Il SINDACATO : l’emblema dell’assistenzialismo, del clientelismo, dell’abusivismo, dell’evasione fiscale, della collusione mafiosa e politica

17.10.2012 07:11

 

I sindacati italiani sono una macchina di potere e di denaro, con uno sterminato patrimonio immobiliare, con fatturati miliardari, bilanci segreti, organici colossali, con migliaia di dipendenti pagati dallo Stato…..e le loro sedi non pagano l’IMU! 
Le organizzazioni dei lavoratori, difendono, con le unghie e con i denti, una serie di privilegi più o meno antichi. Sono, di fatto, autentiche macchine da soldi. 
Con il benestare di un sistema politico giunto ai minimi storici della popolarità e spaventato dalla loro capacità di mobilitazione. Che a sua volta dipende proprio, in grandissima parte, da un formidabile potere economico alimentato a spese della collettività. Quanti lavoratori sanno che, pur pagando una cifra mensile per essere iscritti e tutelati, di fatto, questa stessa cifra viene trattenuta sia per la 13^ , e, per chi ha la fortuna anche sulla 14^, e la cifra da pagare aumenta in proporzione allo stipendio erogato?
Quanti sanno che, nel lontano 1998, un deputato di Forza Italia chiese a gran voce un provvedimento che obbligava i sindacati a fare chiarezza sui loro conti? Salvo dimenticare che, solo pochi anni prima, nel 1990, Cgil, Cisl e Uil avevano ottenuto dal parlamento una legge che concede loro, addirittura, la possibilità di licenziare i propri dipendenti senza rischiarne poi il reintegro, con buona pace dello Statuto dei lavoratori. La proposta di legge è rimasta tale, così come tutte quelle presentate in seguito, anche in questa legislatura. Oggi si stima che la cifra che entra nelle casse dei sindacati si aggiri intorno al miliardo di euro annuale ma, con i loro bilanci secretati e le disparate fonti di guadagno, la rendicontazione reale è difficoltosa. Di certo si sa che la maggiore risorsa economica sono le quote d’iscrizione dei lavoratori e pensionati; nel caso dei lavoratori in attività, a versargli i soldi ci pensano le aziende, che li trattengono dalle buste paga dei dipendenti e che mai e poi mai, nonostante i costi che devono affrontare, si schiererebbero contro tale forte potere. Per i pensionati provvedono invece gli enti di previdenza..
Un formidabile business, per i sindacati sono i Centri di Assistenza Fiscale: per le dichiarazioni dei redditi dei pensionati vengono pagati dagli enti previdenziali (la fetta più grande andrà a Cgil, Cisl ,Uil).
I Caf incasseranno dal Fisco altri bei soldini per i lavoratori in attività ( e i tre dell’Ave Maria saranno lì pronti ad intascare!!); ricevono, inoltre, come contribuzione volontaria, una media di 25 euro dalle tasche dei contribuenti aiutati nella compilazione del 730 e mettono insieme un'altra cinquantina di milioni per il calcolo di Ise e Isee (i redditometri per le famiglie che chiedono prestazioni sociali). Dunque è normale che si tengano ben stretti i loro privilegi e minaccino “rivoluzioni” dei lavoratori ad ogni accenno di depurazione, trasparenza e ridimensionamento dei loro privilegi, soprattutto nel difendere i patronati. I patronati, infatti, sono fondamentali per il reclutamento di nuovi iscritti tra i pensionati, che quando vanno a ritirare i moduli si vedono sottoporre la delega per le trattenute; i patronati, inoltre, assicurano un gettito che non è proprio da buttare via: in pratica si dividono (in base al lavoro svolto) lo 0,226 del totale dei contributi sociali riscossi dagli enti previdenziali, pensionati privati e lavoratori statali. Un bello stipendio senza fare nulla! 
E vogliamo parlare dei finanziamenti nazionali che si pappano Cgil, Cisl e Uil? 
Ecco perché, quando vengono a strombazzare ai 4 venti la loro indignazione per la mia terra disastrata, bistrattata, piegata da Mafia, disoccupazione, precariato ( Catanzaro è leader dei famigerati call-center!) ignorata dallo Stato, impedita, di fatto, nella sua volontà di crescita; quando chiedono trasparenza e legalità in una regione che, per la maggior parte del tempo ignorano e sfruttano, non garantendo ai lavoratori né diritti né giustizia, mi ribolle il sangue! E la voglia è quella di scendere in piazza a prendere a calci loro e il loro parassitismo! Se in questo paese dovessi scegliere l’emblema dell’assistenzialismo, del clientelismo, dell’abusivismo, dell’evasione fiscale, collusione mafiosa e politica, sceglierei il SINDACATO!!

 

      14-10-2012                                                                   Anna Macrì

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