L'oscura questione del depuratore di San Giorgio del Sannio e l'inquinamento del torrente Mele. Nuova San Giorgio attacca il Sindaco Giorgio Nardone, responsabile di disastro ambientale e di mancata restituzione ai cittadini delle tasse di depurazione

22.02.2011 16:18

Giovino Carpenella (foto), candidato sindaco per la lista "Nuova San Giorgio", con una nota, è  intervenuto in merito al depuratore comunale, attaccando il primo cittadino, Giorgio Nardone.

  

"Dal momento che seguiamo con attenzione da ben due anni la vicenda degli impianti di depurazione a San Giorgio del Sannio, ci sembra quanto mai paradossale - scrive - la sortita del sindaco, Giorgio Nardone.(foto)

 

A leggere il grido di dolore lanciato dal primo cittadino pare che la mancanza di infrastrutture per la depurazione delle acque, con il disastro ambientale che ne consegue, sia frutto dei mancati trasferimenti di risorse dalla Regione Campania.

Ma il sindaco ricorda la storia solo a metà.

Dimentica, ad esempio, che i lavori per il completamento del depuratore San Martino non sono stati eseguiti per irregolarità nelle procedure di affidamento della direzione lavori, così come da noi denunciato; il Comune, quindi, invece di ripetere il bando di affidamento ha ritenuto di annullarlo, perdendo i finanziamenti!

Intanto la Procura della Repubblica indaga Nardone per aver inquinato il torrente Mele, in cui si sono registrati "valori non accettabili" di solidi sospesi, azoto ammoniacale, azoto nitroso ed escherichia coli e per aver, a distanza di mesi dall'accertamento dell'inquinamento, omesso di adottare provvedimenti tempestivi.

Inutile, quindi, fare scarica barile e distogliere l'attenzione.

Inutile che il sindaco gridi a lupo a lupo inviando missive in Regione Campania e agli altri sindaci. 

I cittadini sangiorgesi, del resto, ancora non si sono visti rimborsare le quote pagate per il servizio di depurazione ma non dovute, benché sia la Corte Costituzionale a prevederlo.

Pure con quest'ultima Nardone se la prende, asserendo che per via della restituzione di quelle somme non si sono potute fare le infrastrutture!"

"Giudichino i cittadini stessi - conclude - se il discorso sta in piedi, dal momento che l'Amministrazione ha fatto orecchie da mercante e quelle somme, soldi non suoi, ancora se le tiene strette, ma in compenso distrugge l'ambiente e mette a rischio la salute di tutti".

Fonte: www.gazzettabenevento.it/Sito2009/dettagliocomunicato.php?Id=27115

 

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