Opere inquinate

11.07.2011 15:59

Tratto da
Mani sporche


di Gianni Barbacetto, Peter Gomez, Marco Travaglio

 

Fra i pochi settori degli appalti pubblici lautamente finanziati dallo Stato, oltre alla Sanità, c'è quello dell'Alta velocità ferroviaria. E, in via straordinaria, quello delle Olimpiadi della neve a Torino. Entrambi inquinati da sistemi illegali.

Il 2 maggio 2005 la Procura di Torino recapita un avviso di garanzia al viceministro delle Infrastrutture, Ugo Martinat, il numero due di Pietro Lunardi, per turbativa d'asta e abuso in atti d'ufficio a proposito degli appalti per l'alta velocità ferroviaria Torino-Lione e per due strade costruite in vista delle Olimpiadi invernali di Torino 2006. Un rapporto della Dia, trasmesso dalla Guardia di finanza ai pm Francesco Saluzzo, Paolo Toso e Cesare Parodi, parla di intercettazioni e definisce Martinat «soggetto supervisore per l'aggiudicazione di varie gare d'appalto e per l'assegnazione dei seguenti collaudi», a proposito di tre episodi. 

1) C'è la «turbativa di gare relativa alla progettazione e direzione lavori di costruzione della discenderia di Venaus» (una delle gallerie esplorative

d'accesso al tunnel da 53 chilometri del treno ad alta velocità che dovrà collegare l'Italia e la Francia). Gare che sarebbero state pilotate, secondo l'accusa, anche da Martinat, come si desume dalle telefonate di alcuni indagati che lo indicano come la «persona giusta» da sollecitare per affidare gli incarichi alla Sti di Vincenzo Procopio (amico del viceministro) e alla Metropolitana milanese (Mm).

 

2) C'è la «turbativa nell'assegnazione della direzione lavori della statale 232 Panoramica di Zegna, variante di Cossato, Valle Mosso, Trivero», nel Biellese: gara da 4 milioni di euro. Il direttore generale dell'Ares (l'agenzia regionale per le strade) Nicola Chiatante avrebbe dato a Martinat e a Procopio consigli utili per vincere l'appalto, poi puntualmente assegnato a Procopio. Che, secondo un personaggio intercettato, sarebbe «il cassiere di Martinat». 

 

3) Ci sono i lavori, ben più appetitosi, per la «variante» di Avigliana verso le montagne «olimpiche». Opera da 123 milioni di euro finanziata

dall'agenzia pubblica Torino 2006, dalla Sitaf (la società che gestisce la Torino-Bardonecchia, gruppo Gavio) e dall'Anas. Lavori aggiudicati immancabilmente ad aziende controllate dallo stesso Gavio e da suoi fedelissimi.

Qui Martinat deve rispondere di abuso d'ufficio: su sua indicazione, gli enti interessati stipularono una convenzione che attribuiva alla Sitaf la qualità di «stazione appaltante». E non si vede perché Torino 2006 abbia delegato quel ruolo a una società privata che poi, di fatto, s'è autoassegnata i lavori senza gara. Senza contare che a occuparsi di quella strada regionale avrebbe dovuto essere l'Ares, non l'Anas.

 

 

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