IL COLLE RICEVA LA VAL SUSA

06.07.2011 16:06

 Comunicato Stampa

dalla Valle che Resiste e Non Si Arrende, 5 luglio 2011


Quindici avvocati scrivono al Presidente della Repubblica

Una lettera – appello firmata da quindici avvocati è stata inviata
stasera al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.
Trascriviamo il testo:

Onorevole Presidente,
siamo solo alcuni dei tanti avvocati di Torino che si sono offerti di
analizzare giuridicamente l’annosa questione della Nuova Linea
Ferroviaria ad Alta Velocità Torino Lione (di seguito TAV).
Eravamo presenti alla manifestazione del 3 u.s. insieme ad altri
Colleghi e ciò nel tentativo di assistere il corteo pacifico dei
cittadini della Valle di Susa.
Eravamo presenti anche nel momento più difficile della giornata.
Oltre all'acre odore dei lacrimogeni, era presente un forte odore di
fallimento.
Ci permettiamo di indicarLe che la politica istituzionale, a nostro
sommesso avviso, è responsabile di non aver voluto ascoltare il merito
delle ragioni poste a base della critica al TAV, quale opera
indispensabile e necessaria, e di aver fortemente limitato e, in alcuni
casi, escluso, le rappresentanze istituzionali della valle dal processo
di formazione della volontà politica sulla necessità dell'opera.

Il fallimento della politica è risultato evidente. La richiesta
bipartisan di neutralizzare le sempre più manifeste e diffuse ragioni
del dissenso attraverso la delega alle forze dell’ordine a risolvere il
conflitto ha trasformato in un problema di ordine pubblico un problema
di natura squisitamente politica.
L'art. 97 della nostra Costituzione, di cui Ella è custode, impone
alla Pubblica Amministrazione di realizzare esclusivamente gli
interessi pubblici secondo criteri di imparzialità, economicità,
rapidità, efficacia, efficienza e ciò attraverso una reale ponderazione
dei vari interessi in conflitto.
Nel caso del TAV manca il primo presupposto dell'azione della P.A.
ossia l'interesse pubblico,
e non averlo preso in considerazione,
attraverso un reale e leale contraddittorio tra le parti, costituisce
una palese violazione dell'art. 97 della nostra Costituzione.
Il predetto presupposto legislativo è contenuto nell’art. 1 del
trattato Italia Francia del 2001, ratificato dal nostro Parlamento con
la legge n.228 del 27.9.2002.
Così si legge nell’articolo 1 del trattato:
“I Governi italiano e francese si impegnano, in applicazione al
presente Accordo, a costruire o a far costruire le opere della parte
comune italo-francese necessarie alla
realizzazione di un nuovo collegamento ferroviario misto merci
viaggiatori tra Torino e Lione la cui entrata in servizio dovrebbe aver
luogo alla data di saturazione delle opere esistenti.”
Da quanto si legge il presupposto è costituito dalla saturazione
della attuale linea ferroviaria (già a doppio binario). Ad avviso di
alcuni tra i più autorevoli esponenti del mondo accademico italiano
(Prof. Claudio Cancelli, Prof. Angelo Tartaglia, Prof. Andrea
Debernardi, Prof. Marco Ponti) l’attuale linea ferroviaria risulta
essere lontanissima dalla saturazione e non si prevede che questa si
verifichi nei prossimi 50 anni.
Anzi, assistiamo ad un continuo decremento dei traffici Italia –
Francia (sia merci che passeggeri) a far data dal 2001.
Ci preme indicarLe che ognuno dei predetti ha svolto distinte
relazioni.
Anche lo studio realizzato dall’Istituto Bruno Leoni, denominato
“Tav, le ragioni liberali del no” risulta essere illuminante, nello
stralcio che segue:
"L'inesistenza di una domanda di trasporto, passeggeri e merci tale
da giustificare la realizzazione della linea ad alta velocità trova
riscontro nel fatto che non vi è alcun soggetto privato disposto ad
investire le proprie risorse nel progetto, che sarebbe quindi
finanziato interamente a carico del contribuente"
Onorevole Presidente,
queste nostre brevi osservazioni, facilmente verificabili attraverso
i Suoi Consiglieri, ben potranno condurLa ad una eventuale richiesta di
leale e reale confronto delle contrapposte ragioni sulla necessità dell’
opera tale da ridurre l’attuale contrapposizione.
All’uopo siamo convinti che una breve audizione del Presidente della
Comunità Montana Valle di Susa e Val Sangone e un portavoce del
movimento valsusino ben potrebbe essere di ausilio sia per comprendere
le ragioni del dissenso dei cittadini della Valle di Susa, sia per far
sentire gli stessi meno isolati dal resto della Nazione.
Siamo grati in anticipo dell’attenzione che vorrà concedere a questa
nostra.
Con osservanza.
Avv. Fabio Balocco
Avv. Massimo Bongiovanni
Avv. Valentina Colletta
Avv. Maurizio Cossa
Avv. Elena Cristaldi
Avv. Emanuele D’Amico
Avv. Vincenzo Enrichens
Avv. Danilo Ghia
Avv. Sveva Insabato
Avv. Marco Ugo Melano
Avv. Federico Milano
Avv. Cristina Patrito
Avv. Enzo Pellegrin
Avv. Veronica Rosso
Avv. Gianluca Vitale

Studio Legale
BONGIOVANNI – CALCATERRA – PATRITO
Tel. + 39 011 43.43.680 - Tel. e Fax 43.35.670 - Via Moretta n. 1 -
10138 TORINO - Italia

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...