E' giunto il momento di rimettere al centro la nostra nazione e la sovranità che appartiene al popolo di questa nazione

14.07.2011 09:39

L'Italia è il nuovo bersaglio. Facile: in piena crisi, con un governo e un'opposizione che litigano per il palcoscenico in quella che è ormai la tragedia quotidiana degli Italiani, con i media pronti a qualunque genere di servizietto data la loro profonda commistione con il potere politico e finanziario, con la struttura dello stato interamente devoluta all'obbedienza di organizzazioni o istituzioni private internazionali.

Ancor più semplice piegare una massa la cui opinione pubblica è plasmata dalla televisione: un insieme sfaccettato, composto però anche di molti furbetti, approfittatori, opportunisti, da numerose persone sotto ricatto (posto di lavoro, casa, lista all'ospedale, carriera universitaria o professionale), da troppi gruppi affetti da malsane ambizioni (ah! quanto può la promessa di una poltrona o anche solo di un piccolo "sgabello" in politica!) o costituenti un tutt'uno con il malaffare o con la criminalità organizzata. Una popolazione formata inoltre troppo spesso da individui costretti a subire e ad affrontare i loro drammi quotidiani nella più totale solitudine: malattie e difficoltà di ricorso alla cura, avvelenamento e inquinamento del proprio territorio, mobbing lavorativo, difficoltà economiche per l'impossibilità di far quadrare il bilancio personale o familiare, precari sull'orlo del precipizio, senza diritti e senza futuro, piccoli imprenditori, artigiani, commercianti, strangolati dalla pressione fiscale e dalle banche...

Già le banche...siamo al dunque. L'Italia è infatti il bersaglio di quella che può tranquillamente essere definita la forma di guerra o di conquista del XXI secolo: senza armi, ma con lo sfacciato potere della grande finanza e della speculazione finanziaria, una manciata di persone possono decidere la sorte di intere popolazioni. L'abbiamo visto con la Grecia, ma anche con le pressioni sull'Irlanda, sul Portogallo e con le indiscrezioni sulla Spagna.

Il mondo della finanza e dei media li definisce PIGS (dalle iniziali dei nomi degli stati) che in inglese significa "maiali", per indicare il tallone d'Achille dell'Europa in base a categorie predefinite (PIL, deficit, ecc...) che mettono al centro le speculazioni, appunto il PIL, il debito pubblico. Tutto nell'ottica che ha unificato l'attuale mostro europeo: un'unione basata sul mercato, sulla produzione e sul consumo smisurato, sullo sviluppo infinito. Insomma, un costrutto artificioso che è tutto eccetto che un'unione di popoli.

Ma torniamo alla guerra dichiarata all'Italia, mentre i teatranti partitici italiani - dentro e fuori dal Parlamento - fanno i loro balletti di posizionamenti e alleanze o recitano le parti in commedia, cercando di rapire l'attenzione (ops! I voti) di quella massa liquida e disinformata che va sotto il nome di Italiani (mi si perdoni, ma oggi per me è assurdo parlare di nazione, visto l'asservimento italico ad USraele e alla grande finanza mondiale). Accade così dunque che poche, pochissime, persone abbiano il potere di sferrare l'attacco, con semplici manovre speculative e con alcune dichiarazioni delle agenzie di rating (private) e in barba a tutto ciò che la massa possa immaginare...ci sono interi paesi costretti ad impiccarsi al Fondo Monetario Internazionale o a svendere il proprio patrimonio e fette del proprio territorio a privati perché ridotti sul lastrico.

E' ora di dire basta: cominciamo a staccare la spina a tutti quei partiti che con nomi vecchi o nuovi alimentano questo sistema e ubbidiscono alle dinamiche della grande finanza e delle lobby internazionali, spesso con la partecipazione diretta di propri uomini. E' giunto il momento di rimettere al centro la nostra nazione e la sovranità che appartiene al popolo di questa nazione, cioè a noi.

Scritto da Monia Benini il 13/07/11. 

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