GLI IMPRESENTABILI

03.05.2011 19:38

 

Ci sono notizie che non sono più notizie, tanta è diventata “normale” l’anormalità italiana.

E’ di dominio pubblico…ed anche disgustosamente accetto, che nelle istituzioni siedano persone indagate per i più diversi reati, dalla concussione, alla corruzione, all’appoggio esterno alle organizzazioni criminali, alla frode, al furto…sino ai reati ultimamente cancellati…e resi leciti…come il falso in bilancio.

Da noi la parola “indignazione”, diventata così di moda in Francia dopo il libro scritto dal partigiano 93enne Stephane Hessel, è ampiamente obsoleta…l’indignazione viene prima del disgusto…ora siamo solo al disgusto.

Le liste per le prossime amministrative non presentano sorprese, dovunque spuntano come funghi candidati “impresentabili”.

La solita litania della presunzione d’innocenza non regge di fronte al fatto che chi vuole assumersi responsabilità di governo, sia esso nazionale, sia esso locale, deve poter essere scevro da qualsiasi accusa, nell’interesse sia di se stesso che delle persone che vorrebbe rappresentare…se stiamo parlando di uno stato democratico.

Se invece parliamo di una oligarchia che “piazza” i suoi uomini, a seconda dei propri interessi, in questo o quel consiglio comunale o regionale…allora stiamo parlando di altro…e se le regole non valgono per chi governa per quale motivo dovrebbero valere per chi è semplice cittadino?

Un interessante articolo di qualche giorno fa del “Fatto Quotidiano” punta l’indice su una serie di candidature impresentabili…soprattutto in quel di Napoli.

Achille De Simone, consigliere comunale uscente dell’Alleanza di centro (Pionati), è accusato dal gip Antonella Terzi, che ne ha ordinato anche l’arresto nel 2009, di collusione con la camorra;

Maurizio Matacena, Pdl di Napoli, indagato per riciclaggio;

Marco Nonno, consigliere uscente An, imputato per concorso in devastazione riguardo ai famosi fatti di Pianura (rivolta contro l’apertura della discarica) e che videro anche il suicidio dell’assessore Giorgio Nunes;

Clemente Mastella, Udeur, rinviato a giudizio per truffa e appropriazione indebita;

Gianni Lettieri, candidato a sindaco per Napoli del Pdl, sotto processo a Salerno per truffa e falso.

Ma anche nelle liste della “sinistra” non mancano i “colpi di scena”:

Antonio Fellico, federazione della sinistra in appoggio a De Magistris, presidente della commissione al patrimonio del comune, grande amico di quell’ Alfredo Romeo (Global Service) che ha trascinato la giunta Iervolino nello scandalo ed autore dello “scippo” di una parte del parco verde, previsto per Bagnoli, con il progetto di un aumento cospicuo della costruzione di appartamenti (circa 600 in più di quanto previsti).

Anche nella Puglia del governatore Vendola si assiste alla candidatura di Michele Mazzarano, PD, sospeso dal partito per tangenti (affaire Giampi Tarantini).

Un quadro desolante di una classe politica incapace di rinnovarsi e di “ripulire” le sue fila.

Un quadro che le prossime elezioni amministrative difficilmente riusciranno a rendere presentabile.

 

 

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