Cannibalismo , necrofilia ed ora...l'ennesima violenza della Chiesa.

29.04.2011 10:05

 Tutta la mitologia cattolica ruota attorno alla morte. L’ostensione di pezzi di cadavere, come le mani di padre Pio, fanno parte di un rituale macabro piuttosto consolidato.

Frammenti di ossa, teschi, corpi mummificati, sono le slot machine della fede e chi ci guadagna, ovviamente, è il proprietario delle slot.

Il loro dio, Gesù, viene festeggiato nel giorno in cui, secondo la mitologia, è stato ucciso per volere di suo padre (sic).

I rituali domenicali celebrano la morte che si accompagna ad una liturgia nella quale si consuma la sublimazione del cannibalismo: “mangiatene tutti, questo è il mio corpo e il mio sangue”.

Nella cultura cattolica la morte non può essere separata dalla sofferenza. Chi sta per morire deve offrire la propria sofferenza a dio per avere la certezza di un aldilà migliore. Non è pensabile di alleviarla magari con gli oppiacei. Né è possibile praticare una dolce morte che preservi la dignità nella malattia. Il loro dio non vuole.

I cattolici non festeggiano i loro santi nel giorno nel quale sono nati, li festeggiano invece nel giorno in cui sono morti.

Eppure una eccezione l’hanno fatta anche loro. Hanno deciso che Wojtyla non doveva essere festeggiato nel giorno in cui è morto, ovvero il 2 aprile, ma doveva essere festeggiato il 1° maggio, giorno nel quale da ormai due secoli si festeggia il lavoro e i lavoratori, giorno nel quale tutti i Paesi civili celebrano le conquiste delle classi lavoratrici contro lo sfruttamento.

Ebbene, la Chiesa cattolica ha voluto sovrapporre la beatificazione di Wojtyla ad una festa laica internazionale, con il preciso intento di farla dimenticare.

E’ una scelta decisamente scorretta. Ma fino a quando il Vaticano interferirà nella nostra Nazione, non saremo mai un Paese né libero né civile.


Carla Corsetti 

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