Giustizia e sprechi: a Trento tre anni di processo per un pacco di biscotti da due euro !

13.08.2011 09:57

La magistratura che viene meno ai suoi compiti e disattende le finalità cui è preposta rappresenta l'antistato e la negazione di ogni diritto!

La notizia è una di quelle che quasi mai finisce sugli organi di stampa e richiama l’attenzione dei media ma di certo merita attenzione, in tempo di sprechi, offrendo uno spaccato di vita quotidiana sui meccanismi pachidermici e contorti applicati dalla macchina giudiziaria italiana.

 
 
Vizi di forma e sprechi congeniti
Tra sorriso e amarezza, tra ridicolo ed assurdo, in un momento condizionato dalla crisi economica che spinge al risparmio ogni settore dell’amministrazione pubblica, lascia, perlomeno perplessi, sapere che per un presunto furto di un pacco di biscotti del valore di circa 2 euro in Italia, a Trento, da tre anni si trascina avanti un processo. 
La triste vicenda è iniziata nel 2008, quando un quarantenne trentino viene sorpreso dalla vigilanza all’uscita da un supermercato con un pacco di biscotti nascosto sotto la giacca.
Nonostante la restituzione della merce agli addetti, scatta la denuncia, come di norma.
Nel processo di primo grado arriva l’assoluzione. La Procura generale presenta ricorso, nel frattempo, però, la Corte d’Appello accoglie la richiesta del difensore dell’uomo, annullando la sentenza per vizio di forma. Motivo la non dichiarata contumacia dell’imputato, definito soltanto “non presente’’. Tutto da rifare nel prossimo novembre. 

In attesa di risposte
Alcune domande, forse ingenue, da cittadino della strada, sorgono spontanee: chi pagherà le spese?
Quanto costerà allo Stato un piccolo vizio di forma?
Quanti episodi del genere accadono ogni anno?
Perché non si riesce a snellire la lunghissima procedura processuale per casi così banali?
Quanti pacchi di biscotti si sarebbero potuti acquistare con il costo delle spese giudiziarie?
In questi casi non sarebbe sufficiente una multa?
Perché i magistrati si prestano, vista la mole di lavoro, a portare avanti processi del genere?
Come mai processi ben più gravi decadono per decorrenza dei termini e “l’accanimento giudiziario” mira verso altre direzioni?
Sono gradite risposte !!!

Michele Minnicino

 

 

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