Per quale ragione la Procura della Repubblica di Bari ha adottato nei confronti del senatore Alberto Tedesco (già Assessore regionale alla Sanità della Puglia) e del governatore Nichi Vendola, comportamenti opposti, a fronte di situazioni identiche ?

03.04.2011 18:27

Bari – Puglia. Debiti come voragini nella sanitàbalzelli sulle ricettesprechi di denaro pubblico. E tante domande.

Per quale ragione la Procura della Repubblica di Bari ha adottato nei confronti del senatore Alberto Tedesco(già Assessore regionale alla Sanità della Puglia) e del governatore Nichi Vendola, comportamenti diametralmente opposti, a fronte di situazioni identiche? Il finanziamento con denaro pubblico di un convegno vale due archiviazioni eccellenti? Per quale ragione il procuratore Antonio Laudati ha tardato a lungo ad inviare in Senato gli atti integrali del procedimento giudiziario a carico del senatore Tedesco? Forse non si voleva che si leggessero alcuni atti a corredo della richiesta stessa? si voleva evitare che qualcuno potesse collegare i fatti?

Nell’incartamento numero 22 allegato alla richiesta di arresto (fogli da 1 a 198) si legge che i Carabinieri del Nucleo Investigativo di Bari depositavano, in data 9.11.2009, la comunicazione di notizia di reato numero 35/32-165 di prot. 2007 con la quale accusavano non solo il senatore Tedesco, ma anche il Presidente Vendola, il suo Capo di Gabinetto Francesco Manna, l’Assessore regionale ai Trasporti MarioLoizzo ed altri ancora, di gravi comportamenti delittuosi nella nomina dei manager della sanitàcomportamenti qualificati, nella loro oggettiva gravità, come di concussione da parte di questi indagati, che venivano tutti iscritti nel relativo registro (vedi incartamento numero 4, fogli da 336 a 338).

Tali ipotesi investigative erano poi ripetute dai militari inquirenti con la loro comunicazione di reato numero 35/32/185, di protocollo 2007, depositata il 5.2.2010 in Procura, per i medesimi fatti ed anche altri, ribadendo gli investigatori in modo fermo la circostanza che le nomine di direttori sanitari e direttori amministrativi, lungi dall’essere liberamente effettuati dai direttori generali delle Asl, erano, in realtà, il frutto delle richieste dei noti politicanti regionali in favore di questo o quell’individuo espressione del loro partito o della loro corrente di partito.

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GIRAVOLTA
Mentre alcuni di quegli episodi di concussione che vedevano indagato il solo senatore Tedesco
, all’epoca assessore alla sanità pugliese, rimanevano immutati  -e per gli stessi la Procura ha poi fatto richiesta di misura cautelare il 4 febbraio 2011 ed il Giudice l’ha accolta con sua ordinanza del 23 febbraio 2011-, per quanto riguarda i capi d’imputazione in cui Tedesco era indagato insieme a Manna e Vendolasi assisteva a un giravolta della Procura barese. Infatti, dopo aver stralciato i nomi degli indagati Vendola e Manna,formando con gli stessi il nuovo fascicolo numero 4702/10la Procura chiedeva, in data 22 marzo 2010 al Gip di Bari, l’archiviazione a carico di tutti gli altri indagati indicati nelle informative dei carabinieri  per tutti i reati di concussione a loro carico, ed escludeva che vi fosse a carico di tali indagati il reato di abuso d’ufficio.

Dopo meno di un anno, la stessa Procura, sulla base degli stessi atti, e mentre la richiesta di archiviazione era ancora pendente, chiedeva ad altro Gip l’arresto del senatore Tedesco per gli stessi reati di concussione, tentata o consumata, per i quali aveva chiesto l’archiviazione il 22 marzo 2010.

Cover della trascrizione dell'interrogatorio del 06.07.2009 di Nichi Vendola

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DISPARITÀ DI TRATTAMENTO TRA VENDOLA, MANNA E TEDESCO
La vicenda potrebbe far pensare a una ‘disparità’ di trattamento tra Vendola e Manna da una parte, e Tedesco dall’altra.
Nell’analisi di tale ipotesi di ‘disparità’ di trattamento è utile leggere: la deliberazione della Presidenza della Giunta regionale (gabinetto del Presidente numero 346 del 3 dicembre 2010 – Codice_ CIFRA: 021/DIR/2010/00346); la delibera di giunta regionale numero 2226 del 19 ottobre 2010; la determinazione del capo di gabinetto del Presidente numero 328 del 22 ottobre 2010. Tale lettura restituisce che: su proposta del Gabinetto di Presidenza regionale  -ovvero il Presidente Vendola e il suo Capo Gabinetto Manna, indagati (tali erano a quella data presso la Procura della Repubblica di Bari)-, si concedeva unrinnovo parziale di contratto alla società ‘Centro congressi – CIC Sud’ di Bari per la fornitura di beni e servizi necessari all’organizzazione di iniziative e manifestazioni
La motivazione di tale momentaneo rinnovo contenuta in tale deliberazione, è che: il Presidente Vendola, sulla base dell’istruttoria espletata e confermata dal Capo di Gabinetto Manna in merito alla fornitura dei beni e servizi sopra detti, affidata, fino ad allora, alla società ‘Centro Italiano Congressi C.I.C. Sud’ di Bari, in scadenza il 25.9.2010, nelle procedure di gara avviate per l’individuazione di un nuovo soggetto fornitore di tali servizi, «nella redazione del Disciplinare di Gara si sono verificati errori materiali e refusi», che facevano ritenere necessario prorogare tutti i termini di gara di almeno venti giorni, spostando la scadenza per la presentazione delle offerte al 15.10.2010, quindi, per assicurare la continuità nelle erogazioni di detti servizi, conferiva una proroga alla ‘C.I.C. Sud’ dal 26 settembre al 31.12.2010 dei servizi, con le stesse modalità e condizioni previste dal contratto in scadenza.
Può, un errore materiale o refuso, peraltro di natura non specificata nella deliberazione, legittimamente giustificare una proroga di tre mesi di un contratto?

Cover della Deliberazione della Giunta Regionale N. 2226 del 19-10-2010

Il ‘Centro Italiano Congressi C.I.C. Sud’ era la società che curava l’allestimento del convegno dal titolo ‘Organizzare la Giustizia’, fortemente voluto dal procuratore di Bari Antonio Laudati, tenutosi nel capoluogo regionale dal 28 al 30 ottobre 2010, al quale il governatore Vendola partecipò da indagato, seduto affabilmente accanto al procuratore Laudati, per porgere il suo saluto di benvenuto il 28 ottobre, nonché per svolgere, senza pudore, una relazione il 30 ottobre. Insieme al Presidente della Provincia, Francesco Schittulli, e al Sindaco della città, Michele Emiliano. Sembrerebbe una singolare coincidenza: la deliberazione di proroga -di tre mesi- del contratto di fornitura al ‘Centro Italiano Congressi C.I.C. Sud’ cade appena una settimana prima del convegno in questione.

Con determinazione del capo di gabinetto (l’indagato Francesco Manna), numero 328 del 22 ottobre 2010, concessa la proroga, incaricava la stessa per la fornitura dei servizi e beni necessari all’organizzazione di iniziative e manifestazioni, fra cui  il convegno fortemente voluto da Laudati e mai autorizzato dall’Associazione nazionale magistrati. Lo stesso indagato Manna, con sua determinazione numero 346 del 3 dicembre 2010, richiamata da deliberazione di giunta regionale numero 2226 del 19 ottobre 2010, ricordava che «il Presidente Nichi Vendola sulla base di intese intercorse con il Procuratore della Repubblica di Bari Antonio Laudati e di concerto con il Presidente della Provincia di Bari, il Sindaco del Comune di Bari e la Fondazione Petruzzelli…» aveva provveduto ad incaricare ‘Centro Italiano Congressi C.I.C. Sud’ di fornire i beni e servizi necessari alla organizzazione di iniziative e manifestazioni promosse dalla Giunta Regionale. 

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ATTI INEQUIVOCABILI
Sulla base di accordi tra l’indagato Nichi Vendola, il Capo di Gabinetto Manna ed il ‘loro’ procuratore della Repubblica, il giorno successivo alla scadenza naturale del contratto con ‘Cic Sud’, veniva offerto, con modalità che potrebbero suscitare dubbio di legittimità, a quest’ultima, l’incarico di curare la realizzazione del convegno voluto esclusivamente dal Procuratore Laudati.

Sempre Manna, con sua deliberazione del 3 dicembre 2010, provvedeva a liquidare a ‘Centro Italiano Congressi C.I.C. Sud’, a mezzo bonifico presso il Banco di Napoli, la somma di euro 99.990,00 (IVA inclusa) -fondi già impegnati dal Manna con sua determinazione numero 328 del 22 ottobre 2010- spesa che, a dire dell’allora indagato Manna, rientrava nel limite di cassa: infatti la cassa conteneva, come si legge in questa determinazione, centomila euro residui, che, a  pagato del convegno avvenuto, si riducevano a dieci euro.

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SOLDI PUBBLICI
I fatti ci dicono che: il procuratore di Bari Laudati è stato per tre giorni a discutere di organizzazione della giustizia accanto ad un suo indagato; prima del convegno stesso, aveva preso accordi direttamente con tale indagato, il Presidente della regione Puglia, e con l’altro indagato, il capo del gabinetto Manna, affinché gli assicurassero l’allestimento di tale convegno attraverso l’attività di ‘Centro Italiano Congressi C.I.C. Sud’, attività che sarebbe costata centomila euro, ovvero l’intera cassa disponibile in quel momento alla Presidenza della regione.

Non sembrerebbe molto ’etico’ che il Procuratore di Bari si sia ‘fatto pagare’ il convegno, da lui fortemente voluto sulla organizzazione della giustizia, da Vendola e Manna  -con i soldi degli ignari contribuenti pugliesi-,  consapevole che costoro erano, alla data delle “intese” -tra lui e Vendola- di cui si parla nella citata delibera, costoro erano suoi indagati. In questo contesto si potrebbe insinuare la domanda-sospetto: Vendola e Manna sono stati ‘graziati’ da Laudati, con la richiesta di archiviazione nei loro confronti, perché gli hanno elargito un favore da centomila euro?

Anche ammettendo che il manuale Cencelli possa essere la solita scusante per Vendola, come si può ritenere che esso costituisca un’attenuante anche per chi, come Manna, è solo un Capo di gabinetto, ossia un funzionario di grado apicale, soprattutto dopo che nell’ordinanza di custodia cautelare a carico del senatore Tedesco si legge chiaramente, nelle intercettazioni, che Manna era il ‘trait d’union’ tra l’ex assessore Tedesco ed il Presidente Vendola?

Dagli atti giudiziari emerge che attraverso Manna Tedesco chiedeva il permesso al Presidente Vendola per tutte le manovre di cui solo lui oggi è accusato, malgrado si vantasse, in un’intercettazione proprio con Manna, riportata integralmente nell’ordinanza di custodia cautelare, di costituire sulle nomine dei dirigenti una vera e propria cabina di regia insieme a Manna.

C’è stato qualche accordo tra il procuratore Laudati , il suo Presidente Vendola  ed il Capo di Gabinetto Manna?  
Si aggiunge poi un altro elemento motivo di stridore. Laudati, sempre molto attento alle fughe di notizie, non ha ritenuto ad oggi neppure opportuno indagare sulla circostanza che il 25 febbraio 2011 Vendola leggeva ai giornalisti il provvedimento di archiviazione, ovvero un atto interno, depositato dal Gip di Bari appena 24 ore prima. Come mai il Procuratore capo Laudati non si è attivato, come aveva fatto in passato, per scoprire chi e perché abbia avvisato il presidente Vendola dell’avvenuta firma della richiesta di archiviazione da parte del Gip? Soprattutto: chi, ed eventualmente in cambio di cosa, ha fornito illecitamente al Presidente Vendola una copia dell’atto interno?

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IL GIORNALISTA CENSURATO

Carlo Vulpio, sempre ben documentato è un fiume in piena: “Ci sono le discariche, ci sono le cliniche, ci sono i soldi – per esempio i 100 miliardi di lire annui fatturati dalle Ccr (Case di Cura riunite) in convenzione con la Regione Puglia e i circa 100 milioni di euro fatturati allo stesso titolo, ma in nome del ‘cambiamento’ si capisce, dalla subentrante Cbh (Città di Bari hospital) -, e poi c’è il ‘passaggio’, mai sufficientemente chiarito, dalla Ccr alla Cbh, e ci sono tutti i protagonisti di allora e di oggi nelle loro diverse vesti, tra i quali Onofrio Introna (allora membro del collegio sindacale di Cbh spa e oggi presidente del Consiglio regionale), Alberto Maritati (allora pm nel processo alle Ccr e oggi senatore Pd), fino a Francesco Boccia (allora commissario nominato dal ministero dell’Industria per evitare il fallimento delle Ccr e oggi deputato Pd) e, appunto, Nicola Vendola. Il quale, ieri come oggi, di queste vicende ha sempre saputo tutto”. Vulpio non ha dubbi: “Non è difficile prevedere contorsionismi giudiziari che anche questa volta tutelino il ‘nuovo’, il ‘buono’, il ‘mite’ Vendola, ecco, spero davvero che ci sia un giudice a Berlino, cioè a Bari. Che è il foro competente per queste vicende, ma è anche, voglio ricordarlo, assieme a Roma, uno dei luoghi dal quale partirono le telefonate di Vendola alla direzione del ‘Corriere della Sera’, che è tutt’ora il mio giornale, affinché non mi occupassi più di lui”. (GIANNI LANNES)

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