Il Governo vorrebbe rastrellare 103 milioni di euro sulla pelle dei lavoratori e dei precari in causa:inondiamo di mail la Commissione Bilancio del Senato

11.07.2011 14:33

Nella Manovra Tremonti (decreto legge 98/2011) è prevista una nuova TASSA sulle CAUSE di LAVORO.

 

IL GOVERNO PENSA A COME FAR CASSA ED EVITARE PROCESSI AI PADRONI! 

 

Promuoviamo una mailbombing di protesta a tutti i  componenti della Commissione Bilancio !

UN PROVVEDIMENTO ODIOSO DA RESPINGERE PER RISTABILIRE LA GRATUITA’ DEL PROCESSO DEL LAVORO E PREVIDENZIALE
 

 

La manovra di Tremonti (decreto legge 98/2011) ha introdotto l’obbligo del versamento del “contributo unificato” anche per le cause di lavoro, già dal primo grado di giudizio: è una tassa odiosa da eliminare; la misura colpisce sia i dipendenti pubblici che privati (sono esentati solo coloro che hanno un reddito annuo lordo inferiore a 21.256 euro).

 

 

Finora tutte le cause di lavoro erano esenti dal pagamento di questa tassa: un’esenzione giusta considerando che il lavoratore è parte debole di fronte alle aziende, una gratuità che è stata riconosciuta per poter meglio tutelare i diritti dei lavoratori di fronte all’arroganza del padronato.

 

 

Già con la Legge Finanziaria 2010, il Governo aveva introdotto la tassa per i ricorsi in Cassazione, ma da oggi il versamento del “contributo unificato” diviene obbligatorio già dal primo grado di giudizio, una tassa che, se pur diversificata secondo il reddito del lavoratore e secondo il valore della causa, disincentiva un diritto fondamentale dei lavoratori: basti pensare che per impugnare un licenziamento si dovrebbero pagare, da subito, più di 500 euro.

 

 

Dopo il Collegato Lavoro, che ha introdotto scadenze capestro per impugnare i licenziamenti e i contratti precari, il Governo si accanisce ulteriormente introducendo nuovi ostacoli: pagare una nuova tassa prima ancora di iniziare una causa. Il provvedimento, avendo effetto immediato, sta già procurando gravi danni ai lavoratori, con blocchi dell’avvio delle cause e le richieste di pagamento della nuova tassa.

 

Con questo provvedimento il Governo vorrebbe rastrellare 103 milioni di euro sulla pelle dei lavoratori e dei precari in causa, un grave motivo in più per contestare e respingere una manovra finanziaria iniqua e ammazza diritti.
 

Inondiamo di mail la Commissione Bilancio del Senato dove la manovra comincia da oggi, Lunedì 11 il suo iter parlamentare, con l’appello riportato di seguito, allegando anche questo :
 
 

 

 

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Mailbombing: invia subito la tua protesta contro questa ingiustizia!

DIFENDIAMO I DIRITTI DEI LAVORATORI

DIFENDIAMO IL PROCESSO DEL LAVORO - NO ALLA MANOVRA TREMONTI

Con il decreto legge già in vigore contenente la manovra finanziaria viene eliminata la gratuità del processo del

lavoro e viene previsto il pagamento del contributo unificato nei procedimenti che riguardano il lavoro pubblico e

privato.

E’ un attacco gravissimo ai diritti dei lavoratori, già proposto nel 2008 ed allora respinto, e che oggi rischia di

passare nel silenzio di tutti.

Ogni controversia di lavoro viene assoggettata al versamento di un contributo unificato, diversificato a seconda

del valore della causa e con previsione di esenzione soltanto per i redditi più bassi.

E mentre per ridurre i costi della casta politica e per tassare le rendite finanziarie si rimanda a improbabili

provvedimenti futuri, questo governo  non  ha la minima remora a far cassa con i soldi dei lavoratori, mirando

anche ad una diminuzione del numero delle vertenze, a ridurre così le rivendicazioni dei lavoratori, cosa che farà

molto piacere al grande e piccolo padronato, in contrasto con i principi contenuti negli articoli 3, 4 e 24 della

Costituzione.

Invia subito la tua protesta contro questa ingiustizia!

Copiate il messaggio che segue e inviate una mail agli indirizzi dei componenti della Commissione Bilancio del Senato.

Indirizza a:
 

azzollini_a@posta.senato.it, agostini_m@posta.senato.it, garavaglia_massimo@posta.senato.it, lusi_l@posta.senato.it, carloni_a@posta.senato.it, deangelis_c@posta.senato.it, ferrara_m@posta.senato.it, galioto_v@posta.senato.it, fleres_s@posta.senato.it, lenna_v@posta.senato.it, lumia_g@posta.senato.it, mascitelli_a@posta.senato.it, milana_r@posta.senato.it, morando_a@posta.senato.it, vaccari_g@posta.senato.it, latronico_c@posta.senato.it, piscitelli_s@posta.senato.it

 

 

Oggetto:

 

Protestiamo contro la tassa per le cause di lavoro, di previdenza e assistenza obbligatoria, comma 6 dell’ art. 37 del D.L. 98/2011

 

Testo:
 

Chiediamo che in sede di conversione del decreto legge 98/1011 la previsione sui costi del processo del lavoro sia definitivamente accantonata. La gratuità dei procedimenti giudiziari in materia di lavoro e di previdenza ed assistenza obbligatorie era rivolta a favorire un accesso agevole alla giustizia per la tutela dei propri diritti da parte dei lavoratori e delle parti deboli del rapporto giuridico considerato.

 

Con l’introduzione del contributo unificato salta uno dei principi fondanti il diritto del lavoro in questo paese.

 

Chiediamo pertanto l’accantonamento del comma 6 dell’ art. 37 del D.L. 98/2011

 

Comitato Cittadini per la Trasparenza e la Democrazia

 

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