La retorica dell'Alta velocità e l'Italia ad Alta vulnerabilità per pochi centimetri di neve

09.02.2012 16:48

Treni bloccati per ore, stazioni trasformate in bivacchi, i cittadini di Roma presi in ostaggio da due ore di nevicata, strade e ferrovie bloccate dalle montagne di neve ma anche dagli alberi caduti, autostrade e aeroporti in difficoltà. Nonostante il preallarme e il tamtam ripetuto da giorni, è andato in onda ancora una volta il film della debacle per la mobilità in tutta la Penisola.
Il Governo, la Politica, gli imprenditori, ed anche i sindacati, sempre pronti, tutti, a suonare con le loro fanfare lo spartito della produttività e della competitività: “bisogna essere flessibili” per essere competitivi”, “bisogna adattarsi a tutte le precarietà possibili”, “la modernità è il primo comandamento”. Anni fa Confindustria iniziò a sbraitare sostenendo che i giovani in Italia non sono abbastanza mobili: cioè non sono disposti a cercare lavoro esponendosi al massacro del pendolarismo.

Una bestemmia, considerando che l’Alta velocità l’hanno materialmente costruita quei lavoratori che dal Sud una volta a settimana prendevano il loro “bel” treno notturno e risalivano la penisola per un tozzo di pane.
Eccola qui l’Italia che cerca la competitività massacrando i diritti dei lavoratori, riducendo loro il salario (mentre i prezzi aumentano a livelli inediti), azzerando il welfare: piegata in due da “dieci centimetri dieci” di neve. In molti porti le navi non hanno potuto attraccare. In diverse zone è mancata per ore l’energia elettrica. Ci sono stati anche morti e feriti.
Dove è la retorica dell’Alta velocità, pronta a spiegare che se non si va veloci, massacrando il territorio, il prodotto interno lordo non s’impenna?

Le prime a bloccarsi sono state proprio le ferrovie italiane. Treni fermi per ore, viaggiatori intirizziti, in molti casi impossibilitati a raggiungere le località di destinazione soprattutto in Emilia, Lazio e Toscana (il cuore dell’Italia competitiva), a causa della riduzione del numero dei convogli per il piano neve. La verità è che i blocchi dei convogli nella neve sono stati più di qualcuno. A Bologna le criticità maggiori: stazione presa d'assalto, passeggeri accampati per ore a terra in attesa di partire. Un regionale in mattinata è rimasto bloccato per 4 ore tra Fossato di Vico e Gualdo Tadino. Replay per un Intercity lungo l'Adriatica, rimasto fermo per un'ora e mezzo ieri tra Forlì e Cesena, lo stesso punto dove ieri i passeggeri sono rimasti bloccati per neve per ben sette ore, lanciando messaggi di drammaticità e rabbia attraverso i social network. Caos anche alla stazione Termini, alcuni treni Alta velocità sono stati fermati alla stazione Tiburtina. Nel mentre le Fs di Moretti, quello che licenzia i lavoratori che osano protestare contro la vetustità dei sistemi di sicurezza, assicuravano invece criticità ma solo in zone marginali, escludendo situazioni di macrocriticità, traffico regolare in coerenza con le limitazioni del piano neve, segnalando ritardi medi di 30-40 minuti. Pazzesco no?

Nel paese che vuole diminuire lo spread con i tedeschi a colpi di competitività l’informazione è peggio che durante il fascismo: ci sono cose di cui non si può e non si deve parlare. L'azienda ferroviaria ha invitato i passeggeri prima di mettersi in viaggio a consultare il sito ferrovie e a telefonare al numero verde. Peccato che solo il 50% degli italiani è collegato ad internet. E se provi a telefonare al numero verde puoi star tranquillo che in una situazione d’emergenza come quella di queste ore, il treno lo perdi sicuro. I governatori regionali sono sul punto di denunciare Trenitalia perché Moretti ha fatto carta straccia dei contratti di servizio. Ma non servirà a niente.

Alla fine il regime monopolitistico-dittatoriale (toh, rispunta il fascismo!) al quale siamo sottoposti sulla mobilità metterà tutto a tacere. Anche qui, come per il denaro, vale la legge del più forte. Un "forte" che pretende tutto e non mette niente. Un forte che vuole solo incassare senza investire nemmeno un euro per la sicurezza delle infrastrutture. Siamo un paese da medioevo. 
“L’amministratore delegato di Trenitalia Mauro Moretti dovrebbe dimettersi – ha dichiarato Paolo Ferrero, segretario nazionale di Rifondazione comunista – Federazione della Sinistra – . Gli enormi problemi e i disagi subiti in questi giorni dagli utenti del servizio delle ferrovie sono sotto gli occhi di tutti. E il piano neve non è una ragione sufficiente per far patire tanti disservizi a migliaia di persone, oltre tutto anche a prezzi altissimi (vedi alla voce alta velocità). E’ evidente che la linea non viene manutenuta in modo efficace e preventivo rispetto a condizioni meteorologiche non eccezionali. Non è normale che un Paese vada in tilt se nevica!
Non è andata meglio lungo le strade, e le autostrade della Penisola. Sì, le autostrade, quelle che registrano aumenti che stanno sempre sopra l’inflazione. Pesante la situazione nel Centro Italia; nonostante l'allerta Roma è stata presa d'assedio dalla neve e la viabilità è andata in tilt dal centro fino al raccordo anulare, alle consolari. Secondo il monitoraggio di Tomtom, sono stati 280 i km complessivi di coda nella Capitale. Difficoltà dalla Toscana, Emilia, fino alla Basilicata. le difficoltà maggiori, se così le vogliamo chiamare, sulla A24 - A25. C'è chi ha dormito sui banchi e sulle cattedre di una scuola di montagna e chi si è appisolato su una sedia, all'interno del Municipio di Carsoli, comune aquilano a 600 metri di altezza. Non hanno potuto godere degli stessi “confort”, invece, quelli che sono stati costretti a passare la notte in una galleria autostradale. Centinaia, comunque, le persone che, in viaggio su numerosi pullman, sono rimaste bloccate, insieme a moltissimi automobilisti, a causa delle intense nevicate e di una slavina. I passeggeri - che si preparano ad affrontare la seconda notte fuori casa - lamentano l'assenza di comunicazione e la mancata assistenza da parte degli organi preposti. “Non ci sono informazioni ufficiali, già abbiamo dormito sulle sedie o per terra, senza coperte, e non sappiamo se questo disagio si ripeterà - afferma uno dei viaggiatori -. Capisco che l'ondata è stata eccezionale, ma c'è qualcosa di molto strano nella macchina dei soccorsi. Mi chiedo se è possibile, dopo tante ore, non sapere quando si tornerà a casa”. E sulla A1 nel tratto Orte-Cassino, scene meno drammatiche ma disagi papabili; neve sulla Napoli-Bari con code si caselli, si è viaggiato oggi invece sulla Salerno-Reggio Calabria- segnala l'Anas - mentre fino a ieri ci si avventurava con difficoltà. “Nonostante le bufere di neve non è stato lasciato nessuno in auto”, dicono dal quartier generale dell'Anas. Falso: molti tir bloccati da giorni, soprattutto nel Cesenate.

 

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