Enti locali : la distanza siderale tra Udine e il Sannio.Il web 2.0 al servizio dei cittadini a Udine, ritorsioni e querele a San Giorgio del Sannio.

27.06.2011 17:52

I propositi dell’associazione Benevento Città Racconta (cui si associano in attiva condivisione quelli del Comitato sangiorgese Cittadini per la Trasparenza e la Democrazia, n.d.r.) si stanno realizzando; peccato, però, che questo stia avvenendo a molti km di distanza da Benevento, in una ridente "cittadina" del Friuli Venezia Giulia.

Tanto per dimostrare ancora una volta quanto il Sud sia arretrato sotto diversi punti di vista, la città di Udine sta infatti sperimentando da alcuni mesi “ePart”, un rivoluzionario software informatico che ha un unico obiettivo: rispondere alle richieste e alle segnalazioni dei cittadini, che sul sito possono scrivere direttamente al Comune per segnalare un guasto, un lampione rotto, una strada mal asfaltata, un fastidioso rumore notturno ed essere accontentati in pochissimo tempo.

Ogni segnalazione partita dal web arriva in tempo reale agli addetti di competenza, poi viene valutata e, se giudicata opportuna, riceve anche l’approvazione. A quel punto il Comune si mette in moto per risolvere il problema, e tutte le singole fasi del lavoro (dalla segnalazione alla soluzione) sono comunicate ai cittadini tramite, ancora una volta, questa piattaforma digitale.

Il geniale progetto deriva da un’iniziativa anglosassone, ma è stata un’azienda di Reggio Calabria ad averlo sviluppato in Italia. Qui Udine è la prima città a sperimentarlo, e dopo soli 8 mesi di “prova” la popolazione si dice pienamente soddisfatta tanto che solo il 2% dichiara di voler ancora segnalare i problemi via telefono.

Ad Udine si mira quindi a mettere al centro il cittadino, sfruttare la sua conoscenza del territorio e ricevere da lui tutte le osservazioni e le segnalazioni circa ciò che non funziona a dovere e di cui il Comune non si rende conto autonomamente. Non solo: dopo la segnalazione non passano anni prima che il disservizio venga risolto, ma l’intera amministrazione si affretta affinché i cittadini che hanno segnalato il problema vengano accontentati nel più breve tempo possibile. Si cerca quindi l’attiva collaborazione del cittadino, e il cittadino, da parte sua, si sente importante perché vede che la buca nell’asfalto segnalata al Comune attraverso il web è sparita nel giro di qualche giorno, oppure che il frigorifero abbandonato abusivamente sul ciglio della strada è stato tempestivamente portato via.

Qui da noi sembra pura fantascienza: davvero in qualche giorno sparisce il problema che segnalo al Comune? Sì, almeno ad Udine. A Benevento e nel Sannio è tutta un’altra storia. Se si prova a segnalare un problema online tramite l'URP del Comune di Benevento, non si apre la finestra popup che consentirebbe al cittadino di avere la testimonianza cartacea della segnalazione da lui effettuata, e la segnalazione stessa non è rintracciabile; se noi di BCR ci preoccupiamo di segnalare di nostra iniziativa (o tramite gli spunti e le lamentele che ci arrivano da altri cittadini) che a Contrada Olivola c’è l’asfalto a metà, che ci sono km di strade inaccessibili ai disabili costretti a spostarsi con la sedia a rotelle, o che la stazione di Porta Rufina ormai non si distingue più da una discarica a cielo aperto, nessuno muove un dito in tempi rapidi. E a volte neppure in tempi lunghi... E che dire, poi, degli sfollati vittime della frana di Arpaise? Non ci risulta che sia cambiato davvero qualcosa per loro, eppure ne abbiamo più volte parlato ricoprendo il nostro ruolo di cittadini-giornalisti.

Insomma, a Udine cercano cittadini collaborativi, qui cerchiamo di collaborare ma non troviamo chi, dall’altra parte, ascolti o prenda in considerazione quello che noi come cittadini, prima ancora che come giornalisti, abbiamo da dire. Ormai molti cittadini si rivolgono al nostro magazine per riferire quello che non va, in modo che noi di BCR ne possiamo parlare e mettere sotto gli occhi degli enti locali il problema o il disservizio. Diventiamo un po’ come il software udinese, con la differenza però che noi non siamo il Comune e che quindi non possiamo far altro che “girare” la segnalazione tentando di farla arrivare a chi di dovere. Ma spesso ci troviamo di fronte amministrazioni che non ascoltano. E a quel punto cosa ci resta da fare? Male che vada, potremmo trasferirci tutti ad Udine: così lì verremmo sicuramente ascoltati, e qui si renderebbero conto che, forse, sarebbe stato meglio se ci avessero dato attenzione.

Rossana Iele

 

 

Udine, i cittadini segnalano i problemi
un clic da casa e la strada si aggiusta

Dopo otto mesi di sperimentazione la soddisfazione è altissima tra i residenti. Il Comune ha messo il web al servizio dei cittadini che seguono i lavori fino alla finedal nostro inviato CINZIA SASSO

 

Udine, i cittadini segnalano i problemi un clic da casa e la strada si aggiusta

Il messaggio che arriva dai cittadini di Udine è preciso: "Sarebbe opportuno rendere più visibile l'attraversamento pedonale posto alla fine di via Leonardo da Vinci". Ed è anche argomentato: "Essendo distaccato dal semaforo spesso viene ignorato dalle auto in transito che vanno di fretta". Propositivo: "Una soluzione potrebbe essere quella di rendere le strisce a sfondo rosso ruvido, che sono più visibili e meno scivolose anche in presenza di pioggia". Detto - anzi, scritto sulla tastiera del pc - e fatto. La segnalazione del disservizio partita sul web arriva in tempo reale all'attenzione dell'ufficio competente; viene valutata e approvata; nel giro di pochi giorni una squadra interviene sul campo e risolve il problema. E tutto, dal giorno della segnalazione, fino al momento della soluzione, viene segnalato sul sito. 

Il Comune di Udine, pioniere in Italia, ha deciso di mettere il web 2.0 a servizio dei cittadini e i risultati sono eccellenti. Dopo otto mesi di sperimentazione, la prima rilevazione sul grado di soddisfazione del servizio ha dato un risultato bulgaro: il 77 per cento degli abitanti promuove a pieni voti ePart, il sistema informatico che la città friulana ha implementato. Solo il 2 per cento resta attaccato al passato e dice che continuerà a segnalare i problemi al telefono.
È una piccola rivoluzione copernicana, che ha un obiettivo ambizioso: quello di mettere il cittadino al centro e di fargli ruotare intorno tutti i servizi. Dice Furio Honsell, già rettore dell'Università, da tre anni sindaco della città:

 "Dietro questa scelta ci sono ragioni tecniche e politiche. Abbiamo pensato che l'era digitale andasse sfruttata e che i social network potessero aiutarci a dare una risposta al sempre più diffuso bisogno di partecipazione". Individuato il tema, Paolo Coppola, 37 anni, professore di informatica e assessore all'innovazione, si è assunto il compito di trovare delle risposte: "Tenere sotto controllo una città è difficile, e non basta mandare in giro i nostri vigili sui 350 chilometri di strade. La soluzione è spingere verso un modello collaborativo, sfruttare la conoscenza del territorio che hanno i cittadini, e, come amministrazione, accettare di mettersi in gioco, consentendo a tutti di controllare quanto tempo ci mette l'ente pubblico a risolvere i problemi".

L'idea viene dal mondo anglosassone, ma è un'azienda del Sud, la Posytron Engineering di Reggio Calabria, ad averla sviluppata in Italia. Come spiega il Ceo, l'ingegner Alberto Muritano: "La nostra idea è quella della e. partecipation, di trovare cioè un modo per consentire ai cittadini di partecipare attivamente alla vita del comune. Tutti possono intervenire e segnalare delle criticità: una buca sulla strada, un lampione rotto, le strisce pedonali sbiadite, il frigorifero abbandonato per strada; e contemporaneamente tutti possono controllare l'efficienza della pubblica amministrazione perché sul sito si può vedere quanto tempo passa tra la segnalazione e la presa in carico". Il sistema ePart consiste in un software che viene venduto in abbonamento e il prezzo è in funzione del numero di abitanti della città che ne fa richiesta: tremila euro per 10 mila persone; ventimila per 100 mila abitanti; sessantamila per un sistema che deve servire 400 mila cittadini.

A Udine quasi la metà delle segnalazioni riguarda la manutenzione delle strade; quasi il 12 per cento la segnaletica; l'11 i rifiuti, fino a scendere allo 0,7 di fastidi legati al rumore. "La gestione tradizionale - racconta Antonio Scaramuzzi, da dieci dirigente dei servizi informativi e telematici del comune di Udine, dunque spettatore del "prima" e del "dopo" - era spesso lenta e inefficiente. Adesso siamo tutti sulla pubblica piazza e tutti dobbiamo essere più responsabili e trasparenti, siamo insomma "obbligati" a prenderci cura della città, pena il calo della fiducia". Con grande, pare, soddisfazione. Come racconta la cittadina-collaborativa Margherita Timeus: "Per me è stata una grande ed entusiasmante scoperta. Su un campo di tennis del Comune c'era la rete rotta e il paletto arrugginito; sono andata sul sito del Comune ed è stato
come fare un videogioco. Vai con la freccia sulla mappa, spieghi cosa non va, se vuoi mandi anche la foto. In un paio di giorni la rete era riparata e io, cittadina, mi sono sentita importante". 

www.repubblica.it/cronaca/2011/06/26/news/udine_2_0-18236695/

A San Giorgio del Sannio, comune opaco e autoritario, in odore di mafia e malaffare da tempo, lo strumento della segnalazione collaborativa dei disservizi da parte del cittadino non è assolutamente vista di buon occhio.

Abbondano i casi in cui alle segnalazioni e alle denunce di disservizio seguono ritorsioni de facto e/o di carattere legale, compreso l'abuso della querela temeraria nei confronti dei cives dissidenti e/o non plaudatores...

A testimoniare quanto asseriamo è per esempio il risvolto giudiziario di un "volantino" pubblicato sul sito agoravox concernente il vessatorio caos nel servizio cimiteriale (Caro estinto, prima mi esibisci il contratto e poi ti dò il nulla osta alla tumulazione, www.agoravox.it/Caro-estinto-prima-mi-esibisci-il.html?debut_forums=0#forum35130 ) per cui oltre a leggere, commentare e diffondere, consigliamo vivamente la consultazione dei seguenti link:

https://www.scribd.com/doc/57287643/Querela-Del-Sindaco-Nardone-di-San-Giorgio-del-Sannio;

www.youtube.com/watch?v=6Q4mSfkbA0o

Ne sono ulteriori esempi (indicativi e non esaustivi) la soppressione della sezione "forum" sull'inutile sito internet dell'Ente e le peripezie di un cittadino per far valere il suo diritto effettivo al buono per i libri scolastici il quale ha dovuto per giunta sentirsi i "rimproveri" di un dipendente del Comune per avere indirizzato una mail di protesta all'Urp (sic!).

 

Comitato Cittadini per la Trasparenza e la Democrazia

Rosanna Carpentieri
 

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