Petizione contro COSTI SPRECHI E PRIVILEGI DELLA CASTA POLITICA

04.08.2011 10:35

CITTADINI ATTIVI HA AVVIATO UNA PETIZIONE AL PARLAMENTO ITALIANO PER UNA LEGGE CHE ABBATTA I COSTI E I PRIVILEGI DELLA CLASSE POLITICA. IL COMITATO CIVICO CITTADINI PER LA TRASPARENZA E LA DEMOCRAZIA HA ADERITO.

FIRMA ANCHE TU !

E’ su questo testo che raccogliamo, online e sulle piazze di tutta Italia, le firme di tutti coloro che vorranno contribuire nel rinnovo della Politica di questo nostro Paese. Essa può essere comodamente sottoscritta accedendo online al sito web www.cittadiniattivi.it.

E’ nostra intenzione, unitamente a tutte quelle Associazioni e/o Movimenti che vorranno condividere con noi questa iniziativa e che preghiamo di contattarci consegnare la Petizione e le firme raccolte, nelle mani del Presidente della Repubblica e nelle mani dei Presidenti di Camera e Senato onde sensibilizzare la classe politica per un radicale, etico e morale cambiamento nel rispetto delle esigenze e dei bisogni del popolo italiano.

Nel caso in cui il Parlamento non ritenga di procedere alla revisione di quanto suggerito, ci riserviamo la possibilità di ricorrere al diritto costituzionale di raccogliere le firme per richiedere un referendum popolare per deliberare l’abrogazione della legge n. 1261 del 31 ottobre 1965 e conseguenti (art.1 comma 52, legge 23 dicembre 2005) onde addivenire ad una riduzione dei costi della politica e dei privilegi riconosciuti alla classe politica.

Vi invitiamo quindi a sottoscriverla e a dare la massima diffusione a questa  iniziativa, inviandola a tutti i contatti della vostra rubrica e a tutte le persone che conoscete invitandoli a sottoscrivere la petizione segnalando loro il sito www.cittadiniattivi.it.

Di seguito riportiamo quanto scrivono Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo, nel loro ultimo libro “La Casta” (ed. Rizzoli):

“…come una certa politica, o meglio la sua caricatura obesa, ingorda e autoreferenziale, sia diventata una Casta e abbia invaso l’intera società italiana. Ponendosi sempre meno l’obiettivo del bene comune e della sana amministrazione per perseguire piuttosto quello di alimentare se stessa. Obiettivo sempre più disperato e irraggiungibile via via che la bulimia ha contagiato tutti: deputati, assessori regionali, sindaci, consiglieri circoscrizionali, assistenti parlamentari, portaborse e reggipanza. Fino a dilagare, nel tentativo di strappare metro per metro, nuovi spazi, nelle aziende sanitarie, nelle municipalizzate, nelle società miste, nelle fondazioni, nei giornali, nei festival di canzonette e nei tornei di calcio rionali… Una spirale che non solo fa torto alle migliaia di persone perbene, a destra e a sinistra, che si dedicano alla politica in modo serio e pulito. Ma che è suicida: più potere per fare più soldi, più soldi per prendere più potere e ancora più potere per fare più soldi…”.

Ringraziamo già fin d’ora tutti coloro che sosterranno e ci aiuteranno in questa nobile iniziativa per il bene del Paese e per il bene del futuro dei nostri figli.

PETIZIONE AL PARLAMENTO ITALIANO PER UNA LEGGE CHE ABBATTA I COSTI DELLA POLITICA ED I PRIVILEGI RICONOSCIUTI ALLA CLASSE POLITICA

Ai sensi dell’art. 50 della Costituzione

PREMESSO

Che la legge 31 ottobre 1965, n. 1261, art. 1 e successive modificazioni, ha determinato l’indennità spettante ai membri del Parlamento: “l'indennità spettante ai membri del Parlamento a norma dell'art. 69 della Costituzione per garantire il libero svolgimento del mandato è regolata dalla presente legge ed è costituita da quote mensili comprensive anche del rimborso di spese di segreteria e di rappresentanza. Gli Uffici di Presidenza delle due Camere determinano l'ammontare di dette quote in misura tale che non superino il dodicesimo del trattamento complessivo massimo annuo lordo dei magistrati con funzioni di presidente di Sezione della Corte di cassazione ed equiparate”;

Che il successivo articolo 2 della legge 31 ottobre 1965, n. 1261, determina che “ai membri del Parlamento è corrisposta inoltre una diaria a titolo di rimborso delle spese di soggiorno a Roma. Gli Uffici di Presidenza delle due Camere ne determinano l'ammontare sulla base di 15 giorni di presenza per ogni mese ed in misura non superiore all'indennità di missione giornaliera prevista per i magistrati con funzioni di presidente di Sezione della Corte di cassazione ed equiparate; possono altresì stabilire le modalità per le ritenute da effettuarsi per ogni assenza dalle sedute dell'Assemblea e delle Commissioni”;

CONSIDERATO

Che la legge 23 dicembre 2005, n. 266, art 1, comma 52 e successivi, ha stabilito:

· che “le indennita' mensili spettanti ai membri del Parlamento nazionale sono rideterminate in riduzione nel senso che il loro ammontare massimo, ai sensi dell'articolo 1, secondo comma, della legge 31 ottobre 1965, è diminuito del 10 per cento. Tale rideterminazione si applica anche alle indennità mensili spettanti ai membri del Parlamento europeo eletti in Italia ai sensi dell’articolo 1 della legge 13 agosto 1979, n. 384”;

· che “è altresì ridotto del 10 per cento:

o il trattamento economico spettante ai sottosegretari di Stato….

o le indennita' di funzione spettanti ai sindaci, ai presidenti delle province e delle regioni, ai presidenti delle comunita' montane, ai presidenti dei consigli circoscrizionali, comunali, provinciali e regionali, ai componenti degli organi esecutivi e degli uffici di presidenza dei consigli dei citati enti….

o le indennita' e i gettoni di presenza spettanti ai consiglieri circoscrizionali, comunali, provinciali, regionali e delle comunita' montane…le indennita', compensi, retribuzioni o altre utilita' comunque denominate, corrisposti per incarichi di consulenza…

o le indennita', compensi, gettoni, retribuzioni o altre utilita' comunque denominate, corrisposti ai componenti di organi di indirizzo, direzione e controllo, consigli di amministrazione e organi collegiali comunque denominati, presenti nelle pubbliche amministrazioni…”;

· che a fine dicembre 2006 la Camera ed il Senato, con voto pressoché unanime hanno approvato l’aggiornamento delle tabelle retributive dei parlamentari (in servizio ed in pensione) e dei consiglieri regionali, quale conseguenza al recente adeguamento (aumento) degli emolumenti dei magistrati, emolumenti ai quali queste tabelle sono per normativa di legge agganciate in modo automatico, variazione che, di fatto, vanifica il suddetto taglio del 10% alle citate indennità;

ATTESTATO

Che sono circa 2 mila gli ex parlamentari e poco più di mille gli eredi di deputati e senatori che ricevono gratis da Camera e Senato un vitalizio, variabile da 3 mila 108 (più di 6 volte la pensione sociale) a 9 mila 947 euro al mese a seconda della durata in carica;

Che il vitalizio, a differenza del metodo ‘contributivo’ oggi applicato al calcolo della pensione per il lavoratore italiano, si rivaluta automaticamente perche’ legato all’importo dell’indennita’ del parlamentare in servizio;

Che Montecitorio (dati 2006) ha in carico 2005 pensionati (reversibilità comprese) che costano 127 milioni di euro a fronte dei 9 milioni 400 mila di entrate relative ai contributi versati dai deputati in carica ed il Senato, con le sue 1.297 pensioni, spende ogni anno quasi 60 milioni a fronte dei 4 milioni 800 mila di entrate ricavate dai versamenti dei senatori in servizio generando un disavanzo, per l’anno 2006, pari a 174 milioni di euro;

Che i dipendenti pubblici e privati eletti deputati, senatori, europarlamentari, governatori di Regioni e sindaci di grandi città – in base all’art. 31 dello Statuto dei lavoratori – conservano il posto di lavoro, collocandosi in aspettativa, con il diritto di accredito dei contributi figurativi così poi da ottenere quasi 2 pensioni per lo stesso arco di tempo in cui hanno svolto funzioni pubbliche;

Che i legislatori italiani ricevono un assegno mensile di circa 16.000 euro, per una indennità annuale complessiva pari a 198.000 euro, e che il Paese più generoso dopo di noi, l'Austria, paga poco più di settemila euro, la Svezia e il Lussemburgo, molto più ricchi di noi, pagano intorno a 5.000 euro;

Che dal confronto tra il bilancio della Camera e quello degli organi di pari grado dei principali partner continentali, emerge che le spese per la gestione di Montecitorio sono le più elevate in assoluto: il doppio di Francia e Germania, il quadruplo del Regno Unito, oltre dieci volte la Spagna;

Che oggi un parlamentare può andare in pensione con 20 anni di contributi e meno di 50 anni di età a differenza del comune cittadino che lo può fare dopo 35 anni di lavoro e 57 anni di età compiuti: deputati e senatori, anche se in carica per una sola legislatura, maturano il diritto a una pensione straordinaria, chiamata ‘vitalizio’, che puo’ variare da un minimo del 25 per cento dell'indennità (circa 3.100 euro) per chi ha versato solo i canonici cinque anni di contributi della singola legislatura ed arriva fino a un massimo dell'80 per cento dell'indennità (circa 10.000 euro) per chi ha più legislature alle spalle;

Che per maturare il diritto alla pensione non è necessario restare in carica cinque anni ma bastano due anni, sei mesi e un giorno; inoltre gli eletti dal popolo possono sommare la pensione dovuta per la loro attività professionale a quella ottenuta per rappresentare i cittadini;

Che la liquidazione parlamentare e’ par all’80 per cento dell'indennità moltiplicato per gli anni della legislatura, ossia minimo 35 mila euro;

Che i Partiti vivono di finanziamento pubblico che è pari al 77% (e per alcuni piccoli partiti oltre il 99%) delle entrate totali, finanziamento che con la legge 156 del 26-07-2002 è stato portato a un euro per ogni voto ricevuto; per le elezioni politiche del 2001 la spesa complessiva per i rimborsi è stata di 165 milioni di euro;

Che è del tutto evidente che il referendum del 1993 sul finanziamento pubblico ai partiti al lato pratico non ha applicazione dal momento che i contributi personali e i versamenti del tesseramento costituiscono una quota minoritaria per alcuni partiti, inesistente per altri, delle loro entrate;

Che nonostante il finanziamento pubblico cospicuo, alcuni grossi partiti, sono comunque indebitati;

Che secondo il ministero dell'Economia al Parlamento, in circolazione ci sarebbero 43.481 auto blu: 300 mila se si comprendono anche le Regioni e gli altri enti locali, 150-170 mila, secondo le fonti, per le sole automobili dei ministeri e degli enti pubblici non territoriali;

Che il governo, meno di due anni fa, aveva stimato la spesa per le auto blu ammontare complessivamente a circa 10,5 miliardi di euro l'anno;

Che Camera e Senato costano circa 2 miliardi di euro all'anno; Montecitorio costa il doppio del Bundestag tedesco e dell'assemblea nazionale francese; il quadruplo dei Comuni inglesi e più di dieci volte del Parlamento spagnolo; il bilancio di Montecitorio è uguale al prodotto interno lordo della Mongolia e al doppio del prodotto interno lordo di San Marino;

Che in dieci anni il bilancio di Palazzo Madama è raddoppiato passando da 297,6 milioni di euro del 1995 ai 550,7 milioni dell’anno 2005, che lordi sono 900 milioni di euro; Palazzo Madama, con i suoi 330 senatori, costa il doppio del Senato francese, il quadruplo della Camera dei Lord, dieci volte di più di quello spagnolo e ventisette volte di più del Bundesrat tedesco;

Che il Governo ed i ministeri costano 1.2 miliardi di euro, costo riferito al personale, alle consulenze, alla gestione degli uffici dei ministri e dei sottosegretari, e gli oltre 1.240 consiglieri e assessori regionali hanno un costo procapite medio mensile di 9.139 euro;

I SOTTOSCRITTI CITTADINI

CHIEDONO

Che il Parlamento italiano proceda al più presto ad una riforma delle regole che governano la Politica ed il mandato elettorale, ad ogni livello istituzionale, sulla base dei seguenti indirizzi:

1) CHE IL MANDATO ELETTORALE SIA CONSENTITO AL MASSIMO PER DUE LEGISLATURE CONSECUTIVE;

2) CHE GLI EMOLUMENTI E LE INDENNITA’ RICONOSCIUTE AI PARLAMENTARI E A TUTTI GLI ELETTI AI VARI LIVELLI ISTITUZIONALI SIANO ADEGUATI AI PARAMETRI DELLA MEDIA EUROPEA;

3) CHE IL FINANZIAMENTO PUBBLICO DEI PARTITI SIA LIMITATO AI SOLI RIMBORSI ELETTORALI, EROGABILI LIMITATAMENTE AI GRUPPI PARLAMENTARI ED AI PARTITI RAPPRESENTATI IN PARLAMENTO;

4) CHE LE SPESE SIANO SEMPRE SOSTENUTE E NON GARANTITE FORFETTARIAMENTE E CHE LE STESSE SIANO QUINDI RIMBORSATE SOLO A FRONTE DELLA PRESENTAZIONE DI REGOLARI GIUSTIFICATIVI DI SPESA;

5) CHE L’IMPORTO COMPLESSIVO DELL’INDENNITA’ (PARLAMENTARE, REGIONALE, PROVINCIALE, COMUNALE) SIA INVERSAMENTE PROPORZIONALE ALLE ASSENZE INGIUSTIFICATE NELLE SEDI ISTITUZIONALI NELLE QUALI SI E’ STATI ELETTI;

6) CHE IL MANDATO ELETTORALE DECADA DOPO UN NUMERO SIGNIFICATIVO DI ASSENZE INGIUSTIFICATE;

7) CHE GLI AUMENTI DELLE INDENNITA’ E DEGLI EMULUMENTI SIANO DETERMINATI SOLO IN FUNZIONE DEI PRINCIPALI INDICI DI ADEGUAMENTO ALL’AUMENTO DEL COSTO DELLA VITA ED UTILIZZATI NEL RINNOVO DEI C.C.N.L.;

8) CHE L’ASSEGNO VITALIZIO SIA RIDIMENSIONATO E CALCOLATO CON EQUITA’, SU BASE CONTRIBUTIVA E SECONDO IL REGIME PENSIONISTICO IN VIGORE PER I CITTADINI ITALIANI LAVORATORI DIPENDENTI;

9) CHE LE REGOLE CHE STABILISCONO IL TRATTAMENTO DI FINE RAPPORTO SIANO ANALOGHE A QUANTO STABILITO PER I CITTADINI ITALIANI LAVORATORI DIPENDENTI;

10) CHE SI ADOTTI IL CRITERIO DELLA TRASPARENZA (PUBBLICAZIONE ANNUALE SUL SITO WEB DEL MINISTERO DELL’INTERNO) PER QUANTO ATTIENE AGLI EMOLUMENTI RICONOSCIUTI AGLI ELETTI A QUALSISI LIVELLO ISTITUZIONALE;

11) CHE IDENTICO CRITERIO DI TRASPARENZA DEBBA ESSERE ADOTTATO PER QUANTO ATTIENE AI RIMBORSI ELETTORALI EROGATI AI GRUPPI PARLAMENTARI ED AI PARTITI RAPPRESENTATI IN PARLAMENTO;

12) CHE IL NUMERO DEI PARLAMENTARI (CAMERA E SENATO) SIA RIDOTTO DI UN TERZO COSI’ COME IL NUMERO DELLE AUTO BLU A DISPOSIZIONE DI PARLAMENTARI ED ELETTI NEGLI ENTI LOCALI;

13) CHE SI PROCEDA AD UNA RAZIONALIZZAZIONE DEL NUMERO DEGLI ENTI LOCALI E NON SI INCREMENTI IL NUMERO DELLE ATTUALI PROVINCE;

14) CHE AI PARLAMENTARI ELETTI AL PARLAMENTO DELLA REPUBBLICA ITALIANA, ONDE GARANTIRE L'EFFICACIA DEL MANDATO ELETTORALE RICEVUTO, NON SIA CONSENTITA, PER LA DURATA DEL MANDATO STESSO, LA PROPRIA ATTIVITA' PROFESSIONALE QUALE, AD ESEMPIO, QUELLA DI AVVOCATO, NOTAIO, MEDICO, ECC. ECC.

INVITANO

Le Camere a prendere le conseguenti determinazioni.

Nel caso in cui il Parlamento non ritenga di procedere alla revisione di quanto suggerito, i sottoscritti cittadini si riservano di ricorrere al diritto costituzionale di raccogliere le firme per richiedere un referendum popolare per deliberare l’abrogazione della legge n. 1261 del 31 ottobre 1965 e conseguenti (art.1 comma 52, legge 23 dicembre 2005) onde addivenire ad una riduzione dei costi della politica e dei privilegi riconosciuti alla classe politica.

(Informativa privacy. Ai sensi del D.Lgs.n.196/2003 - Codice in materia di protezione dei dati personali - le informazioni sono raccolte ai soli fini di supportare la petizione e gestite elettronicamente.

Per rimuovere i tuoi dati scrivi "cancella" ad info@cittadiniattivi.it)

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PROMUOVE L’ INIZIATIVA:

Associazione “CITTADINI ATTIVI per la Democrazia e la Giustizia”

ADERISCE :

Comitato "Cittadini per la Trasparenza e la Democrazia"

VUOI FIRMARE ANCHE TU? Fai clic sul seguente link clicca qui.

 

CITTADINI ATTIVI
per la Democrazia e la Giustizia


La Segreteria
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Sede: via Monte Grande, 3 - 35143 PADOVA
sito web: www.cittadiniattivi.it 
email: info@cittadiniattivi.it 
cell: 347/2763141-tel: 049/720999-fax: 049/8685197

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