Nel mondo tante e diverse le vie della partecipazione

21.02.2012 10:30

 

di Walter Fortini.

In Francia hanno risolto i problemi dell'alta velocità e
dell'impatto delle grandi opere sull'ambiente con il debat public. La
ricetta è semplice: ampie discussioni che coinvolgono milioni di
cittadini e precedono ed accompagnano l'elaborazione dei progetti, con
un'autorità indipendente a far da garante. Ed è proprio uno dei
modelli a cui guarda la Toscana, interessante e replicabile anche su
scala nazionale. In Australia, ma anche in altri paesi del mondo
anglosassone, campioni casuali di cittadini sono chiamati a discutere
su alcune decisioni delle istituzioni. Il modello in questo caso è
più adatto a piccole comunità, ma potrebbe bene adattarsi
all'universo dei servizi pubblici locali ... 

Sono tante e diverse le vie della partecipazione nel mondo.
Istituzioni e cittadini si incontrano per decidere come realizzare
appunto le grandi opere, per analizzare l'impatto ambientale di nuove
infrastrutture, ma anche per scegliere se e dove installare un'opera
d'arte contemporanea in una città o su come intervenire per
recuperare angoli urbani degradati. Ci sono i bilanci partecipativi
del Brasile, il “debat public” francese o gruppi di cittadini
estratti a sorte e chiamati ad esprimersi su progetti che potrebbero
riguardarli da vicino. Ci sono i forum danesi, dove altri cittadini
estratti a sorte bersagliano di domande gli esperti di turno, consulte
permanenti con modelli diversi dalla Spagna alla Germania, dagli Stati
Uniti alla Gran Bretagna, istanze, assemblee, udienze pubbliche,
petizioni e referendum.

Modelli e strumenti che diventano materia di riflessione per la
Regione Toscana, che sta lavorando alla prima legge d'Italia che si
pone il compito di 'organizzare' ed incentivare la partecipazione dei
cittadini alle decisioni delle istituzioni, ricetta per sanare quella
crisi non risolta della rappresentanza che interessa un po' tutti i
soggetti politici e sociali e soprattutto il partito politico. "Dopo
le primarie, di cui siamo stati apripista, è questa la nostra
scommessa – riassume l'assessore alle riforme e ai rapporti con i
cittadini, Agostino Fragai - E poiché di partecipazione parliamo, è
tutti assieme che dobbiamo e vogliamo scrivere questa legge". 

Il debat public. 

Il dibattito pubblico francese è sicuramente uno dei modelli più
interessanti. E' una procedura recente, nata da una legge del febbraio
1995 modificata da una nuova legge del febbraio 2002 ed il fine è
quello di permettere la partecipazione della popolazione al processo
di elaborazione delle decisioni che riguardano i progetti sulle grandi
opere. Alta velocità dunque, autostrade, inceneritori, porti ed
aeroporti, nuove linee elettriche, centrali nucleari e tutte quelle
grandi opere che possono avere un impatto rilevante sull'ambiente.

Dal 1995 ad oggi la Commissione ha già organizzato una trentina di
dibattiti pubblici. Altri otto sono previsti per il 2006. Scelto un
progetto è la stessa commissione, indipendente, che decide se fare o
meno un dibattito. "Più che un luogo di negoziazione - spiegano - è
il momento in cui si apre il dialogo e l'ascolto". 

Alle riunioni partecipano non solo le associazioni, ma i singoli
cittadini. In Francia sono state spedite finora milioni di lettere.
Soprattutto sono certi i tempi: quattro mesi per il dibattito, due
mesi per pubblicarne i risultati, altri tre perché il committente
prenda una decisione sull'opera. E poiché il dibattito inizia quando
nessuna opzione è stata scartata, alla fine può anche essere deciso
che di quell'opera non se fa niente.

Dibattiti pubblici in Francia sono previsti non solo sui progetti
delle grandi opere ma anche su problemi che interessano un comunità,
più o meno grande. 

Il bilancio partecipativo. 

E' la forma di democrazia diretta attraverso cui i cittadini scelgono
autonomamente ogni anno come e dove investire parte delle risorse del
municipio.
L'esempio più famoso è quello di Porto Alegre, la città
del social forum. Le prime forme di questa esperienza di
partecipazione diretta nascono infatti in Brasile circa quindici anni
fa. Il bilancio partecipativo favorisce equilibri e patti sociali ampi
e duraturi. I cittadini costruiscono insieme la loro città ideale. 

Anche in Italia alcuni enti locali hanno deciso di sperimentare forme
di bilancio partecipativo. Le prime esperienze attive sono state a
Venezia, a Roma, a Napoli e in alcuni comuni della Toscana e della
Lombardia. 

Discussioni affidate a campioni casuali di cittadini.

La pratica è diffusa in Australia, ma anche in Danimarca e in altri
paesi anglosassoni. Si tratta di affidare la discussione su una o più
decisioni e progetti infrastrutturali della pubblica amministrazione a
campioni casuali di cittadini: con metodi di reclutamento autorevoli,
in modo che i cittadini non la vedono come una perdita di tempo.
L'Australia non è fra i primi nel campo della democrazia
deliberativa, ma con alcune sue pratiche ha riscosso molti successi.
Soprattutto a livello locale. "Particolarmente all'avanguardia –
racconta Lyn Carson, una tra le maggiori esperte internazionali di
partecipazione - si è dimostrato il governo australiano occidentale,
dove il ministro per la pianificazione e le infrastrutture ha
organizzato più campagne di consultazione democratica di qualsiasi
altro ministero del governo federale". 

Sempre in Australia giurie cittadine e town meetings del XXI Secolo
si sono rivelate un successo. Il modello, nel caso toscano, potrebbe
essere applicato all'universo dei servizi pubblici locali. 

Riprogettare la città. 

La partecipazione può essere uno strumento utile per decidere anche
come recuperare un angolo degradato delle città o se e dove ospitare
un'opera d'arte contemporanea. Esperienze in tal senso vi sono in
Francia, a Montpellier, e in Gran Bretagna. 

Internet. 

Non poteva mancare l'e-democracy, la tecnologia al servizio della
partecipazione. La democrazia partecipata non è solo una questione
tecnica, ma la tecnologia ed internet possono sicuramente fornire un
aiuto. Come nel town meeting appunto, o sui blog. 

Il sito della Regione Toscana sulla partecipazione è
www.regione.toscana.it/partecipazione

Walter Fortini, tratto da Toscana Notizie, Agenzia di informazione
della Giunta regionale Toscana (https://www.regione.toscana.it).

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