Cittadini in MoVimento - verso San Giorgio a 5 Stelle aderisce al Forum Nazionale Salviamo il Paesaggio. Lettera a MONTI

16.11.2011 11:24
E' con grande piacere ma soprattutto con grande senso civico che abbiamo voluto aderire al Forum Nazionale Salviamo il Paesaggio!!!
Siamo convinti, e lo sono anche gli amici del Forum, infatti, che solo la partecipazione e l'impegno delle associazioni (soprattutto quelle locali) e dei singoli cittadini siano l'unico mezzo che abbiamo per farci
sentire e cambiare l' incresciosa situazione che caratterizza oggi tutto il territorio italiano.


Da oggi Cittadini in MoVimento - verso San Giorgio a 5 Stelle diventa SENTINELLA DEL TERRITORIO SANNITA!!!

Lo scorso 29 ottobre si è svolto a Cassinetta di Lugagnano, il primo comune italiano a “zero consumo di suolo”, la prima Assemblea Nazionale del Forum e a breve si costituiranno gli organismi nazionali e locali . Qui di seguito il link ai  video con tutti gli interventi  dei vari relatori:

https://www.ilcambiamento.it/territorio/salviamo_paesaggio_resoconto_video.html

Invitiamo tutti i nostri amici ad aderire ed a seguire le attività del Forum sul sitohttps://www.salviamoilpaesaggio.it/

Il primo dei nostri obiettivi relativi alla salvaguardia del territorio delle zone del Medio Calore sarà, con l'aiuto del Forum, il monitoraggio sulla zona ASI a cavallo tra i territori comunali di San Nicola Manfredi e San Giorgio del Sannio. 

 

SULLA ZONA ASI DI SAN GIOVANNI DEL COMUNE DI SAN GIORGIO DEL SANNIO

Per quanto riguarda la nostra problematica relativa all'area ASI di contrada San Giovanni del Comune di San Giorgio del Sannio per il momento abbiamo questo articolo del giornale locale Il Sannio Quotidiano che si ricollega al Programma di Sviluppo ASI della zona.
Nel programma si evince chiaramente che:
  • la zona in questione prima di essere "industrializzata" necessita di un intervento importante nel completamento delle opere di urbanizzazione (rete idrica, fogne, depuratore, impianti elettrici, impianti di illuminazione)
  • la zona in questione avrebbe come vantaggio quello di essere "servita/servibile", binomio usato nel Programma, dalla linea ferroviaria Napoli Bari e dall'autostrada omonima. Questo vantaggio secondo noi non esiste dal momento che i collegamenti tra l'area ASI di San Giovanni e Benevento sono attualmente assicurati SOLO dalla Strada Statale Appia che già da sè non regge il traffico locale figuriamoci se dovesse sopportare un traffico industriale. Sembra chiaro, quindi, che l'utilizzo del binomio "area servita /servibile" spinge verso la seconda ipotesi, ovvero che l'area dovrebbe essere fornita di collegamenti ferroviari costruiti ex novo, come confermato da una nota stampa di un consigliere di minoranza sangiorgese apparsa sui giornali qualche giorno fa dove si legge chiaramente: "Per evitare allora che l’area si trasformi in una cattedrale nel deserto o in contenitore vuoto e inoperoso è necessario creare e migliorare le vie di collegamento tra San Giovanni e Ponte Valentino, l’area industriale del capoluogo, mediante il trasporto su rotaie. Solo così la location, purtroppo penalizzata geograficamente, potrà diventare un polo produttivo e attrattivo a tutti gli effetti altrimenti rischia solo il collasso e l’isolamento.“ Per correttezza d'informazione sull'argomento ferrovia Napoli Bari, bisogna sottolieare che i lavori dell'alta velocità si stanno svolgendo molto a rilento non solo perchè trattasi di area sottoposta a rischio frane (vedi la recentissima frana di Montaguto che ha bloccato i collegamenti per mesi) ma anche perchè su diversi tratti i lavori sono stati bloccati da indagini per corruzione nell'ambito dell'attribuzione degli appalti. In questa stessa nota si legge che il consigliere suddetto vorrebbe anche organizzare a breve un incontro pubblico a più voci con gli attori e i finanziatori dell’area Asi di contrada san Giovanni ma in realtà questa cosa è stata già fatta durante la campagna elettorale per le scorse comunali, nella quale il suddetto consigliere (che è stato anche Presidente dell’Associazione delle Piccole e medie Industrie della provincia di Benevento fino al gennaio 2008 ed anche Presidente della Confapi Campania, Confederazione Regionale della Piccola e Media Industria nonché componente del Consiglio Nazionale della Confapi, confederazione che associa oltre 100.000 imprese) ha organizzato un convegno cui è intervenuto proprio Filippo Diasco, commissario dell’Area di Sviluppo Industriale di Benevento. Da tutto ciò sembra evidente di quale natura possono essere gli interessi che spingono certi amministratori locali alla chiamata alle armi degli investitori ed imprenditori
  • Nel Programma, inoltre, vediamo che è dedicata solo una scarna paginetta all'area ASI di Contrada S. Giovanni, paginetta nella quale, oltre alle informazioni di carattere geografico, leggiamo che "In accordo con le amministrazioni locali, si punta a realizzare una caratterizzazione sull'agroalimentare"...troppo poco come informazioni, secondo noi.
  • Infine c'è da registrare tutta una serie di fattori che depongono negativamente nei confronti di nuovi insediamenti industriali, primo fra tutti il fatto che nel Sannio le industrie nell'arco degli anni stanno chiudendo tutte:il Polo calzaturiero del sannio si è rivelato una vera e propia truffa ai danni dell'U. E.; ha chiuso il polo industriale di Airola, sta chiudendo il distretto del tessile di San Marco dei Cavoti, è in chiara difficoltà quello di Sant’Agata de’ Goti – Limatola; il grande Ipermercato di Zamparini ha chiuso con numerosi licenziamenti ed un'indagine della magistratura in corso; per non parlare del fatto che si sta conducendo una grande battaglia contro l'insediamento di un grande centrale a turbogas nell'area industriale di Benevento. Inoltre, si registrano ritardi enormi nel completamento di una rete degna di un Paese avanzato: vedasi l’Alta Capacità ferroviaria, la Telesina, l’Autostrada Napoli / Bari, la Fortorina, la Fondo Valle Isclero.
    A San Giorgio del Sannio, poi, nello specifico ha chiuso con 13 licenziamenti un Fantomatico Polo tecnologico che non ha mai decollato.

 

LETTERA A MARIO MONTI: SI TAGLINO I FINANZIAMENTI AL CONSUMO DEL TERRITORIO E ALLA SPECULAZIONE AMMINISTRATIVO-IMPRENDITORIALE

di Rosanna Carpentieri

 

SI TAGLINO I FINANZIAMENTI AL CONSUMO DEL TERRITORIO E ALLA SPECULAZIONE AMMINISTRATIVO-IMPRENDITORIALE, VERO CANCRO MALIGNO D’ITALIA

 

Come guida per i tagli valga il teorema: Dove c'è consumo del territorio, lì c'è Mafia ! 

 

Il nuovo Governo nei suoi primi provvedimenti di massima urgenza deve tagliare tutte quelle voci assurde ed enormi di spesa che non migliorano ma danneggiano il territorio e la sua economia, salvando invece i servizi in settori strategici di vera ed autentica pubblica utilità per il paese quali l’istruzione e la sanità in primis!

Sono voci inutili e dannose di spesa tutte quelle relative al finanziamento delle opere distruttive per il territorio di falsamente necessaria infrastrutturazione, ridondanti ed eccessive, non commisurate ai territori e alle loro vere esigenze, gonfiate ad hoc per speculare e gestire appalti facili e clientele quali le vere e proprie autostrade per dimensione, strade ex-novo progettate a devastazione della Puglia, della Campania, del sud, dell'area ASI di San Giovanni nel comune di San Giorgio del Sannio (BN), o tali da ingigantire e rendere iper-impattanti strade preesistenti e già commisurate ai territori che sarebbe sufficiente mettere in sicurezza o solo leggermente ampliare nei tratti già esistenti, e invece si interviene con progetti folli con cavalcavia, sottopassi, viadotti e gallerie (anche in aree pianeggianti come il Salento nel caso del tratto progettato tra Montesano e Leuca per la nuova SS 275), 4 corsie, complanari sovrappassi, raccordi,tutto a iper-consumo del territorio e suo danneggiamento paesaggistico!

E' il caso dell'alta velocità Napoli-Bari i cui lavori  si stanno svolgendo molto a rilento non solo perchè trattasi di area sottoposta a rischio frane (vedi la recentissima frana di Montaguto che ha bloccato i collegamenti per mesi) ma anche perchè su diversi tratti i lavori sono stati bloccati da indagini per corruzione nell'ambito dell'attribuzione degli appalti !

 E’ il caso ad esempio nel Salento della nuova SS 275 tra Montesano e Leuca, la nuova assurda Strada Regionale 8 Lecce-San Foca, su tracciati ex-novo in aree vergini e di alta bellezza e valore storico-naturale messe a rischio;

la nuova strada Maglie-Otranto tratto della SS 16, la nuova Strada Provinciale Casarano-Ruffano, da ampliare all’ inverosimile nei progetti oggi portati avanti dagli enti locali competenti; ecc. !

E tutte le consimili opere di mega cementificazione selvaggia (come nel Salento il nuovo eccessivo porto di Otranto, il nuovo porto di Tricase, il nuovo Porto di Porto Miggiano a Santa Cesarea, quello di Torre San Giovanni ad Ugento, ecc.!

Tutte opere di falsa e strumentale “pubblica utilità”!

E i così gli assurdi progetti per nuovi mega-ospedali pugliesi soprattutto quando progettati non al posto dei tanti già esistenti e pazzescamente in via di dismissione e chiusura, o addirittura in aree ancora di fatto rurali !

 

E così per tutti quei progetti della mala della Green Economy Industriale di eolico, fotovoltaico e biomasse, che pendono come spade di Damocle sulla qualità di vita dei beneventani, dei salentini, dei pugliesi e di tutti gli Italiani, affinché non trovino più un sol soldo per essere realizzati foraggiando l’illegalità e le mafie anche nel sud come in un fisiologico e mostruoso progetto! 

Tutte situazioni di aggressione al territorio che stanno vedendo i cittadini sollevarsi contro, e causa pertanto anche di comprensibile instabilità sociale; un segnale che deve essere ascoltato dal buon Governo, e che deve spingere ad agire d’urgenza con vitali  etici e forti tagli a difesa di quei diritti basilari alla salute, all’ambiente, al paesaggio, alla cultura, sanciti e difesi dalla nostra stessa Costituzione, che quei cittadini reclamano con la loro indignazione e mobilitazione, a compensazione di un’ azione di tutela ad oggi gravemente assente, che lo Stato dovrebbe invece fisiologicamente garantire! 

 

Si taglino i fondi a tutte queste opere di ridondante inutilità e non di primaria infrastrutturazione ma bensì speculative, pericolose per i beni economici veri preesistenti e produttivi del territorio se accompagnati da una politica saggia, quella che il territorio richiede davvero, focalizzata sul paesaggio storico-naturale identitario di tutta l’ Italia;

si taglino perciò con effetto retroattivo tutti gli incentivi pubblici a tutti gli impianti eolici e fotovoltaici industriali (per la vendita dell' energia prodotta) indipendentemente dalla potenza se ubicati nelle aree naturali (rurali e marine) che sono le vere zone A, i veri centri storici preziosi del nostro territorio, insieme ai centri storici stessi dei centri abitati !


 

 

 

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