Maxi inchiesta "Mani sulla città" : il Pd beneventano continua a far finta di nulla ! Le ineffabili dichiarazioni del capogruppo al Comune del PD Angelo MICELI

13.01.2013 05:27

Da Il Vaglio - Carlo PANELLA - 11 gennaio 2013

 

Abbondonare l’amministrazione del Comune di Benevento per delle elementari esigenze di trasparenza amministrativa? La risposta del capogruppo Angelo Miceli: ”Non abdichiamo”.

“I rappresentanti istituzionali del Partito Democratico non possono abdicare ora al ruolo di amministrazione che i cittadini di Benevento hanno democraticamente assegnato. Poco spazio, dunque, devono ottenere le strumentali illazioni di chi con superficialità, rischia di mischiare garantismo e giustizialismo”.

Così comincia la nota odierna del capogruppo al Comune di Benevento del Partito Democratico, Angelo Miceli, con il freudiano uso del verbo abdicare, quello dei re, mentre si cita la democrazia. Primo autogol di una nota che raggela, per quanto lontana dal diffuso sentire della città. E del resto, se nel 2013 si crede il potere rivestito come l’occupazione di un trono, e non come la titolarità di una carica dalla quale semplicemente ci si dimette, cos’altro aspettarsi?

E’ del Pd il sindaco di Benevento, mandato via dalla sua città dalla magistratura, per esigenze di legalità, obbligato a dimorare fuori dal territorio e dal Comune che dovrebbe amministrare ed accusato di corruzione, concussione elettorale, falso e truffa.

E’ del Pd anche il presidente del Consiglio Comunale di Benevento, che, per esigenze cautelari di giustizia, è rinchiuso, da martedì scorso, nel carcere di Capodimonte, accusato di concussione e corruzione.

Entrambi nell’ambito dell’inchiesta giudiziaria condotta per oltre tre anni dalla Procura della Repubblica. 49 gli indagati, per alcuni appalti del Comune che vede coinvolti tanti funzionari del Comune, sul cui operato il sindaco, a dir poco, è stato distratto.

Nel pomeriggio di oggi almeno Boccalone ha rassegnato le sue dimissioni da consigliere comunale. Ma è al sindaco innanzitutto che tocca compiere questo elementare gesto di correttezza istituzionale, e in sua mancanza, in secondo luogo a tutti consiglieri di maggioranza (nonché agli assessori).

Quanto dichiarato dal procuratore della Repubblica e dal Gip su tale inchiesta fa rabbrividire, ma per il Pd non c’è da far nulla in attesa che la magistratura decida come proseguire. Non c’è alcun problema di trasparenza compromessa da tante e circostanziate accuse per i 49 indagati di corruzioni, concussioni, abusi di ufficio, truffe, frodi, e falsità, turbative d’asta e quant’altro già passate al vaglio di un giudice terzo, il gip.

Chiuso in un bunker il Pd continua a far finta di nulla, nonostante all’inchiesta citata si siano aggiunte in queste ore altre due brutte notizie. Una riguardante il rinvio a giudizio, avvenuto ieri, di Domenico Mortaruolo, storico esponente della Dc e della Margherita, nonché padre del segretario provinciale del Pd Erasmo, per abuso di ufficio, assieme ad altri amministratori e tecnici, nella sua qualità dei presidente della Comunità Montana del Taburno.

Questa mattina, poi, c'è stata l’iscrizione nel registro degli indagati del consigliere regionale Nicola Caputo del gruppo regionale del Pd campano. In merito il segretario regionale e candidato alla Camera, Vincenzo Amendola, ha scritto: “Come sempre, ci rimettiamo fiduciosi al lavoro della Magistratura che siamo sicuri in breve tempo farà interamente luce sulla vicenda. Per quanto riguarda la candidatura al Parlamento di Caputo, saranno gli organismi nazionali del Pd competenti a decidere sul caso prima della consegna definitiva delle liste”. Dunque, a Napoli basta essere iscritti nel registro degli indagati per non essere più candidati, come con ogni probabilità non lo sarà Caputo; a Benevento, con quelle accuse già formulate, dopo 3 anni di indagine, e quei provvedimenti cautelari presi a carico del presidente del Consiglio Comunale e del sindaco, per l’acuto capogruppo si dovrebbe andare avanti come se niente fosse!

Ma torniamo alla agghiacciante nota di Miceli che così continua: “Siamo ancora comprensibilmente colpiti per quanto accaduto: da una parte, l’umano auspicio che i soggetti coinvolti nella vicenda siano in grado di dimostrare la propria estraneità ai fatti contestati; dall’altra, la gravità delle valutazioni operate dalla magistratura che impone una adeguata riflessione”. Ecco questo ‘il monarchico’ Miceli concede ai sudditi “un’adeguata riflessione”…

“Notoriamente la responsabilità penale è di tipo personale – prosegue Miceli -, e se saranno accertate condotte illecite è giusto che gli autori ne rispondano: su questo il PD è intransigente, anche perché singoli comportamenti non possono screditare l’onorabilità personale e la rettitudine di chi a vario titolo, amministratori comunali, dirigenti e dipendenti dell’Ente, ha operato e continua ad operare con impegno e disinteresse”. 

Che perla! Quantunque questa frase faccia apparire meno involontario il richiamo iniziale alla monarchia… il capogruppo è bene che sappia che “se saranno accertate condotte illecite”, non avrà più alcun valore il fatto che il Pd possa essere o meno “intransigente”.

In tal caso infatti, semplicemente, gli iscritti al Pd in questione non potranno ricoprire cariche pubbliche (e così importanti…) perché condannati a espirare delle pene.

Ma Miceli non l’ha finita qui. Così continua la nota: ” Fausto Pepe, nella sua qualità di Sindaco, si è rivolto alla Città, rivendicando la propria integrità personale, ed escludendo il diffondersi di fenomeni degenerativi nella gestione della cosa pubblica. E’ una dichiarazione importante, che conforta quanti in lui hanno riposto fiducia nel corso di questi anni, riconoscendogli qualità e competenza”.

Il capogruppo è davvero ineffabile: siccome Pepe - a onta di quanto di così grave hanno scritto e ordinato i magistrati - ha “escluso il diffondersi di fenomeni degenerativi”, si può star tranquilli: nemmeno Ugo Intini così ai tempi di Craxi!

“Siamo, tuttavia, consapevoli – afferma Miceli – che per riprendere il percorso con rinnovata serenità è necessario che si concluda questa delicata fase di accertamento dei fatti e delle conseguenti responsabilità: le indagini non sono ancora nemmeno chiuse. Eppure c’è chi è già pronto a brandire sentenze inappellabili”.

Non servono le sentenze, quelle riguardano la responsabilità penale, personale. Qui è già conclamata la grave responsabilità politica del Pd e dei suo amministratori comunali che hanno già svergognato Benevento.

Città in cui, scrivono due valenti magistrati, nel Municipio, in materia d’appalti c’è da rabbrividire. Ma come farlo capire a Miceli e al Pd?

“Detto ciò – conclude Angelo Miceli – , allo stato si impone, come inderogabile dovere civico e come segnalato innanzitutto dal primo cittadino, il completamento delle procedure già avviate per scongiurare ipotesi di dissesto finanziario del Comune, con ogni negativa conseguenza per la comunità amministrata”. E’ vero, dopo quasi sette anni di amministrazione Pepe e di centrosinistra, siamo sull’orlo del dissesto finanziario. Per evitarlo bisogna adottare alcune delibere entro il 10  febbraio. Bene, è una data sufficientemente vicina, si può attendere.

Ma solo dicendo prima che l’11, il giorno dopo, ci si dimetta e si ritorni al voto. L’11 febbraio, giorno in cui si ricorda la Madonna di Lourdes, e proprio di un miracolo Benevento ha bisogno per tirarsi su, con il ceto politico che si ritrova.

Sull’argomento leggi anche:

Benevento una triste realtà il cui sindaco, per cautela giudiziaria, va allontanato dalla città;

Il Procuratore Giuseppe Maddalena spiega i motivi dei clamorosi arresti avvenuti questa mattina;

Bufera suPalazzo Mosti, reazioni: Pd e Giunta solidali Tibaldi: consiglieri comunali dimettiamoci;

Bufera sul Comune, l’inchiesta ” Mani sulla Città “: il Gip Cusani ha mitigato le richieste cautelari;

- Ecco perché la Procura ha dovuto indagare a lungo Occorrono leggi speciali contro la corruzione;

Il sindaco di Benevento Pepe si dice innocente: benché allontanato dalla città non si dimetterà;

Altrabenevento: individuali le responsabilità penali quelle politiche delle Giunte in carica dal 2004 a ora;

Bufera su Palazzo Mosti: solidarietà agli indagati alternata a richiesta di dimissioni e lodi ai magistrati;

Mani sulla città, avviati gli interrogatori dal Gip. Cavaliere nega: da Boccalone 1500 euro e un cane;

- Ha ragione Pepe va innanzitutto tutelata Benevento Con le sue dimissioni da sindaco…;

Mani sulla città: fioccano le richieste di dimissioni L’opposizione chiede Consiglio Comunale urgente.

 

Penna Insolente scrive:

Una cosa mi piace notare, finalmente il PD è divenuto garantista.
Sino a pochi anni fa (due per la precisione) ha gridato e come se ha gridato contro consiglieri ed assessori a malapena indagati.
I tempi cambiano, i pensieri e le necessità che scaturiscono dai propri interessi, si evolgono e rinnovano.
Dimentica però, il buon Miceli, tutti gli ulteriori avvisi di garanzia ed altre innumerevoli indagini che sembrano interessare componemti della Giunta e Consiglio.
Segno che tutto fluidamente in questa politica governativa cittadina non scorrerebbe
Ma mi associo al suo augurio che Giustizia sia fatta. con giudizio giudizioso, mi piace sperare e non essere giustizialista

 

antonio mignone scrive:

Complimenti, Penna Insolente, sei diventato improvvisamente giustizialista! E poi davanti a cosa? A quale reato? A quali prove? A quali coinvolgimenti? Prima di parlare cercate di informarvi, anche se devo dire che i beneventani, naturalmente alcuni beneventani, sono molto bravi a far correre e ingigantire le notiziie. Ricordate la frana del film in cui Totò era capo stazione a Pinerolo? Ebbene,molti potrebbero essere personaggi di quel film.

 

comitato Cittadini per la Trasparenza e la Democraziascrive:

Il tuo commento è in attesa di moderazione 


“Davanti a cosa? A quale reato? A quali prove? A quali coinvolgimenti? “.
Signor Mignone prima di minimizzare le notizie (tre anni di indagine e “quei” provvedimenti cautelari), cerchi di informarsi e di non mistificare la verità e la realtà.
E poi ricordi e rifletta su quanto ha osservato il direttore dott. Panella (ma lo sosteneva anche il giudice Borsellino !) : “Non servono le sentenze, quelle riguardano la responsabilità penale, personale. Qui è già conclamata la grave responsabilità politica del Pd e dei suoi amministratori comunali che hanno già svergognato Benevento.
Città in cui, scrivono due valenti magistrati, nel Municipio, in materia d’appalti c’è da rabbrividire.”
Ma come farlo capire a Miceli , al Pd e ora anche a lei signor Mignone ?
Per quanto ci riguarda è molto sterile la polemica tra garantismo e giustizialismo dinanzi a questo macroscopico, sistematico, vergognoso e intollerabile malaffare.

 

Attilio Paradiso scrive:

Carissimo Direttore,
che Benevento vivesse nella nebbia e bolle da molti anni dentro una pentola saldamente tappata, lo hanno detto e scritto in pochi. Ma, che fosse una città omertosa più di Napoli lo, come sicuramente ricordi, disse anche Antonio Clemente, il Sostituto Procuratore che, tra silenzi, barriere protettive ed altre difficoltà, sta ripetutamente cercando di scoperchiare non una, ma decine di pentole a pressione.

Pare che il bravo Magistrato sia stato trasferito in un’altra Procura. Se così fosse: “beata la Sua famiglia e chi ne potrà godere!”

E’ vera questa notizia, Direttore?

 

Carlo Panellascrive:

Caro Attilio,
non ho certezze al riguardo. Ho letto, ma di sfuggita, giorni fa su un quotidiano che, a marzo, sarebbe dovuto andare a lavorare a Roma, ma che il Procuratore Capo di Benevento avrebbe chiesto una proroga della sua permanenza in Città di almeno tre mesi. Ma ripeto non ho certezze al riguardo.
Un caro saluto

 

rosanna carpentieri scrive:

Gentilissimo direttore,
e alla base di questo “trasferimento a Roma” cosa ci sarebbe? Una decisione volontaria del dottor Clemente? O c’è dell’altro? Qualcosa di simile all’incarico di INGROIA IN GUATEMALA?
La cosa certa è che buona parte della società civile si oppone a questo “trasferimento” e vuole vederci chiaro. Grazie

 

Carlo Panellascrive:

A che io sappia. non v’è alcun dubbio: la richiesta di trasferimento è stata volontaria, avanzata dal sostituto procuratore.

 

rosanna carpentieri scrive:

Comunque, egregio direttore, sarebbe opportuna una intervista al Sostituto Procuratore dott.Clemente . E’ l’orgoglio della nostra terra e vogliamo vederci chiaro. Grazie ancora.

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