Il sindaco di San Giorgio del Sannio attacca l’ASL e le Poste Italiane annunciando querele: sapevano della presenza di crisotilo

06.10.2011 21:00

 

 

 

Si è alzato un polverone. D’amianto, secondo alcuni. Semplicemente mediatico ed emotivo, secondo altri.

La vecchia sede delle Poste Italiane a San Giorgio del Sannio, in via Alcide De Gasperi, è abbandonata da anni. “Forse c’è l’asbesto”, si diceva, e sotto questo sinonimo faceva anche più paura. Ma nel 2002 l’Asl Benevento 1 trasmetteva al Comune il rapporto di alcune analisi effettuate, dimostranti l’assenza del terribile asbesto.


Le cose cambiano – stando alla ricostruzione effettuata dal Comune ed esposta durante l’ultimo consiglio comunale – nel luglio del 2004, quando l’Arpac esegue altri sei prelievi su varie parti della struttura. Emerge la presenza di crisotilo, l’amianto bianco che porta l’aulico nome di “fibra d’oro” (su alcuni documenti redatti dall’amministrazione è scritto crisolito che invece è il nome antico di alcune pietre preziose dal riflesso dorato).


Pare che esso sia meno pericoloso rispetto agli amianti di anfibolo (silicati di calcio e magnesio). Inoltre, «l’Arpac ritenne, per l’ottimo stato di conservazione dei pannelli, che non sussistevano le condizioni di rilascio di fibre nell’ambiente circostante». Il crisotilo, presente secondo i rilievi solo nella pensilina del lato ingresso pubblico, se ne stava signorilmente in disparte, consono al suo rango di “fibra d’oro”.


Il nostro amico cancerogeno stava per essere scomodato qualche giorno fa, il 22 settembre del 2011, quando sono iniziati i lavori di demolizione dell’edificio da parte del Comune, intenzionato a realizzarvi un salutare parchetto verde. Alcuni cittadini allarmati hanno telefonato agli enti pubblici e all’Asl e i lavori sono stati immediatamente interrotti. Il Comitato sangiorgese Cittadini per la Trasparenza e la Democrazia ha diffuso immediatamente la notizia, rilevando tra l’altro che il cantiere era «privo della cartellonistica informativa e di sicurezza obbligatoria per legge».  C’è stata dispersione di amianto? Il Comune fa notare che la pensilina non era ancora stata toccata e l’affermazione è confortante, se le analisi dell’Arpac sono esatte ed esaustive.


Al momento il sito è stato messo in sicurezza ma la ditta RI.LA.CO di Torrecuso che il 23 settembre ha effettuato le operazioni necessarie si occupa solo di amianto, restano da smaltire alcuni interrogativi. Com’è possibile che si sia avviata così incautamente, per giunta da parte di un soggetto pubblico, la demolizione di un edificio contenente amianto?


Il sindaco di San Giorgio del Sannio Claudio Ricci ha annunciato in consiglio comunale la possibilità di adire le vie legali contro Asl e Poste Italiane S.p.A., colpevoli di omissione: l’Asl non avrebbe comunicato al Comune le analisi effettuate nel 2004 ma solo quelle del 2002 in cui non si erano registrate presenze asbestine, e così l’Arpac. Le avrebbe invece rese note alle Poste Italiane che, al momento della vendita dell’edificio al Comune il 20 ottobre del 2004, dimenticavano di avvertire l’acquirente (forse un po’ pollo) che la merce poteva essere velenosa.


Questa è la versione del Comune, che chiama in causa la leggerezza dell’azienda sanitaria locale e un silenzio quasi truffaldino delle Poste Italiane. L’Asl e le Poste devono pagare i costi di rimozione dell’amianto e risarcire la comunità sangiorgese?

 

Alessandro Paolo Lombardo

www.bmagazine.info/it/notizie/attualita/865-ceravamo-tanto-amianto 

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...