Il deputato berlusconiano Massimo Maria BERRUTI (PDL) e il riciclaggio di fondi neri MEDIASET: una condanna senza conseguenze tra prescrizione e indulto

25.02.2011 10:40


Di Gliitaliani.it

Il deputato del Pdl Massimo Maria Berruti ( fratello del magistrato Giuseppe Berruti componente del Consiglio Superiore della Magistratura, n.d.r.) è stato condannato a due anni e dieci mesi di reclusione per riciclaggio nel processo milanese d’appello sui fondi neri Mediaset, davanti alla prima sezione della Corte d’appello di Milano.

Berruti, già ufficiale della Guarda di finanza, da dove si dimise dopo alcuni controlli contabili alla Fininvest, di cui diventò successivamente consulente, è stato riconosciuto colpevole di un’operazione di riciclaggio avvenuta il 21 novembre del 1995. Il processo al deputato berlusconiano è uno stralcio del procedimento principale per presunte irregolarità nella compravendita di diritti televisivi Mediaset, nel quale è imputato per frode fiscale Silvio Berlusconi e che riprenderà lunedì prossimo.

L’11 gennaio scorso la Cassazione aveva annullato con rinvio una precedente sentenza della Corte d’appello del 14 ottobre che aveva in parte assolto e in parte dichiarato prescritto il reato per Berruti. Secondo la Suprema Corte, infatti, la prescrizione per l’ultimo episodio di riciclaggio del 21 novembre del ’95 maturerà solo il 27 febbraio prossimo, ossia domenica. Proprio per questo episodio, oggi i giudici hanno condannato il parlamentare a due anni e dieci mesi. Il sostituto pg Laura Bertolè Viale aveva chiesto una condanna a tre anni. La sentenza è arrivata dunque prima della scadenza del termine di prescrizione. Adesso però il suo legale potrà fare ricorso in Cassazione. Qualora il ricorso venga dichiarato inammissibile dalla Suprema Corte, varrà la condanna arrivata prima del termine di prescrizione. Se il ricorso invece verrà preso in esame, il reato sarà prescritto.

La Suprema Corte, annullando la precedente sentenza assolutoria d’appello, ha invitato i giudici a rivalutare alcuni elementi probatori indicati dall’accusa. Oggetto del processo è un’operazione da 480mila franchi svizzeri che sarebbero partiti dal conto Jasra, di cui Berruti sarebbe stato procuratore e destinatario, e sul quale sarebbero confluite alcune decine di milioni di euro derivanti da presunte irregolarità commesse da Mediaset nella compravendita di diritti televisivi e cinematografici.

La condanna, in ogni caso, non avrà conseguenze per Berruti: i giudici non hanno applicato alcuna pena accessoria per il parlamentare e, dunque, anche in caso di conferma da parete della Cassazione non c’è il rischio di decadenza dall’incarico.

Inoltre, la pena di due anni e dieci mesi per il deputato rientra nell’indulto varato all’unanimità, da maggioranza e opposizione, al tempo del centrosinistra. 

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