Il manifesto di Luoghinvisibili

17.12.2011 11:32

Segnalo il sito e il manifesto di Luoghinvisibili: https://www.luoghinvisibili.it/. Potete firmare per sostenere il progetto.

 

Il manifesto di Luoghinvisibili

1. Ridiamo valore ai luoghi. (Un luogo è un’entità sia fisica che culturale. È il risultato di un processo di organizzazione e simbolizzazione dello spazio effettuato singolarmente o collettivamente).

 

2. Torniamo ad abitare (La parola abitare deriva dal latino “habere” che significa “continuare ad avere”. È una facoltà umana acquisita, costruita su una predisposizione biologica, ma elaborata e condivisa culturalmente. L’abitare è un insieme di rapporti fitti e continui con il luogo in cui si vive e trova punti di riferimento sia nello spaz io circostante, che nello spazio vissuto, la nostra memoria.) il nostro territorio (Il territorio è lo spazio nel quale operiamo, ci identifichiamo, abbiamo le nostre memorie e i nostri interessi).

 

3. Torniamo a conoscere il nostro territorio.

 

4. Salvaguardiamo la località (Locale è ciò che è proprio, caratteristico di un determinato luogo).

 

5. Evitiamo di musealizzare e cristallizzare (Per proteggere la tradizione, sempre più frequentemente, vengono adottate delle politiche che congelano alcune manifestazioni della località. Questo atteggiamento spesso ha solo fini turistici e trasforma i territori da spazi da vivere, a musei a cielo aperto. I luoghi sono in continua evoluzione, occorre salvaguardare il passato, ma vivere il presente.) la località.

 

6. Ridiamo valore alla vita pubblica (Un tempo molte attività quotidiane erano svolte all’aperto. A partire dal XVIII secolo la vita di strada viene condannata in nome dell’ordine pubblico e dell’igiene. L’uomo non può più sostare all’aperto, ma si trasforma in un passante anonimo. Questo comporta il ritiro alla vita privata e il venir meno del legame forte che prima teneva unita la collettività).

 

8. Torniamo ad essere autori (Essere autore significa essere artefice, responsabile del territorio. In epoca premoderna la costruzione e la manutenzione degli spazi era affidata alle persone. In ogni decisione la collettività era coinvolta generando così un forte senso di appartenenza al territorio. Dal XVIII secolo l’abitare diventò oggetto esclusivo degli architetti e degli ingegneri. Il pianificatore moderno era colui che, senza bisogno di comunicare e di confondersi con la realtà, poteva modificare il territorio senza limiti. Oggi le cose stanno cambiando e i pianificatori stessi sentono l’esigenza di tornare a comunicare con l’ambiente.) del nostro territorio.

 

9. Salvaguardiamo l’architettura spontanea (Per architettura spontanea o vernacolare si intendono le forme architettonico-edilizie non attribuibili ad un progettista “esperto”. Le persone comuni pianificano, costruiscono e provvedono alla manutenzione di tali artefatti in modo spontaneo.) pubblica presente nel nostro territorio.

 

 

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...