La sovranità appartiene al Popolo, ma il Popolo non lo sa !

19.09.2011 10:21

di Paolo Bonacchi

 

L’essenza della democrazia è la realizzazione degli strumenti istituzionali  che consentono l’esercizio della piena sovranità del popolo. Nella democrazia il dibattito pubblico è il requisito essenziale per tutte le decisioni democratiche, popolari e concrete per la soluzione dei problemi di una comunità.

La più alta forma di intelligenza umana è la capacità di “partecipare” .

Quindi, “la democrazia diretta” si configura come lo strumento più  adatto alla realizzazione di una autentica democrazia popolare e dovrebbe essere promossa a tutti i livelli dello stato.  La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nel suo Comune, nella Provincia, nella sua Regione e nel Parlamento nazionale.

Con la Democrazia diretta i cittadini si propongono di affermare negli Statuti dei Comuni, delle Province, delle Regioni e nella Costituzione italiana, il principio che la sovranità appartiene al popolo e che non può essere alienata, limitata, violata o disattesa, e che il popolo può delegare la sua volontà ai rappresentanti ma deve sempre restare libero di modificare le regole della delega, esercitando sempre e comunque la sua legittima  “Sovranità Popolare”, cedendo ai propri rappresentanti solo la parte minore della propria Sovranità e riservando per se la parte maggiore dei propri poteri democratici così che i rappresentanti eletti non abbiano a prendere il sopravvento sul Popolo stesso travalicando e appropriandosi delle sue sovrane prerogative.

Esattamente ciò che oggi accade nel nostro paese con l’uso e l’applicazione distorta della democrazia rappresentativa,  in spregio all’articolo 1 comma 2°  della nostra Costituzione.

Perciò  è necessario  introdurre gli strumenti del “referendum deliberativo” nello statuto del proprio comune,  battersi per abolire il “Quorum” sui quesiti referendari secondo il principio che “chi partecipa decide” e togliere così il potere di invalidare il referendum a chi non partecipa.  Questo contribuirà anche al ricrearsi di quella coscienza civica collettiva, democratica e partecipativa di cui il sistema dei partiti  ha privato i cittadini per troppi anni.

E’ arrivato il momento di cambiare !

Il Popolo è Sovrano e sovrane devono essere la sue decisioni per il conseguimento del bene e del benessere comune, per il progresso democratico, sociale ed economico della collettività, ottenuti col metodo della collaborazione e della solidarietà, tipiche della democrazia diretta. A differenza dell’attuale fallimentare regime a democrazia rappresentativa dove il potere pervasivo dei partiti politici ha ridotto il Popolo in condizioni di totale  sudditanza e impotenza.

Il Popolo deve essere sovrano nelle scelte, riprendendosi il potere di cui è titolare.

La sovranità, in quanto potere di legiferare, legittimare, modificare, abrogare, appartiene al Popolo e non può essere ceduta gratuitamente a chicchessia senza che l’assetto politico e costituzionale sia destinato a subire squilibri e danni irreversibili. Il Popolo può delegare “una parte” della propria Sovranità ai rappresentanti eletti, ma deve restare libero di modificare le regole della delega e di revocare il mandato.

I rappresentanti saranno nominati dal popolo per un tempo limitato e  devono rispondere ad esso direttamente. Se essi non assolvono nel modo dovuto ai loro compiti, il popolo, che è Sovrano, ha il diritto di revocarli e sostituirli immediatamente se l’attività svolta a livello politico/amministrativo non è in sintonia col bene della comunità.  Perciò se le leggi  non sono consone alla volontà del popolo, questi ha il diritto di abolirle o modificarle immediatamente, con effetto esecutivo immediato. Attraverso lo strumento del referendum, appunto.

E ricordando agli eletti che la volontà del Popolo non potrà in nessun modo essere aggirata o stravolta come essi sono soliti fare in ogni occasione.

Attualmente la funzione democratica del cittadino si è ridotta solo a quella di votare apponendo una semplice crocetta in una scheda elettorale ma subito dopo un ristretto gruppo di politici e faccendieri si spartiscono tra loro l’azione politica, prendono le decisioni in suo nome, col risultato di governare in malo modo il Paese. Al cittadino, privo di qualsiasi strumento di controllo, rimane solo la possibilità di spostare la crocetta del voto da un lato all’altro della scheda ma lasciando invariata la situazione. Dopo quattro o cinque anni il parlamentare incapace o disonesto avrà avuto il tempo e il modo di produrre tutti i danni di cui è capace. Al cittadino non rimane che subire passivamente una “casta” di politicanti mediocri che anziché servire gli interessi del Popolo Sovrano, come dovrebbe essere, sono asserviti ai potentati economici e finanziari, veri ed effettivi detentori del potere reale ovvero il “potere monetario”. Ai burattini politici è lasciata l’illusione di esercitare il potere mentre in realtà sono semplici esecutori di ordini presi da un’oscura élite bancaria all’apice della piramide del potere economico.

Al cittadino non è lasciata nemmeno la possibilità di scelta del proprio referente o rappresentante poiché il sistema dei partiti, attraverso una legge elettorale definita “una porcata” dal suo stesso autore, è riuscito a privare il Popolo anche di questo elementare diritto costituzionale.

Per fortuna oggi qualcosa comincia a cambiare.

I cittadini stanno prendendo coscienza del proprio potere, e tendono maggiormente ad unirsi e ad associarsi per perseguire obiettivi comuni,  sono più indipendenti, seguono le proprie convinzioni e non le false ideologie dei partiti politici,  sono più istruiti, comunicano fra loro, con internet, telefonini, e altri strumenti di comunicazione e di informazione di massa.

Oggi i cittadini hanno più strumenti per incidere direttamente nelle decisioni che riguardano la gestione della “cosa pubblica” ovvero la vita stessa dei cittadini. Hanno acquisito un grado maggiore di consapevolezza e rivendicano con più forza e determinazione i propri diritti, accettando l’onere dei propri doveri.  Sanno che il loro futuro è deciso da quanta forza  sono disposti a impiegare per perseguire obiettivi di lotta comuni per un vero ed effettivo cambiamento.

Forse sarà il caso che si smetta di dare deleghe in bianco a chi non lo merita !


 

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