Da Del Basso De Caro a Pepe, lo squallore del PD e della stampa beneventani.Qualche nota sulla lista "Rivoluzione civile" di Ingroia

06.01.2013 11:37

 

Vediamo se la testata Sanniopress è così democratica e aperta da pubblicare il commento:

 

"Scusate, ma in tutti questi eoni il succitato "compagno" è stato per caso investito dallo spirito santo ? E perchè poi questo blog ( https://www.sanniopress.it/?p=28885) non scrive qualcosa di genuino e originale, proveniente dal Sannio, a riguardo, ma si limita a riportare l'opinione di Travaglio ?

Dove sono gli intellettuali ed opinionisti beneventani?

"...Consigliere comunale della sua città ininterrottamente dal 1975 al 2006.

Nel 1992 è eletto deputato e vicepresiede la giunta per le autorizzazioni e procedere.

nel ’94, appena il Psi viene a mancare all’’affetto dei suoi cari, il Del Basso De Caro esce dalla Camera ed entra nell’Associazione dei Liberal Riformisti fondata da Amato. E resta a pie’ fermo consigliere comunale a Benevento.Poi presidente provinciale della Margherita. Poi l’ultimo balzo: nel 2008 segretario provinciale del Pd e nel 2010 consigliere regionale con 18.255 preferenze. Si installa in ben tre commissioni: Affari Istituzionali e Risorse Umane, Controllo atti regionali, Lavori pubblici Urbanistica Trasporti. Qualche giorno fa ha vinto le primarie del Pd a Benevento con 12.085 voti, dunque sta per tornare in Parlamento."

Ergo ? Ergo, si facessero un esame di coscienza i beneventani, come altrettanto dovrebbero fare per il Ceppalonico ...

Ed altrettanto facciano i sangiorgesi per il parlamentare (finalmente uscente!!!) del Piddì Pepe Mario. "

 

L'unica voce originale e critica che si registra su Umberto Del Basso De Caro nel panorama sannita è quella di Gabriele Corona presidente dell'Associazione Altrabenevento contro il Malaffare ed ora candidato  con la lista civica "Rivoluzione civile" capeggiata dall'ex pm Antonio Ingroia, il quale dice: "Ho scritto varie volte di Del Basso De Caro e spesso peggio di come ha fatto Travaglio; la cappa che in questa città (Benevento, n.d.r.) copre politica, tribunali e avvocati non la si scopre oggi; così come le situazioni che vedono Del Basso De Caro avvocato difensore di Zamparini o del suo braccio destro; non credo che sia un avvocato che per campare ha bisogno di accettare ogni incarico e questi, sinceramente, li poteva evitare. 

Evidentemente fanno parte della sua cultura".

 

Sempre secondo Corona la lista Rivoluzione Civile è sostenuta da Rifondazione Comunista, Comunisti Italiani, Verdi e Italia dei Valori ma “non sono loro a dettare le condizioni”.

 

Su questo nutriamo forti dubbi.

Il 30-31 dicembre c'è stata la consultazione telematica  dei 13.200 aderenti all'appello di “Cambiare si Può”. La domanda posta dai “garanti” di “Cambiare si può”(Sasso, Pepino e Ravelli) era: «Ritieni che, nella mutata situazione di fatto rispetto all’assemblea del 22 dicembre (l'ingresso dei Partiti e dei Capi Partito che non han fatto il “passo indietro” auspicato e richiesto da Ingroia, NdR), si possa proseguire nell’iter di formazione di una lista comune, avente come candidato premier non contendibile Antonio Ingroia?».

 

Al voto hanno partecipato, nonostante le giornate festive, ed i tempi strettissimi di voto, ben 6.908 aderenti. Hanno vinto i “SI” (4.468 voti), ma i “NO” sono stati altissimi (2.088 pari al 30,2% dei votanti). E' da credere che a votare “SI” siano stati gli aderenti inquadrati nei Partiti, a votare “NO” la componente della “Società Civile”, che, evidentemente, si tira fuori dal “Progetto” di “Rivoluzione Civica”.

 

La “Lista Ingroia”, in sostanza, oramai è solo quello che si temeva, e negava, sin dall'inizio, una vecchia, e già fallita nel 2008, re-edizione della “Sinistra Arcobaleno”, un carro per portare – se va bene -, in Parlamento, una ventina di deputati rabberciati, dalle idee e storie più diverse.

La sinistra sparita (2008)

Insomma, tanto valeva mettere i simboli dei Partiti della Coalizione!

A confermare il “passo indietro” di “Cambiare si può” rispetto al “Progetto Ingroia”, nonostante le smentite formali, sono le affermazioni dei “Garanti” di “rinunciare” al mandato: «Non abbiamo d’altra parte mai nascosto la nostra opzione negativa rispetto alla questione sottoposta al voto, e non crediamo che esistano uomini e donne “per tutte le stagioni”».

Così scrivono sul gruppo Facebook del Movimento.

La votazione di Cambiare si può: il 30% boccia i Partiti

 

«"Cambiare si può" – aggiungono gli oramai ex-”Garanti” - non è, non è mai stato, non ha mai voluto essere un soggetto politico. Le 70 persone che hanno sottoscritto il documento iniziale proponevano una "cornice" comune per la formazione di una lista elettorale di "cittadinanza politica attiva". Quel progetto non si è realizzato e resta quindi nel suo stato originario di proposta politica e organizzativa da approfondire in futuro».

 

Gli ex-”Garanti” di “Cambiare si può”, auspicano, ancora, che, comunque, qualcuno riesca a rappresentare «gli elementi di programma sottolineati nella prima mozione del 22 dicembre» e «di limitare al massimo i danni sul versante delle pratiche di formazione delle liste».

 

Nel frattempo, INGROIA ha così risposto ad un ultimo “appello” della “Lista Civica Italiana”: «Noi siamo diversi dall'antipolitica e dall'antipartitismo alla Grillo, ed infatti io non ho mai "promesso" di non coinvolgere i capi-partito. Si tratta di fare una battaglia politica da vincere. Anche praticando le giuste alleanze, nella società e nella politica … a prescindere dagli errori politici commessi in passato da questo o quel compagno di strada».

email di Antonio Ingroia a Lista Civia Italiana

 

Secondo voi, dunque, Ingroia ha ancora qualche intenzione di determinare reali svolte nella politica italiana ?

Lui dice che non è ostaggio, ma sicuramente non è autonomo dai Partiti (quali sono i partiti che si sono opposti al montismo e al berlusconismo ? Esistono ? )...mentre si dichiara autononomo dai "civici"(movimenti antimafia, numerose associazioni per la legalità, intellettuali, uomini di cultura e dello spettacolo, sindacalisti ma soprattutto  tantissime persone che a titolo individuale condividono la necessità della lotta a oltranza alla corruzione).

 

 

Rosanna Carpentieri

 
Di seguito l'articolo di Travaglio riportato da Sanniopress sul "compagno" del PD sannita Del Basso De Caro vincente alle primarie del piddì...

Umberto Del Basso De Caro nel ritratto di Marco Travaglio

 

 

Questa è la storia del compagno Umberto Del Basso De Caro, nato a Benevento il 29 settembre 1953 (lo stesso giorno ma non lo stesso anno di Berlusconi e Bersani), uomo dalle molte vite. Una prova vivente della teoria della reincarnazione, anche per via dei numerosi cognomi. Avvocato prestato alla politica (ma, come si sa, l’una cosa non esclude l’altra), è stato consigliere comunale della sua città ininterrottamente dal 1975 al 2006. E ha collezionato un bel gruzzolo di poltrone: dal 1983 al ’94 segretario provinciale e membro dell’Assemblea nazionale, della Direzione nazionale e dell’Esecutivo nazionale del Psi di Craxi. Nel 1987 è promosso vicepresidente dell’Usl 5, perchè è molto esperto anche in materia sanitaria, come no. Nel 1992 è eletto deputato e vicepresiede la giunta per le autorizzazioni e procedere.

Lì, vigile e occhiuto come il palo della banda dell’Ortica, vota contro qualunque richiesta delle Procure di processare decine di deputati per tangenti e mafie assortite. Per l’on. avv. Del Basso nonché De Caro, sono tutti perseguitati politici. Il nostro eroe denuncia il pool di Milano per una fuga di notizie sui rapporti fra Mario Chiesa e Bobo Craxi (peraltro noti a Milano anche presso le portinaie). Indagare su Craxi? Nemmeno per sogno, è vittima di un “teorema politico”, essendo l’indagine Mani Pulite pilotata dalla Spectre dei “poteri forti” e condotta con un “uso violento della carcerazione preventiva” al fine di “estorcere confessioni” contro noti galantuomini.

Arrestare Craxi e Martelli per la mazzettona da 8 miliardi di lire sul Conto Protezione by Larini-Gelli-Calvi? Non sia mai, “sarebbe una vergogna”. Indagare su De Lorenzo? Guai, è vittima di chiaro “intento persecutorio”. Investigare su De Michelis? Non scherziamo, è “fumus persecutionis”. Enzo Carra, rara avis di politico non parlamentare, finisce in manette. Apriti cielo: “È una violazione del diritto – tuona il Del Basso De Caro – che suscita indignazione” e impone l’immediata “riforma della custodia cautelare”. Porta anche buono, l’Umberto: appena difende un politico, quello viene regolarmente condannato in Cassazione. Craxi, Martelli, De Michelis, Carra, De Lorenzo: non sbaglia un colpo. Alcuni, timidamente, lo pregano di non difenderli più. Può la Politica, nel senso più alto e nobile, restare orba di cotanto statista? Non può. Infatti nel ’94, appena il Psi viene a mancare all’’affetto dei suoi cari, il Del Basso De Caro esce dalla Camera ed entra nell’Associazione dei Liberal Riformisti fondata da Amato. E resta a pie’ fermo consigliere comunale a Benevento.

Nel 2001 si candida col centrosinistra a sindaco, ma invano. Partecipa anche a una memorabile cerimonia in quel di Guardia Supramonti, dove si conferisce la cittadinanza onoraria al Caf (Craxi Andreotti Forlani): i tre sono assenti, ma li rappresentano degnamente Stefania Craxi e Umberto Del Basso De Caro. Che conciona: “Craxi è stato uno dei più grandi statisti d’Italia”. E subito ritira il premio: presidente provinciale della Margherita. Dunque presidente dell’Iacp (è molto ferrato anche in fatto di case popolari, ci mancherebbe). Poi l’ultimo balzo: nel 2008 segretario provinciale del Pd e nel 2010 consigliere regionale con 18.255 preferenze. Si installa in ben tre commissioni: Affari Istituzionali e Risorse Umane, Controllo atti regionali, Lavori pubblici Urbanistica Trasporti (tutte materie in cui, con proverbiale versatilità, è divenuto nel frattempo libero docente). Trova anche il tempo di difendere, come avvocato, Nicola Mancino nel processo sulla trattativa Stato-mafia. Qualcuno dirà: ma perchè ci racconti questa storia? Perché Umberto Del Basso De Caro ha vinto le primarie del Pd a Benevento con 12.085 voti, dunque sta per tornare in Parlamento. Per un’ “Italia giusta”. Sezione “Nuove promesse”.

(Da Il Fatto Quotidiano del 03/01/2013)

 

Qui di seguito riportiamo alle valutazioni dei lettori le esternazioni dello sconfitto, il parlamentare uscente Mario Pepe del piddì, ma ex democristiano, caduto nel trappolone delle primarie, alle quali era evidentemente OSTICO !

 

Ora promuoverò, se ci sono le condizioni, un assalto dialettico al partito, al partito chiuso come una società segreta, alquanto paludoso, per aprirlo ai giovani, quelli veri non assoldati alle greppie dei magnati del partito
 
Redazione di Gazzetta di Benevento
  
 
In merito agli esiti delle votazioni di ieri, relativamente alla scelta dei candidati del Pd per le elezioni politiche del febbraio prossimo, è intervenuto, con una dura nota, Mario Pepe (nella foto), parlamentare uscente che non ha ottenuto forse i voti che si aspettava, in cui, a testa bassa, ha riservato accuse ed attacchi un po' per tutti.
"Con il risultato delle primarie - scrive - siamo ritornati all'antico regime fatto di favorite e liberti, la mia è stata una battaglia di testimonianza politica. 
Mi ero permesso di fare alla direzione provinciale una proposta di rinnovamento, ho registrato l'assenza concettuale e la stanca monotonia del pensiero: sarà forse questo il nuovo stile dei democratici.
I giovani, per lo più, hanno deciso di vivere una politica virtuale nella solitudine rarefatta dei numeri primi e nell'appello "di uno solo al comando".
L'affluenza alle primarie non è stata piena e numerosa come le altre volte, in genere sono andati a votare i cittadini dagli elenchi falsi e contaminati: soprattutto a Benevento sono venuti a votare insieme a persone di dignità e rispetto maschere e figuranti portate a frotte multicolori, cortigiani tutti confessati e battezzati nel rito laicista della setta: un rito fastidioso, poco consono ad una città medaglia d'oro.
Con le primarie non muore la politica; la mia politica diventa più libera, meno condizionata, non finalizzata a raggiungere obiettivi oppure incarichi di sottogoverno, come altri famelici pretoriani, promuoverò, se ci sono le condizioni, un assalto dialettico al partito, al partito chiuso come una società segreta, alquanto paludoso, per aprirlo ai giovani, quelli veri non assoldati alle greppie dei magnati del partito, alle espressioni più vive della società, alle nuove professionalità.
Azione politica, quindi, intensa dentro e fuori al partito.
L'impegno politico innanzitutto per la città, avvolta in una cappa greve ed asfissiante di poteri latenti e camaleontici, per il Sannio e per il suo rilancio, per i Comuni quelli che hanno bisogno di difesa e di maggiore vigilanza istituzionale.
Insomma nuovi orizzonti senza ambizioni personali.
Nelle istituzioni, tutte, sono entrato e ne esco pulito, senza mai un avviso di garanzia oppure una udienza informativa. 
Onesto e pulito come è di un preside abituato a forti motivazioni culturali e di un deputato che ha dato onore e dignità al Sannio (???n.d.r.) con un valido contributo di presenze, una delle più elevate, e di atti parlamentari che stanno a testimoniare una considerevole azione legislativa e istituzionale.
Mi auguro che altri, ai quali vanno tributati gli onori del laticlavio, possano restare 12 anni come è toccato a me a fasi alterne: non eletto nel 2001 per pochi voti, ho continuato a lavorare per sette anni fino al 2008 più di prima creando e rafforzando un partito nelle sue stanche membra, la Margherita prima e poi il Pd.
Ho sottratto dal letargo politico personaggi e dirigenti sempre con una chiara e piena generosità senza sotterfugi o inganni. 
Oggi le primarie hanno voluto celebrare il trappolone.
Bene si chiude la scena, iniziamo un nuovo percorso con lo stile e la tenacia di sempre".
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 
 
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