Favoritismi, pressioni, clientelismo Lo scandalo della sanità pugliese

09.04.2011 11:16

 "Un sistema di occupazione dei posti di alta amministrazione e successivo asservimento degli uomini-chiave per successivi fini privati e/o comunque certamente poco istituzionali...": così il Giudice per le indagini preliminari (Gip) del tribunale di Bari, Giuseppe de Benedictis, descrive in parte la sanitopoli pugliese nel provvedimento con cui è stata richiesta al Senato l'autorizzazione per l'arresto di Alberto Tedesco, senatore PD e all'epoca dei fatti assessore alla sanità pugliese nella prima giunta guidata da Vendola, dimessosi nel 2009 quando iniziò l'indagine.

L'inchiesta ha portato all'arresto di 5 persone legate a vario titolo a questo mercato clientelare della sanità; ecco alcuni nomi: Guido Scoditti, direttore generale dell'Azienda sanitaria locale salentina, l'ex capo della segreteria politica di Tedesco, Mario Malcagni, e persino un uomo della scorta di Vendola, Paolo Albanese di Terlizzi (Bari). Quest'ultimo è accusato di concorso in concussione assieme a Alessandro Calasso, direttore sanitario dell'Asl barese, e Sigrisi (un consigliere comunale di Terlizzi del PD): insieme avrebbero, sotto l'egida di Mario Malcagni, capo della segreteria politica di Tedesco, indotto il direttore sanitario del piccolo paese della provincia barese a trasferire una parente del consigliere comunale Sigrisi, assegnandola al reparto di oculistica.
Ancor più sconcertante risulta la grave anomalia della gestione della sanità pugliese, a fini di arricchimento individuale e clientelari, da quanto si legge ancora nel provvedimento del Gip de Benedictis: "... il sistema non risulta circoscritto a singoli esponenti della maggioranza di centro-sinistra ma assurge a logica di strategia politica al fine di acquisire consenso e rendere stabile la maggioranza di governo". Quindi se Tedesco, ex PSI, "suggeriva" una nomina e raccomandava una determinata persona alla direzione di una Asl, tale incarico veniva affidato per acquisire consenso e per rendere stabile la maggioranza di governo, senza tener in alcun conto le competenze personali o la verifica dei requisiti necessari.
Oltre a ciò il Gip de Benedictis riporta un interessantissimo e stigmatizzante colloquio intercettato fra Tedesco e il trotzkista, neoliberale e presidenzialista Vendola:
Tedesco: "... quello non ha i requisiti sta come direttore generale, quello che vuoi nominare!"
Vendola: "O Madonna santa, porca miseria la legge non la possiamo modificare?".
Il pupillo di tanta parte della "sinistra" borghese Vendola era quindi pronto a cambiare la legge regionale pur di avere, in qualità di direttore generale, un suo protetto e prescelto uomo di fiducia! 
Tutto questo squallido caso di raccomandazioni, pressioni politiche dall'alto e di nepotismo è quanto avviene nella "Puglia nuova" retta dal meschino politicante borghese Vendola la cui giunta viene colpita al cuore dalla sanitopoli pugliese, indipendentemente dal fatto che per ora egli è personalmente ufficialmente fuori dall'inchiesta: il suo governo e i suoi uomini non sono gli autori di un "nuovo umanesimo", per usare una delle sue solite ridicole e borghesi espressioni,
ma sono dei politicanti borghesi che adoperano il potere per consolidare le loro amicizie e i loro circoli di favori e "cortesie".

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