietà ad Antonio Ingroia - Roma, 10 ottobre 2011. CSM, GIU’ LE MANI DA CHI INDAGA SULLA ‘TRATTATIVA’ STATO-MAFIA !

09.10.2011 12:41

 Lunedì 10 ottobre sit-in a Piazza dell'indipendeza a Roma.

"Riteniamo che l’apertura di un’indagine a carico del dott. Ingroia da parte del CSM sulla base di questi elementi sia un’iniziativa non solo abnorme ma anche pericolosa, perché potrebbe essere percepita come un tentativo di isolare il pm palermitano attualmente impegnato in delicate e difficili inchieste sui rapporti tra mafia e potere."
 

Il Movimento Agende Rosse di Roma organizza un sit-in nella giornata di lunedì 10 ottobre a partire dalle ore 8, nei pressi del CSM, a Roma, in piazza Indipendenza.
Vogliamo sensibilizzare i componenti del CSM che potrebbero essere chiamati a giudicare sull'operato del Procuratore aggiunto di Palermo Antonio Ingroia. Il CSM ha infatti aperto un’indagine a carico del magistrato in seguito alla pubblicazione ad inizio settembre 2011 sul settimanale ‘Panorama’ di alcune intercettazioni ambientali di cui ampi stralci erano già stati pubblicati a dicembre 2010 e nelle quali Massimo Ciancimino, figlio dell’ex-sindaco di Palermo Vito Ciancimino, parla con un indagato per mafia millantando di poter liberamente accedere ai computer della procura di Palermo.
Riteniamo che l’apertura di un’indagine a carico del dott. Ingroia da parte del CSM sulla base di questi elementi sia un’iniziativa non solo abnorme ma anche pericolosa, perché potrebbe essere percepita come un tentativo di isolare il pm palermitano attualmente impegnato in delicate e difficili inchieste sui rapporti tra mafia e potere.
Le Agende Rosse vogliono pertanto esprimere con il presidio in p.zza Indipedenza la propria solidarietà al Procuratore Ingroia e promuoveranno nel pomeriggio di lunedi 10 ottobre, a partire dalle ore 16:00, altri sit-in nei pressi delle sedi di alcuni organi d’informazione per comunicare ai giornalisti ed alla pubblica opinione i motivi della propria iniziativa.

Movimento Agende Rosse

LINK: Solidarietà incondizionata al Procuratore Antonio Ingroia, Movimento Agende Rosse, 18 settembre 2011
Lettera aperta al Consiglio superiore della magistratura, la storia si ripete?, Giorgio Bongiovanni, 14 settembre 2011

CSM, GIU’ LE MANI DA CHI INDAGA SULLA ‘TRATTATIVA’ STATO-MAFIA!

Un nuovo vergognoso attacco viene rivolto contro il Procuratore antimafia Antonio Ingroia e la Procura di Palermo, impegnati nelle delicate inchieste sul biennio stragista ‘92-93 e sulla cosiddetta 'trattativa' tra pezzi dello Stato ed i capi di Cosa Nostra. Ciò si inserisce nel clima più generale caratterizzato dall'ennesima violenta campagna di denigrazione contro la magistratura ad opera del Governo e di membri della classe dirigente che non vogliono accettare il principio di Uguaglianza di tutti cittadini di fronte alla Legge.

La miccia per scatenare l'ennesima campagna di delegittimazione contro i magistrati di Palermo da parte di alcuni esponenti politici come Maurizio Gasparri, Fabrizio Cicchitto e Gaetano Quagliariello, che hanno invocato l'intervento del CSM, è stata la campagna mediatica, partita a inizio settembre 2011 con la strumentale pubblicazione su "Panorama" di intercettazioni ambientali tra Massimo Ciancimino e Girolamo Strangi, già uscite sui giornali nove mesi prima, in cui Ciancimino millantava la possibilità di accedere ai computer negli uffici della Procura di Palermo. 

E prontamente il CSM ha aperto un'indagine assegnata alla Prima Commissione.

E' la seconda inchiesta che viene aperta nel giro di pochi mesi da parte del CSM sulla Procura di Palermo prendendo a pretesto il cosiddetto "caso Ciancimino". La prima - e non poteva essere altrimenti - è finita con un'archiviazione. Anche questa non potrà che finire così, vista l’inconsistenza dei fatti contestati.  Ma intanto si delegittima, si isola, si mandano segnali a quei magistrati impegnati nella ricerca di una verità scomoda che pezzi dello Stato non vogliono far emergere: la verità sulla nascita di questa Seconda Repubblica, fondata sul sangue delle stragi di Capaci, di via D'Amelio e di quelle in Continente del ‘93.  

L’avvio dell’indagine del CSM è avvenuto pochi giorni prima della ripresa il 20 settembre a Palermo del processo al gen. Mario Mori (ex capo del ROS ed ex direttore del SISDE) e al col. Mauro Obinu, entrambi imputati di favoreggiamento aggravato a Cosa Nostra per il mancato blitz che il 31 ottobre 1995 avrebbe potuto consentire a Mezzojuso (Palermo) la cattura del boss Bernardo Provenzano. Processo in cui, l'accusa, sostenuta dagli stessi PM sotto attacco, sta cercando di far luce sulla ‘trattativa’ Stato-mafia, grazie anche ad elementi forniti dallo stesso Massimo Ciancimino.

Si avverte la volontà di ostacolare il lavoro di quei magistrati, in primis il Procuratore Antonio Ingroia - eredi di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino - che stanno cercando di arrivare a verità scomode e difficili che potrebbero coinvolgere pezzi dello Stato. 

I magistrati sono nell'anticamera di questa verità ma sempre più forti sono le forze che cercano di richiudere la porta che ad essa conduce. Molte sono le spinte e i tentativi per bloccare tutto, per sottrarre le inchieste ai PM di Palermo, per impedire loro di spalancare finalmente quella porta. 

L’apertura di questa inchiesta a carico del dott. Ingroia da parte del CSM sembra andare proprio in questa direzione.

Noi, Movimento Agende Rosse, non permetteremo che ciò accada.

Il dott. Ingroia e gli altri magistrati di Palermo non sono soli, hanno il sostegno di tanti cittadini che vogliono la verità, pretendono che le inchieste vadano avanti fino in fondo e sapranno difendere i magistrati da qualunque campagna di delegittimazione e isolamento.


Movimento Agende Rosse
www.19luglio1992.com

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