Il Tav è ovunque, anche a Benevento

15.03.2012 12:01

 

Il Caso (sic!): Scritte No Tav contro i giornalisti anche a Benevento.

Anche a Benevento. Di che stupirsi? Dovremmo stupirci del contrario, casomai. Perché per essere No Tav non occorre essere valsusini, basta essere informati! Quella informazione che i pennivendoli del regime non danno e non sanno cosa sia, nell'orgia della retorica e delle manganellate, quando non si ammettono più obiezioni e quando chiunque non sia d’accordo viene additato come un cretino o un delinquente o, anzi, tutti e due. In Italia, oggi, il regime ha un nome (“Monti”) e unisce tutti i partiti e tutti i giornali e tutte le televisioni e tutti gli intellettuali eccetera eccetera e sta compiendo le sue prove generali con i no-Tav.

Scritte contro i giornalisti? Evidentemente costoro non sanno "svolgere uno dei lavori più importanti e delicati per la democrazia: il giornalismo" perché seguono i diktat del potere e ritengono un obbligo morale non capire le ragioni di un movimento ultraventennale ma indicare i No-Tav come terroristi, delinquenti, manigoldi, disfattisti e nemici del popolo e della Nazione. Chi ci salverà da questo regime impazzito, in un paese che non dispone più di un sistema di informazione vero e proprio? Certo, non Gazzetta (alias, l'ufficio stampa dei peti e dei bla bla bla dei politici sanniti) e neppure SannioPress che ha pensato male di difendere acriticamente la categoria, e neppure con parole proprie, ma trincerandosi dietro a quelle del fascista Vendola, com'è fascista Bersani e tutto il PD che sostiene questo governo...

La verità è che la manifestazione pacifica ma determinata dei No Tav a Bussoleno è stata repressa con la violenza. Idranti, lacrimogeni (ad altezza uomo ... quasi scontato dirlo) e cariche violente supportate da manganelli, scudi, caschi e maschere antigas hanno avuto la meglio su chi voleva fermarli alzando le braccia. Lo sgombero è stato seguito da una caccia all'uomo fino dentro le case, atti di vandalismo sulle macchine dei manifestanti, posti di blocco ovunque anche nelle strade per rientarare a Torino per identificare e fare paura ai manifestanti.
 
Nuovamente di fronte alla forza delle ragioni si è scatenata la forza della violenza... Ma il giorno dopo i media che non smentiscono mai il loro servilismo al regime, hanno sparso a piene mani bugie e distorsioni dei fatti...
 
Perché non hanno detto invece che quelle scene di Bussoleno sembravano essere tratte da un film sul 1943, con i nazisti che irrompono nelle case degli italiani, con il pretesto di cercare un partigiano o un ebreo rifugiato? Chi non le avesse viste, si precipiti a farlo, prima che le facciano sparire; i poliziotti ci hanno provato, malmenando giornalisti e fotografi e operatori, sequestrando nastri video, minacciando. Ma la verità viene a galla. Esistono pochi ma buoni cercatori di verità.
E a questi non sfugge neppure che almeno formalmente, il fantasma dell'opera è Antonio Di Pietro, che dopo aver svolto le consultazioni con la popolazione locale (così disse) e modificato il progetto (era il Ministro delle Infrastrutture del Governo Prodi) propose, a sua firma al parlamento la legge attualmente in esecuzione. Se l'è scordato Di Pietro e con lui tutti? Noi no.
 
Beppe Grillo l’altro giorno si chiedeva chi ci sia dietro il TAV, e perché partiti di maggioranza e di opposizione, governi tecnici o politici, non osino dire una parola contro quest’opera inutile e costosa. Siamo sicuri che la risposta sia davvero così difficile da trovare? Dietro il TAV c'è la mafia, la 'ndrangheta... fin dall'epoca dell'assassinio dei giudici Falcone e Borsellino, corruzione ad alta velocità come ha detto Imposimato. No Tav=No Mafia è tutto fuorchè uno slogan...
 
La lotta contro il Tav fa paura ai poteri politici, economici e giuridici, perché ne mette in discussione la loro stessa essenza. Si vuole reprimere l’autorganizzazione, il rifiuto della delega, la molteplicità e la radicalità di azioni e pratiche. Si vuole colpire tanto il dissenso e il contrattacco nei confronti dei poteri costituiti, quanto la condivisione di esperienze di vita che generano forme di cospirazione e di complicità sociale.
 
Anche attraverso Il Tav e la politica delle grandi opere il capitalismo vuole imporre ancora una volta l’idea di un mondo sottomesso alle leggi del profitto e dello sfruttamento affaristico dei beni comuni. La Val di Susa fa paura perché la lotta contro il Tav esprime la possibilità concreta di un cambiamento reale allo stato di cose presenti: determinarne il seguito spetta a tutti e tutte noi!
 
Come spetta a noi lottare per difendere i nostri territori ed impedire l'altro TAV che è l'affaire della megacentrale a turbogas Luminosa a Ponte Valentino e la devastazione annunciata della Piana di Contrada S.Giovanni (zona ASI) a San Giorgio del Sannio!
 
Ergo, il Tav è ovunque, lottiamo ovunque contro il Tav!

Vogliamo concludere con le parole di Beppe Grillo: ‎"Non capisco che differenza c'e tra la repressione di Assad in Siria, e quella in Val di Susa contro manifestanti padri di famiglia, studenti, anziani, mancano solo i proiettili e basta. Monti dichiara che non ci saranno tolleranze alla violenza! Siii? Veramente in Val di Susa i manifestanti erano disarmati e pacifici, sono loro che si sono messi a manganellare.Dice che non saranno accettate violazioni della legge? Veramente sono loro che impadronendosi di terreni altrui (anche di chi aveva piccole aziende agricole come il ragazzo del traliccio Abbà) violano la legge senza attendere la conferma dei permessi. Violano la legge e dicono che non sarà accettata nessuna violazione di legge. Ué, ma ci credono proprio coglioni? E ora che l'Italiano faccia capire al caro governo abusivo che il Paese siamo noi, non loro. Caro Monti continua pure, ma sappi che il popolo comincia ad incazzarsi, ma questa volta non all'Italiana, cioè solo parole. Questa volta davvero."

 

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Rosanna Carpentieri

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