MARIO MONTI E LA GOLDMANSIZZAZIONE DELL’ EUROPA: GOLPE ALLA DEMOCRAZIA? -DI GIOVANNA MULAS

31.12.2011 17:04

Coi suoi anni trascorsi più o meno felicemente alla Presidenza del Consiglio, l’impero Berlusconi, terza fortuna d’Italia e al numero 118 nella classifica delle fortune mondiali secondo Forbes, ha segnato profondamente la vita politica: un regno che marca decadenza e agonia di una democrazia esaurita. Sedotto il gotha della stampa internazionale con le novelas cafonalspopolari in costume (succinto), abbruttito da storie di corruzione senza fine e da un nome in caduta libera, Berlusconi ha aperto la porta ad un domani, già oggi, di morte annunciata per l’Italia. 
Come ha scritto Giulietto Chiesa, Monti viene per (ri)educare gli italiani alla religione del debito.
Economista e commissario europeo, Monti è direttore europeo della Commissione Trilaterale, di orientazione neoliberale, fondata nel 1973 dal banchiere statunitense David Rockefeller, celebre negli USA per le sue attività lobbistiche. Lo scrittore francese Jacques Bordiot ebbe a dichiarare, sulla Trilaterale e i membri della commissione: "Il solo criterio che si esige per la loro ammissione è che essi siano giudicati in grado di comprendere il grande disegno mondiale dell'organizzazione e di lavorare utilmente alla sua realizzazione. Il vero obiettivo della Trilaterale è di esercitare una pressione politica concertata sui governi delle nazioni industrializzate, per portarle a sottomettersi alla loro strategia globale".

Tra gli altri, fanno parte della Commissione Trilaterale anche Gianni Letta, John Elkann, presidente di Fiat SpA, Exor e della Giovanni Agnelli e C., Luigi Ramponi direttore del SISMI (Servizi Informativi Sicurezza Militare), Gianfelice Rocca, vicepresidente diConfindustria, Pier Francesco Guarguaglini, presidente di Finmeccanica, Marco Tronchetti Provera https://www.trilateral.org/download/file/TC_%20list_%206-11_%20rev_%20(2).pdf

Mario Monti risulta essere anche membro nel direttivo del Club Bilderberg, un gruppo di persone con forte influenza nei circoli d’impresa, accademici, militari e politici (il gruppo si riunisce annualmente in hotel di lusso, per conferenze chiuse a pubblico e media).
E’ membro della The Coca-Cola Company ed ex della Goldman Sachs, banco statunitense accusato di frode per la vendita di crediti ipotecari a rischio, all’origine dell’ attuale crisi finanziaria mondiale.
La Goldman Sachs Group, Inc. è una delle più grandi banche d'affari del mondo. Fondata nel 1869, ha sede legale a Lower Manhattan, con filiali importanti anche nei principali centri finanziari mondiali. Quotata al New York Stock Exchange.
Fra gli ex-dipendenti e gli ex consulenti più illustri della Goldman Sachs Group, figurano i Segretari al Tesoro statunitensi Robert Rubin e Henry Paulson, il Governatore della Banca Centrale Europea Mario Draghi e, appunto, il Presidente del Consiglio italiano Mario Monti.
Gli esecutivi della Goldman Sachs occupano istituzioni chiave nella crisi: 
gl’ interessi provati dell’oligarchia finanziaria ultraconservatrice e compagna di merende di Washington sono collocati sulla testa della popolazione.
C’è da dire che con l’arrivo di Draghi al trono della Banca Centrale Europea, sono già tre i ruoli chiave nella crisi dell’eurozona ricoperti dagli ‘ex’ del banco che ha contribuito a macinare i conti greci:
BCE, l’agenzia greca di debito pubblico e la divisione per l’Europa del Fondo Monetario Internazionale, diretto dall’avvocato Christine Madeleine Odette Lagarde, dell’ UMP, partito politico francese di centro-destra, succeduta al connazionale Dominique 
Strauss Kahn su cui non si contano più le accuse di violenza sessuale, da più fonti.
Anche la Lagarde non vanta un curriculum di tutta purezza:secondo una ricostruzione dell’agenzia Reuters, sul suo capo pende un’ inchiesta per abuso d’ufficio per l’assegnazione, nel 2008, di una cospicua compensazione finanziaria al finanziere Bernard Tapie. La Lagarde non ha abbandonato l'incarico a capo del FMI come conseguenza dell'inchiesta.
E mentre almeno due banche di caratura mondiale -a dire del Wall Street Journal-  "hanno preso delle misure" per ritornare ad effettuare transazioni in vecchie valute della zona euro tra cui lira, dracma e escudo, secondo il Premio Nobel per l’economia Joseph Stiglitz la colpa della crisi economica va imputata alla liberalizzazione dei movimenti di capitali. Il Nobel assicura che la liberalizzazione di capitali crea rischi enormi persino in quei paesi che hanno banche forti e borse valori mature. Nonostante gli esempi del passato, il FMI ripropone la sua ricetta di liberalizzazione dei capitali nella bizzarra ipotesi che questa migliorerebbe la stabilità economica attraverso una maggior diversificazione delle fonti di finanziamento. Stiglitz illustra come la risposta del FMI a queste situazioni di crisi sia stata sempre la stessa: basandosi sulla riduzione delle spese dello Stato, una politica monetaria deflazionista e l'apertura dei mercati locali agli investimenti esteri.
Tali scelte politiche venivano di fatto imposte ai paesi in crisi ma senza rispondere alle esigenze delle singole economie rivelandosi inefficaci o addirittura di ostacolo per il superamento delle crisi.L’ultima vittima in ordine di tempo del FMI è stata l’Argentina: terza economia, per importanza, dell'America Latina.
Gli esecutivi della Goldman Sachs occupano istituzioni chiave nella crisi, interessi provati dell’oligarchia finanziaria ultraconservatrice e compagna di merende di Washington sono collocati sulla testa della popolazione.
“La UE sapeva molto bene della frode ai conti greci montata dalla Goldman, e nonostante questo non ha reagito”, ha dichiarato l’economista greco Leonidas Vatikiotis, consulente per Debtocracy,quella versione greca di Inside Job che furoreggia nel web.
“Mettere Draghi alla presidenza della Banca Centrale Europea BCE è stato come infilare una volpe a guardia del pollaio”, ha spiegato aPúblico il prestigioso economista Simon Johnson, professore del Massachusetts Institute of Technology (MIT).

Manovra ‘lacrime e sangue’ davvero inevitabile?
Qualche dato. Secondo un rapporto di Save The Children sulla crisi economica “Sono 10 milioni 229 mila i minori in Italia: 1.876.000 vivono in povertà e il 18,6% in condizione di deprivazione materiale.”.
L’Unicef dichiara che in Italia un bambino su quattro è povero. La crisi la pagheranno dunque i bambini? https://www.unicef.it/Allegati/relazione_pannuzi_08nov2011.pdf
“Il governo italiano ha firmato un contratto per l’acquisto entro il 2026 di 131 caccia bombardieri F35 per un costo totale di 18 miliardi“,  ha dichiarato l’ on. Massimo Donadi.
Ancora. Il costo della Chiesa cattolica per i contribuenti italiani è superiore al costo del sistema politico. Quasi il 25% di Roma risulta di proprietà della Chiesa (le proprietà immobiliari solo a Roma sono stimate in 1500 edifici:https://www.repubblica.it/economia/2011/12/23/news/ici_chiesa_non_paga-27084214/ ), così come il 22% dell’intero patrimonio italiano. Il turismo è un gran negozio, per la chiesa cattolica. 19 milioni di pernottamenti, 200 mila camere in 3500 alberghi cattolici in Italia: il guadagno si stima in 4,5 mila milioni di euro l’anno per un turismo cattolico che gestisce annualmente oltre 40 milioni di visitatori e pellegrini. Su ogni 5 euro donati dai contribuenti soltanto 1 viene destinato alla carità, tanto in Italia quanto all’estero. Il resto è destinato all’autofinanziamento: la parte più importante (35% sul totale) ai circa 39.000 sacerdoti. 

Quando nel 1996 Livia Turco, che occupava il Ministero della Solidarietà Sociale, propose di destinare l’8 per Mille ai progetti per i bambini poveri (https://archiviostorico.corriere.it/1996/maggio/28/Adozioni_per_single_Livia_Turco_co_0_96052811144.shtml ), il tesoriere del vaticano Attilio Nicora rispose che “lo Stato non deve competere con la chiesa”. E qui sfumarono proposta e dibattito.

Bella chiesa, pura chiesa, ricca chiesa. Che non paga Ici.

Cerchi di mantenersi comunque in serenità e salute, Signora mia: 
prossimamente tra noi, pronta ad arginare la crisi, ecco l’EGF o Eurogendfor, la nuova polizia europea che gode di totale immunità: inviolabili locali, beni e archivi (art. 21 e 22); le comunicazioni non possono essere intercettate (art. 23); i danni a proprietà o persone non possono essere indennizzati (art. 28); i gendarmi non possono essere messi sotto inchiesta dalla giustizia dei paesi ospitanti (art. 29). Dalla ‘Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana’: https://www.semaforoverde.it/LinkClick.aspx?fileticket=lDcur3setHY%3D&tabid=2842&language=it-IT

Il 14 maggio 2010 la Camera dei Deputati ratifica l’accordo. Presenti 443, votanti 442, astenuti 1. Hanno votato sì 442. Anche il Senato dà il via libera, anche qui all’unanimità. Il 12 giugno il Trattato di Velsen entra in vigore in Italia: l’Arma dei Carabinieri verrà assorbita nella Polizia di Stato, e questa degradata a polizia locale di secondo livello. Gli Stati Uniti tramite la NATO avranno voce in capitolo nella gestione operativa. (https://it.wikipedia.org/wiki/Forza_di_gendarmeria_europea).

“Democrazia europea” o Goldmansizzazione dell’ Europa?
Lobbies che detengono il controllo dei mass media, dei principali partiti politici.
E sotto, molto sotto, il popolo.

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