Disonorevoli, l’ultima fatica editoriale di Tonino Scala

12.09.2011 16:34

 Disonorevoli, l’ultima fatica editoriale di Tonino Scala

“Per decenni, molti studiosi, giornalisti, addetti ai lavori che hanno indagato sulla camorra, e in generale sulle mafie, lo hanno fatto procedendo spesso per categorie assolute che non hanno certo facilitato, a mio avviso,  la comprensione reale del fenomeno. Buoni e cattivi, vittime e carnefici, santi e peccatori. Il tutto condito da un racconto iconografico (la pungitura delle dita, i santini bruciati, i giuramenti con le gocce di sangue e tutti quei riti di questa pseudo-religiosità) che ha contribuito a pensare la camorra come un qualcosa di meridionalmente arcaico, dove l’elemento della tradizione costituisce la sostanza stessa del fenomeno criminale. In realtà se è vero che il ruolo della tradizione, come provano molte intercettazioni telefoniche, riguarda sicuramente l’affiliazione, il proselitismo e vale quasi come codice culturale, è altrettanto vero, e le pagine che seguono lo spiegano molto bene, che le mafie oggi sono una malattia opportunistica, un mix di tradizione e innovazione”.

Inizia così la prefazione di Nichi Vendola  nel nuovo libro di Tonino Scala: Disonorevoli. Politica & Camorra: Matrimonio all’italiana. Da oggi in tutte le librerie.

Non è la prima volta che Tonino Scala già autore di diversi libri si cimenta con il tema camorra. Questa volta a differenza degli altri testi con i quali si è cimentato, lo fa parlando degli intrecci tra la politica e la camorra.

210 pagine da leggere in un sol fiato. Un testo interessante e dettagliato che sotto forma di racconto introduce il lettore negli intrecci che hanno caratterizzato la vita politica degli ultimi 30 anni a partire dal caso Cirillo fino ad arrivare alla vicenda rifiuti.

“Sciogliamo la camorra per infiltrazioni politiche”. Non è una provocazione ma un’amara constatazione! Troppe volte camorra e politica sono venute  in “contatto” nel corso dei secoli, ma in questi ultimi trent’anni afferma Tonino Scala nel suo libro il nono per l’esattezza, è avvenuta una vera e propria commistione che non fa, oramai, capire al comune cittadino, dove inizia l’una e termina l’altra.

“ Con questo viaggio intendo raccontare l’inferno del sistema politico campano (ed italiano) dove interi territori sono ormai a sovranità limitata e niente è stato lasciato al caso. È stato messo in campo tutto ciò di cui si poteva disporre per fare soldi ed acquisire potere, opprimendo, terrorizzando, uccidendo, inquinando aria e terreni, cementificando, distruggendo ambienti e divorando montagne per poi riempirle di rifiuti di ogni specie e cosa ancora più grave, la società e l’informazione sono state militarizzate ed imbavagliate: uno dei peggiori incubi dell’Europa occidentale degli ultimi sessant’anni.”

Da Liborio Romano ai giorni nostri la politica ha sempre utilizzato la camorra, oggi non si comprende più dove inizia l’una e termina l’altra.

“Per anni, ignorando le dimensioni di questa mucillagine criminale abbiamo continuato a celebrare l’azione purificatrice della magistratura come l’unica via per liberarci da un fenomeno erroneamente considerato, da un lato, retaggio del passato e, dall’altro, un processo geograficamente molto circoscritto.” Afferma Nichi Vendola nella prefazione al pregevole testo. “Nell’ultimo decennio, anche approfittando di un processo di sviluppo distorto che ha investito soprattutto le regioni del Mezzogiorno, la camorra e le altre mafie si sono fatte soggetti economici e soggetti politici. Perché la forza economica consegna loro pure una soggettività politica. Le loro ricchezze sono pervasive del tessuto economico e sociale, producono consenso e voti, colmano ogni vuoto sociale.” Conclude il governatore della Regione Puglia.

Non vi resta che leggerlo.

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