Nella guerra in Libia, abbiamo perso. Qualcuno se ne è accorto ?

18.09.2011 17:49

Sicuramente non se ne sono accorti i nostri media... 

Ma quanto ci è costata questa "sconfitta"? Quanto ci costerà?
E il popolo libico ha vinto o ha perso? La Libia del dopo Gheddafi sarà più libera? Più indipendente? Più democratica?

Da: https://www.globalist.it/Detail_News_Display?ID=2096&typeb=0&L-Italia-sconfitta-nella-Guerra-del-Mediterraneo

L'Italia sconfitta nella Guerra del Mediterraneo

di Stefano Marcelli

Due notizie sui giornali di oggi sanciscono la sconfitta italiana sul fronte libico e anche su quello dei nuovi assetti dell'area mediorientale. La prima, clamorosa, è la visita congiunta di Sarkozy, Cameron ed Erdogan in Libia, con al seguito centinaia di aziende dei propri Paesi. L'assenza di Berlusconi da questa partita segnala la sconfitta italiana sulla presenza economica e politica nella nuova Libia del dopo Gheddafi e anche la perdita dell' egemonia storica di Roma sul Paese petrolifero del Mediterraneo.

 

Nel dopoguerra gli Stati Uniti avevano assegnato all'Italia un ruolo egemonico sul Mediterraneo sia dal punto di vista militare, dove la nostra flotta aveva preso il posto di quella inglese e quella francese, sia dal punto di vista economico e politico con l' Eni che contrastava soprattutto i francesi sulla gestione delle risorse energetiche nell'area.

Il colpo di Stato che il 1 settembre del 1969 portò il colonnello Gheddafi al potere fu concepito in un albergo di Abano Terme e anche quello incruento di Ben Ali in Tunisia fu gestito dai servizi italiani.

Quando il 27 giugno 1980 fu abbattuto l'aereo Itavia ad Ustica, nel Ciad era in corso uno scontro armato dove le truppe libiche, sostenute da " consiglieri militari " italiani si scontravano con quelle locali fiancheggiate da quelli francesi. La strage sarebbe stata un atto collaterale a quella quasi-guerra tra Italia e Francia.

Oggi Sarkozy, con la guerra di Libia e l'eliminazione di Gheddafi, si sarebbe preso la rivincita su quelle antiche sconfitte e starebbe recuperando oggi le posizioni perdute dalla Francia nell'area del Magreb.

Ma che l'esito della vicenda libica sarebbe stato questo, nonostante le dichiarazioni rassicuranti del buon Frattini, lo si era capito fin dall'inizio, con la recalcitrante adesione del governop italiano alla missione Nato. Ancora più inquietante è l'altra notizia che ci informa oggi, attraverso le dichiarazioni di un manager di Finmeccanica, che l'amicizia tanto sventolata dal premier con il turco Erdogan si è rotta e il leader di Ankara non vuol nemmeno più vedere il satrapo di Arcore.

Dunque, se l'Italia proprio oggi viene ridimensionata nel Mediterraneo, rischia di restare esclusa anche dai nuovi assetti dell'intero Medioriente, che faranno perno proprio sul neo-ottomanesimo di Erdogan.

A 150 dalla nascita, la nostra Nazione sta subendo oggi una delle più pesanti sconfitte della sua storia. 

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