In nome dell'euro, l'Italia sta facendo cose insensate e autolesionistiche. Basta !

06.08.2012 06:13

 

L’antropologa Ida Magli: l’Italia dovrebbe ‘per prima cosa sospendere il trattato di Schengen e tornare a battere moneta’
 
Ben tre paesi, Grecia, Irlanda e Portogallo, a rischio di bancarotta. E un’Europa matrigna che con una mano li afferra, concedendogli prestiti milionari, e con l’altra li spinge giù, impoverendo i loro cittadini. E’ l’analisi controcorrente di Ida Magli, antropologa autrice del pamphlet “La dittatura europea”, Bur.
 
Che traccia l’immagine impietosa di un’ Europa grigia, governata dai banchieri, lontana dai popoli. A lei chiediamo: come può accadere che uno Stato fallisca?
“Uno Stato che batte la propria moneta non fallisce mai. Ma nell’ Unione europea chi batte moneta è la Bce, la Banca centrale. L’euro non ha uno Stato dietro: è una moneta falsa. Così come è di carta il Parlamento europeo, dove si parlano 27 lingue e non si fanno le leggi. Se gli Stati non possono battere moneta non possono finanziarsi. E i banchieri se li giocano a carte, speculano sui loro debiti. Per poi prestargli aiuti al 6,2% che è un tasso insostenibile per paesi come la Grecia, che ora corre un altissimo rischio: è solo questione di tempo”.
 
Chi comanda oggi in Europa?
Gli interessi dei grandi banchieri che sono dietro alla Bce. Un enorme conflitto di interessi, perché si tratta di privati cittadini dalle ricchezze inestimabili, le regine d’Inghilterra e d’Olanda, i Rothschild, i Rockfeller. Dietro c’è un disegno di globalizzazione, di governo finanziario del mondo. Sennò perché appiattire le tradizioni culturali dei popoli europei, fatte di intelligenze uniche? Si vuole un mondo tutto uguale dove i popoli non contino nulla. L’Ue è stata imposta dall’alto, in Italia non è mai stato fatto un referendum per sapere cosa ne pensano i cittadini”.
 
Ma gli europeisti sostengono che l’euro ci salvi dall’inflazione.
“E’ un inganno. Con l’euro abbiamo avuto l’inflazione al 100%, perché abbiamo dimezzato il valore del denaro. E’ un po’ quello che voleva fare Craxi con la lira pesante. Ma l’inflazione reale non avrebbe mai raggiunto quei livelli, sarebbe arrivata al massimo all’8%. E soprattutto abbiamo impoverito la nostra economia. Ci hanno imposto le quote latte, quando il latte era una nostra ricchezza peculiare. Ci hanno fatto distruggere le arance, uccidere le nostre mucche. In nome dell’Europa sono state fatte scelte insensate”.
 
Cosa dovrebbe fare l’Italia secondo lei?
“Per prima cosa sospendere il trattato di Schengen e tornare a battere moneta. Ci sono altri esempi: l’Inghilterra è fuori e sta benissimo. L’ Italia sta penalizzando se stessa per mantenere il debito nei parametri europei: servono enormi risparmi e mancano i soldi per la ricerca e la cultura. Ma la forza dell’Italia è la produzione di pensiero, arte, poesia. E’ questa la nostra vera ricchezza, la vita biologica conta meno della cultura per la specie umana”.
 
Negli ultimi giorni l’Europa sembra più fragile: i finlandesi hanno eletto un partito di estrema destra che si rifiuta di pagare il debito del Portogallo.
“Sono forze centrifughe che si stanno manifestando negli ultimi tempi. A rompere il giocattolo è stato Sarkozy, quando ha mandato gli aerei a bombardare la Libia. Questo ha aperto gli occhi a tutti: non esiste un’ unione politica. Ma non basta. Resta il sistema di potere finanziario costituito dalla Banca centrale, un immenso impero: milioni di persone con ricchissimi stipendi sui quali nessuno può fare controlli. Ci vorrebbero dei governanti veramente decisi a cambiare. Ma anche il ministro Maroni non ha dato nessun seguito alle sue minacce di uscire da Schengen”.
 
IDA MAGLI SEI TUTTI NOI!  
“MACCHÈ PROFESSORE, MONTI HA INSEGNATO A TRENTO NEL ’69, CHE È UGUALE ALLA LAUREA DEL TROTA IN ALBANIA” – “IL CRAC DELL’EURO L’AVEVO ANNUNCIATO NEL ’96: È UN GOLPE PER LEVARE POTERE AI POPOLI E CONSEGNARLO A BUROCRATI E BANCHIERI EUROPEI. A OGNI CRISI, CHIEDONO “PIÙ EUROPA”. MA IL PROBLEMA È CHE LA MONETA NON PUÒ ESSERE SGANCIATA DA UNO STATO. E LA BCE È UNA BANCA FASULLA”…
 
L’aveva predetto nei suoi numerosi interventi, in libri e articoli: l’Europa non sta in piedi. L’antropologa Ida Magli ora magari teme di passare per Cassandra, ma nel frattempo approfondisce la sua analisi.
 
Immaginava un crollo così repentino?
«Come lei sa è da tanti anni che lo vado dicendo. È del 1996 il mio primo libro contro l’Europa. Avevo tentato di convincere anche gli industriali che la moneta unica era una scelta suicida».
 
ROTTURA EURO
Quali industriali? 
«Ero stata invitata a tenere una relazione a un convegno sull’Europa, a Lecco, ospite del presidente dei Giovani Industriali, Marco Campanari».
 
Prima dell’istituzione dell’euro?
«Certo. E fu una discussione molto animata e simpatica. Io, in quell’occasione, ero il tecnico».
 
Non la tecnocrate, vero?
« Guardi che i tecnocrati non esistono. Le formule che ci mandano in rovina le fanno gli ingegneri finanziari».
 
PRODI AL LANCIO DELL EURO
La tecnocrazia l’hanno teorizzata in molti, però. E per tanti professori è la prassi…
«Macché professori e professori!»
 
Nemmeno Monti merita la qualifica di professore tecnocrate, secondo lei?
«Nel Parlamento italiano ce ne sono tantissimi di professori. Uno che è stato due volte alla Commissione europea sarà un politico o no? Anche Antonio Martino è un professore. Mi dica lei che differenza passa fra i due».
 
Martino non ha votato il fiscal compact.
«Invece Monti ha insegnato a Trento nel 1969. È paragonabile al Trota che va all’università in Albania. Studiava anche Renato Curcio in quell’Università. Per questo mi chiedo come mai Berlusconi abbia nominato proprio Monti».
 
PANNELLA
Qual è la sua opinione in proposito?
«Che siamo sempre stati un popolo governato da traditori. Ho pubblicato anche un libro sulla storia d’Italia, sul filo conduttore dei tradimenti. E mi meraviglio che Berlusconi accetti un’uscita di scena simile. Eppure un giorno ci siamo svegliati e non avevamo più la democrazia».
 
Forse perché molti dicevano che il dittatore era Berlusconi?
«Allora vuol dire che passiamo da una dittatura all’altra. Ma è Berlusconi ad aver portato Monti, insieme a quella donnetta della Bonino, ai vertici della Commissione europea».
 
Non fu per un accordo con Pannella, in quel caso?
«Ho sempre pensato che Pannella fosse una persona sudicia. I suoi scioperi della fame sono capricci da bambini: “Mamma non mangio”… »
 
Ma i Radicali attingono alle radici del pensiero europeista, il federalismo, Spinelli…
«Balle. Nessun Paese potrebbe accettare di nominare commissari del genere. Si ricorda della Commissione Santer, costretta nel 1995 alle dimissioni per un buco di bilancio? Era proprio nel dipartimento della Bonino, quello degli aiuti all’emergenza. Erano spariti i soldi dei bambini del Biafra! E Monti dov’era? Non sorvegliava sul bilancio della Commissione?»
 
BERLUSCONI MONTI
Ingenuo, magari?
«L’unico interrogativo vero che mi pongo, rispetto a quella classe dirigente europea è: avranno sbagliato per stupidaggine? Non si può affermarlo: erano tutti banchieri, non incompetenti. Volevano il disastro, cioè la fine degli Stati nazionali? Sospetto che vogliano che ci riduciamo alla morte consegnandoci al governo globale. Proprio qualche giorno fa, sul Corriere della Sera, si presentava il libro del figlio di Giorgio Napolitano, Giulio. La tesi principale è: serve la governance globale. Devo dedurre che anche il presidente della Repubblica voglia il governo globale».
 
Perché?
«Perché ogni volta che la Borsa va male, si risponde che “bisogna fare più Europa”. E immancabilmente scatta un provvedimento. Ora avanza il fiscal compact. E come sempre, immancabilmente si perde un pezzetto di sovranità nazionale. Peccato che la Costituzione italiana non preveda il “tradimento”. Sono stati furbi a evitarlo».
 
BERLUSCONI NAPOLITANO
Siamo al golpe, insomma?
«Questo è certo. Ma anche i giornalisti se ne sono disinteressati fino a quando c’è stato il problema economico. Prima sghignazzavano. In effetti il Parlamento europeo non conta nulla. È tutta una finzione. E l’Italia, dove sventola la bandiera europea da tutti gli edifici pubblici, la persegue più accanitamente degli altri. Dopotutto, nel Trattato di Lisbona, approvato così a fatica, non erano riusciti ad approvarne l’istituzione. Eppure la regola è che si può esporre quando ricorre la festa dell’Europa. Nemmeno l’inno si suona più».
 
Perché l’Europa suscita così scarsi entusiasmi?
«Perché come si fa a fare uno Stato senza i popoli? Se li vede, i cittadini che parlano 27 lingue diverse, innamorati di uno Stato siffatto? Anche i soldi sono uno strumento fatto dagli esseri umani. Se ci fossero i popoli, accadrebbe come ai melanesiani, che utilizzano le conchiglie, che funzionano benissimo come moneta di scambio. Le immagini delle banconote europee, invece, dimostrano il contrario: non riportano riferimenti alle realtà nazionali».
 
BERLUSCONI NAPOLITANO
Allora torniamo alle monete nazionali?
«Sì, la ragione principale è che la moneta non può essere sganciata da uno Stato. Non è una moneta sovrana. Siamo nella buffa condizione in cui i debiti degli Stati non sono sovrani. Uno Stato che non batte moneta non è sovrano. Perciò lavoriamo nel vuoto dal punto di vista della gestione statale della moneta. La Bce ha un nome ingannatore: non è affatto la banca centrale europea. La vogliono definire così, ma appartiene a dei soci privati, tra i quali Draghi, i Rothschild, i Rockefeller, la Regina del Belgio, la Banca d’Inghilterra. Sono loro i veri azionisti. Il loro direttivo non compra i titoli di Stato italiani per un motivo molto chiaro: per non mettersi a rischio».
 
Qualcuno li compra…
«Certo, nella speranza di guadagnarci moltissimo. E noi li dobbiamo mettere all’asta al 6,5- 7% d’interesse. Lo ripeto: la Bce è una banca fasulla. Quando Draghi dice che l’euro è irreversibile fa ridere. Come se il povero re Luigi XVI, salendo sulla ghigliottina, avesse detto che la monarchia era irreversibile».
 
Come evitiamo di farci decapitare?
«Torniamo a un governo politico».
 
Anche se c’è la crisi della politica?
«Un governo legittimo fa sempre la differenza, rispetto a uno non legittimo, nei confronti di coloro che speculano sui titoli di Stato».
 
Quindi andiamo a votare subito?
«Non è necessario. Visto che Monti ha chiaramente fallito, si può dare l’incarico a un politico qualsiasi, purché non sia Berlusconi».
 
Chiunque altro farà meglio di Monti?
«Almeno sarà in grado di gestire dignitosamente le prossime elezioni».

 

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