Comune di Napoli: aperte 10 inchieste dalla Procura per la Parentopoli napoletana nelle aziende partecipate tra cui ASIA.

21.07.2011 17:35

 

 

Sono dieci le inchieste aperte dal pool Mani pulite e dalla Procura della Repubblica, a carico della Giunta comunale di Napoli, che potrebbero travolgerla, dando di fatto un'ulteriore spallata ad un'amministrazione da tempo agonizzante.

Indagini che fanno tremare non pochi esponenti politici, dirigenti comunali e sindacalisti. Secondo alcune indiscrezioni trapelate dal Palazzo di Giustizia, nelle prossime ore potrebbero scattare i primi provvedimenti, emessi dal pool di magistrati, coordinati dal procuratore aggiunto Francesco Greco.

Le indagini interessano alcune anomalie legate alla gestione del patrimonio immobiliare, di assunzioni clientelari nelle aziende partecipate, selezioni del personale effettuate da tre agenzie interinali, e di appalti per la manutenzione stradale e le famose "buche d'oro".

Anche il progetto Palaponticelli ed il piano urbanistico attuativo di Miano (ex stabilimento Birra Peroni) sono interessati dalle indagini, così come l'incontrollata moltitudine di sprechi nell'utilizzo delle risorse per bonifica di Bagnoli, la finanza creativa e i derivati, il piano sociale di zona, gli appalti e i finanziamenti per gli eventi culturali, il maxiconcorso per l'assunzione di impiegati e vigili urbani, i corsi di formazione professionale.

Di carne al fuoco pare ce ne sia a sufficienza per far si che la Magistratura muovesse i magistrati napoletani.

Stanno indagando sulla cosiddetta "Parentopoli napoletana", che vede l'assunzione di mogli, figli, amanti e amici nelle aziende partecipate Anm, Napoli Servizi, Napoli Sociale, Napoli Park, ASIA.

Strane se non discutibili modalità di assunzione per chiamata diretta, di fatto evitando qualsiasi concorso, una vera e propria corsia preferenziale per gli amici degli amici.

Una mortificazione, questa, per la dignità delle migliaia di giovani disoccupati, dei precari napoletani, delle donne non occupate, spesso costretti ad emigrare in altre regioni, se non all'estero, poiché non protetti da "padrini o padroni".

Il cliché è quello solito: un lurido miscuglio di clientele ed affari e voti in cambio di posti di lavoro. Le assunzioni venivano effettuate attraverso l'utilizzo di alcune agenzie interinali compiacenti, che avrebbero pubblicato i bandi di selezione, stranamente sempre ad estate inoltrata, praticamente quando le città sono semideserte, oltre che da probabili uffici preposti al controllo.

Altro vergognoso aspetto della vicenda è quello legato ai requisiti richiesti ai candidati: una sorta di abito su misura per aspiranti puntualmente assunti.

L'indagine si allarga su falsi corsi di formazione per operatori socio-sanitari, che vanno ad allargare la già lunga lista dei tanti corsi di formazione, sempre più simili a vere e proprie truffe ai danni degli enti proponenti (Regione, CEE, etc.) gestiti a Napoli e in Campania.

Le indagini della Magistratura sono dirette anche sulla riqualificazione e la bonifica di Bagnoli. Veri e propri oceani di fondi spesi , dilapidati senza alcun ritegno o forma di rispetto per una popolazione, per un quartiere, che da anni, troppi, è ancora vittima e oggetto di inquinamento, dovuto alla colmata di veleni prodotti dalle vecchie fabbriche dismesse.

Tanti i filoni di indagini che vedono impegnati gli inquirenti, che hanno aperto altre inchieste, tra le quali c'è quella legata alla vergognosa gestione del maxiconcorso per l'assunzione di un centinaio di vigili urbani. Secondo alcune indiscrezioni, le prove scritte sarebbero state superate da poco meno della metà dei partecipanti risultati poi essere figli o parenti di VV.UU.

Non mancano nelle indagini presunti giri di denaro e promesse di assunzione.

È per questo che la Procura vuole vederci chiaro un po' su tutta la vicenda, non escludendo nemmeno la vecchia questione sui derivati, ossia i debiti milionari contratti dall'amministrazione con le banche e che si materializzano nel bilancio comunale ad anni di distanza.

Inchieste in corso anche sulle discutibili scelte urbanistiche, che hanno di fatto cambiato la destinazione d'uso dell'ex Birra Peroni a Miano.

Ultima, ma solo in termini cronologici, vista la ridicola quanto dannosissima - e non solo in termini di spesa per l'amministrazione, ma anche per la sicurezza dei cittadini - l'oscena questione delle buche d'oro, oramai presenti su tutte le strade cittadine: l'Aip, socio privato della partecipata Elpis, con un capitale sociale garantito da "un quadro d'autore". A voi le considerazioni.

 
Lidia Ianuario

 

 

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