In merito alla vicenda dell'arresto dell'ex sindaco di Calvi che ha coinvolto anche due funzionari interviene Altrabenevento

14.09.2011 15:22

 

www.gazzettabenevento.it/Sito2009/dettagliocomunicato.php?Id=35680

 

Il presidente di Altrabenevento, Gabriele Corona, è intervenuto, con una nota, in merito ai tre ordini di custodia cautelare in carcere emessi nei confronti dell'ex sindaco, Giovanni Molinaro, e di due funzionari del Comune di Calvi attualmente in servizio, chiedendo, nello specifico, anche chiarimenti sul perché una precedente indagine, che aveva coinvolto lo stesso amministratore, fosse stata archiviata.
"Le accuse che riguardano Molinaro ed i due funzionari del Comune di Calvi - ha detto Corona - sono gravissime e riguardano per reati che vanno dalla organizzazione per delinquere alla concussione nell'ambito di una indagine condotta dal sostituto procuratore della Repubblica, Antonio Clemente, e dai Carabinieri di San Giorgio del Sannio, guidati dal luogotenente, Pietro D'Alì. 
Il giudice per le indagini preliminari che ha disposto la misura cautelare, Sergio Pezza ha sottolineato che per gli arrestati si ipotizzano anche i reati di falso, lottizzazione abusiva, abuso d'ufficio, calunnia e distruzione di atti pubblici per i quali gli accertamenti sono ancora in corso. 
Si tratta di contestazioni gravissime: secondo il Gip, l'ex sindaco di Calvi si è comportato come un prepotente medievale che, approfittando del potere derivante dalla sua carica di amministratore pubblico, ha vessato molti dei suoi concittadini ed alcuni impiegati comunali che non si erano piegati al proprio volere, per pretendere l'assegnazione di appalti a ditte amiche, contributi a famiglie compiacenti, la nomina di tecnici di suo gradimento, l'assunzione al Comune e presso ditte private di suoi raccomandati oppure per ottenere benefici vari e voti".
"Quelli contestati a Molinaro - ha continuato - sono tutti reati "contro la pubblica amministrazione", cioè commessi da funzionari pubblici o politici che approfittando del ruolo e del consenso ricevuto dai cittadini attraverso il voto, gestiscono la "cosa pubblica" per interessi personali o per favorire le proprie clientele o il partito di appartenenza. 
Si tratta di attività criminose che si riscontrano frequentemente, ma l'attività di indagine su reati di questo tipo è lunga e complessa. 
In genere la "casta" dei politici è solidale con gli accusati. 
Questa volta, però il copione non viene rispettato: i cittadini di Calvi e zone limitrofe non mostrano affatto di essere meravigliati, anzi tutti dicono che i fatti erano risaputi e si meravigliano, al contrario, che l'autorità giudiziaria non sia intervenuta prima. 
Anche i politici si mantengono cauti perché sono consapevoli che Molinaro ha esagerato. 
In effetti, come chiarisce lo stesso Gip, i fatti per i quali vengono oggi contestati reati gravissimi si sono svolti nell’arco di dieci anni senza che fosse posto un freno a Molinaro e company. 
Risulterebbe, addirittura, che una parte dei reati contestata sarebbe già stata accertata con una indagine della Digos negli anni scorsi che però sarebbe stata, incomprensibilmente, archiviata o ridimensionata al punto che a Molinaro fu contestato solo il reato di abuso di ufficio per il quale è stato condannato ad un anno di reclusione che neppure ha scontato perché è intervenuto l'indulto". 
Secondo il presidente di Altrabenevento potrebbe essere stata proprio l'inefficacia di quella azione giudiziaria ad aver convinto Molinaro "di poter continuare con le condotte che oggi vengono ritenute illecite da chiunque conosce un po' i fatti e la vita amministrativa di Calvi". 
Per questo motivo, Corona ha espresso "vicinanza e gratitudine ai cittadini ed ai funzionari di Calvi che hanno avuto il coraggio di denunciare, ai Carabinieri che hanno condotto le indagini ed ai magistrati che hanno assunto i provvedimenti", ed ha chiesto "alla Procura della Repubblica ed al Tribunale di Benevento di chiarire
per quali motivi i fatti indicati nella informative della Digos di alcuni anni fa non furono considerati come reati, ed oggi, invece, sono alla base di gran parte delle contestazioni mosse a Molinaro ed ai due funzionari comunali".
 

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